A Bagnoli l'America's Cup accelera la rinascita

Tra bonifiche e cantieri, l'ex quartiere industriale di Napoli accelera la trasformazione in vista dell’America’s Cup 2027
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May 25, 2026
A Bagnoli l'America's Cup accelera la rinascita
Ruspe al lavoro sui terreni dove una volta c’era la fabbrica di Italsider /Averaimo
«Dopo tanti anni, finalmente si comincia a vedere qualcosa di concreto», dice uno dei tanti napoletani che percorrono il pontile nord di Bagnoli, lungo quasi un chilometro. Da quell’altezza, l’ex area industriale abbandonata di questo quartiere di Napoli, che per quasi un secolo aveva fatto rima con l’industria pesante, appare da qualche mese come un grande, enorme cantiere. Non c’è più tempo da perdere stavolta, dopo oltre trent’anni di attesa per una bonifica mai conclusa: tra un anno, proprio qui prenderà forma il quartier generale dell’America’s Cup di vela, il grande evento sportivo che la città di Napoli ospiterà nel 2027. Per questo motivo, camion e gru lavorano senza sosta sulla colmata, un’area di 200mila metri quadri creata con scarti di altoforno nata per ampliare l’Italsider, il grande stabilimento siderurgico che un tempo dominava Bagnoli. Il pragmatismo ha voluto che si abbandonasse per sempre l’idea di rimuoverla del tutto: è stata invece quasi tutta messa in sicurezza, isolando i veleni.
Tra qualche mese, diventerà la base operativa dei più importanti team velici del mondo che tra un anno si sfideranno nelle acque del Golfo di Napoli. In seguito, ha spiegato il sindaco della città, Gaetano Manfredi, che è anche commissario straordinario alla bonifica di Bagnoli, ospiterà un parco a mare con spazi per lo sport e la socialità, che suggelleranno la nuova vocazione dell’area. Ci sarà posto anche per la balneazione, con l’accesso al mare direttamente dalla vecchia colmata trasformata in parco. I soldi per tutti questi progetti non mancano: il governo ha infatti messo a disposizione per la rigenerazione di questo lembo estremo di Napoli 1,2 miliardi di euro, presi dai fondi di coesione. Ed è stato sempre l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni a volere la massima competizione velica mondiale nel capoluogo campano, grazie anche a uno spirito di collaborazione bipartisan mai venuto meno con Manfredi.
America’s Cup a parte, l’azione dello Stato centrale è fondamentale quando si parla di Bagnoli, che rientra tra i 42 Siti di interesse nazionale (Sin), i luoghi più contaminati d’Italia, di diretta competenza governativa. Se l’area della colmata ha ormai cambiato del tutto aspetto, quella retrostante – su cui si stagliano lo scheletro e la ciminiera dell’Italsider − è ancora un grande deserto industriale fatto di erbacce e siti industriali abbandonati. A destra del pontile nord, alcuni lidi privati offrono ai napoletani un posto in cui prendere il sole di giorno – per parlare di balneazione vera e propria, bisognerà aspettare ancora un po’ −, mentre di notte danno vita anche a una chiassosa movida che si manifesta ogni fine settimana, in particolare d’estate. In fondo, a ridosso della collina di Posillipo, c’è Città della Scienza, la grande cittadella scientifica rinata dopo l’incendio che l’aveva colpita nel 2013, in cui sorgono startup, musei delle scienze naturali e si fa trasferimento tecnologico.
Nella nuova Bagnoli continuerà a esserci posto per questa oasi della scienza nata nel deserto lasciato dalla deindustrializzazione. Guardando verso il mare poi, diventa facile comprendere perché si voglia inserire anche questo quartiere nella grande industria turistica che ha cambiato l’economia di Napoli negli ultimi anni. La baia che si apre di fronte agli occhi di chi percorre il pontile non ha nulla da invidiare dal punto di vista paesaggistico, infatti, agli altri luoghi iconici del Golfo. Che sia il progetto del turismo a Bagnoli anche un modo per restituire dignità a un quartiere rimasto orfano di industrie che davano lavoro a tanti residenti? Intanto, c’è da lavorare sodo per farsi trovare pronti all’appuntamento con la Coppa America: i lavori di sigillatura della colmata procedono a ritmo serrato, così come il dragaggio dei fondali, che dovrà ripulire le acque dagli inquinanti eredità del passato industriale dell’area. Mentre la prima è prossima a essere conclusa, il secondo terminerà solo entro il mese di agosto. L'America's Cup potrebbe coincidere anche con la rinascita di Bagnoli, dopo oltre trent’anni di attese tradite.

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