Bombe, gelo, buio: i colloqui tra Mosca e Kiev ricominciano nel peggiore dei modi

Domani le delegazioni di Russia e Ucraina riprendono i negoziati mediati dagli Usa. Pesa l’ultimo attacco del Cremlino: 71 missili e 450 droni. Rutte: «La pace passa da scelte difficili»
February 3, 2026
Bombe, gelo, buio: i colloqui tra Mosca e Kiev ricominciano nel peggiore dei modi
Vigili del fuoco ucraini spengono il fuoco in un edificio residenziale di Kharkiv colpito da un drone russo / ANSA
Dopo 1.440 giorni di conflitto, quasi quattro anni esatti, Mosca e Kiev tornano al tavolo delle negoziazioni di pace, domani e dopo, ad Abu Dhabi. Il secondo round nel formato trilaterale, mediato dagli Stati Uniti, non comincia nel migliore dei modi. Sulla ripresa dei colloqui pesa la beffa della “tregua del freddo” su Kiev, annunciata dal presidente Donald Trump quando per Mosca era quasi già finita. E anche, martedì, l’ultimo attacco russo sulla capitale e sulle regioni di Sumy, Kharkiv, Dnipro, Odessa e Vinnytsia per un totale di 71 missili e 450. Il più pesante dall’inizio dell’anno ma che lascia la Casa Bianca «non sorpresa». «È stata un’offensiva deliberata contro residenze civili e infrastrutture energetiche» ha commentato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, aggiungendo: «Ciò conferma che l’atteggiamento della Russia non è cambiato: continuano a scommettere sulla guerra. Il lavoro del nostro team negoziale verrà adattato di conseguenza». L’allarme antiaereo, oggi, è suonato anche durante la visita a Kiev del segretario generale della Nato, Mark Rutte. Il discorso del numero uno dell’Alleanza Atlantica al parlamento ucraino è suonato come una rinnovata dichiarazione d’amicizia all’Ucraina arricchita da qualche vellutato distinguo. «L’inverno è freddo, ma la primavera arriverà», ha incoraggiato. Parole a metà tra la metafora del disgelo della pace e la durissima realtà che gli ucraini stanno vivendo. Gli attacchi russi alle infrastrutture energetiche hanno lasciato milioni di persone senza riscaldamento con temperature fino a -20. L’ultimo attacco, ancora, ha avvolto nel buio 50 città. «Sappiate che l’Alleanza continua a sostenere l’Ucraina e continuerà a farlo – ha assicurato il leader – perché la vostra sicurezza è anche la nostra. La vostra pace è anche la nostra. E deve essere giusta e duratura». I termini di una svolta di pace, ha però osservato, «devono essere, ovviamente, accettabili per tutte le parti». Ciò significa, ha aggiunto, che potrà essere raggiunta solo compiendo «scelte difficili».
Rutte ha colto l’occasione per accennare a uno dei punti chiave delle trattative: le garanzie di sicurezza per Kiev. «L’Ucraina ne ha bisogno di solide – ha ricordato – e Stati Uniti, Europa e Canada hanno affermato la loro disponibilità a fornirle». È in questo contesto che si colloca la rivelazione del Financial Times secondo cui l’Ucraina avrebbe concordato con i partner europei e statunitensi un piano a tre livelli per monitorare e far rispettare un eventuale cessate il fuoco con la Russia. Il primo livello, di pura deterrenza, prevederebbe il coinvolgimento delle forze europee supportate da Washington in materia di logistica e intelligence. In caso di gravi violazioni, scenderebbero in campo i Volenterosi (cioè i Paesi Ue insieme a Regno Unito, Norvegia, Islanda e Turchia) e, solo in ultima battuta, scatterebbe una risposta militare coordinata con il coinvolgimento degli Usa. I colloqui di Abu Dhabi, avviati il 23 e 24 gennaio e rimandati di qualche giorno a causa della crisi iraniana, riprendono in salita. I capi delle delegazioni sono gli stessi del primo round: il ministro alla Difesa Rustem Umerov per l’Ucraina, il capo dello Stato Maggiore Igor Kostyukov per la Russia, l’inviato speciale Steave Witkoff per gli Usa La diplomazia continua a lavorare per la pace anche in Europa. Il presidente francese Emmanuel Macron ha reso noto l’avvio di colloqui per avere una telefonata con Vladimir Putin. Il premier polacco Donald Tusk ha annunciato una conferenza internazionale sulla ricostruzione dell'Ucraina prevista per giugno a Danzica.

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