Nelle Filippine il caro-petrolio accorcia il giro delle sette chiese
di Redazione Esteri
Con il costo del carburante più che raddoppiato, i fedeli hanno potuto spostarsi solo "a distanza di bicicletta"

Il caro-benzina ha ridotto il “giro Chiesa” come, nelle Filippine, viene chiamato il tradizionale pellegrinaggio del Triduo: i cattolici si recano in sette chiese e in ognuna pregano e meditano sul Vangelo della morte e Risurrezione. In genere, i fedeli scelgono di fare un vero e proprio viaggio nei santuari più simbolici del Paese. Chi si è trasferito in città, invece, torna nelle province d’origine. Gli spostamenti coinvolgono almeno cinque milioni di persone l’anno. Non stavolta, però. I filippini hanno potuto muoversi solo a “distanza di bicicletta”, l’unico mezzo di trasporto “sostenibile” a causa degli aumenti del petrolio. La crisi in Medio Oriente e il blocco di Hormuz hanno fatto più che raddoppiare il costo del carburante nell’arcipelago che dipende, per il 90 per cento, dal greggio del Golfo. Se, fino a febbraio, erano sufficienti 25 dollari per un pieno, ora ce ne vogliono almeno 60. Alla fine di marzo, il governo di Ferdinand Marcos jr ha dovuto dichiarare l’emergenza energetica nazionale e ridurre la settimana lavorativa a quattro giorni. Alcune parrocchie hanno creato guide virtuali per segnalare le chiese raggiungibili a piedi, trasporto pubblico o in bici in modo da non rinunciare al pellegrinaggio. La Conferenza episcopale filippina ha rispolverato l’App creata in piena pandemia per realizzare in modo virtuale il giro delle sette chiese. Molti dei luoghi di culto più emblematici – come quelli della provincia di Banguio di Ciudad Quezon – hanno trasmesso i riti e le celebrazioni sui social per consentire la partecipazione da casa.
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