Taglio dei dazi, petrolio russo, acquisti da 500 miliardi di dollari: cosa prevedere l'intesa tra Usa e India

L'accordo consente a Trump di "recuperare" il rapporto con New Delhi dopo mesi di turbolenze. Ma sui contenuti ci sono molte "vaghezze". Mosca: nessuna indicazione sullo stop al greggio russo
February 3, 2026
Il primo ministro indiano Narendra Modi con il presidente Usa Donald Trump alla Casa Bianca il 13 febbraio del 2025
Il primo ministro indiano Narendra Modi con il presidente Usa Donald Trump alla Casa Bianca il 13 febbraio del 2025 / ANSA
Per ora sul piatto ci sono le affermazioni trionfalistiche, rilasciate su Truth, da Trump. Ma manca la certezza su tutto il resto. Il giorno dopo l’annunzio del presidente Usa sull’accordo commerciale raggiunto con l’India - che prevederebbe una sensibile sforbiciata dei dazi statunitensi sui prodotti indiani dal 50% al 18% in cambio della sospensione degli acquisti di petrolio russo, dell'abbassamento delle barriere commerciali e di un cospicuo pacchetto di acquisti di prodotti a stelle e strisce da parte del gigante asiatico -, prevale, in casa indiana, la cautela. Come ha spiegato alla Bbc, Ajay Srivastava del think-tank indiano Global Trade and Research Initiative (GTRI), “il post di Trump lascia senza risposta importanti interrogativi: quali prodotti sono coperti, quali sono le tempistiche e se l'India abbia davvero accettato di azzerare i dazi e le barriere non tariffarie, soprattutto in settori sensibili come l'agricoltura e le importazioni regolamentate”. Dunque “finché non ci saranno una dichiarazione congiunta, un testo negoziato e chiarezza sulla sua applicabilità, questo dovrebbe essere considerato un segnale politico, non un accordo commerciale concluso. È giustificata la cautela, non la celebrazione".
Quali sono dunque i contorni dell’accordo? Quale il perimetro di un’operazione che consentirebbe a Trump di “recuperare” i rapporti con l’India dopo le incertezze e la volatilità che hanno accompagnato la guerra dei dazi, turbolenze che hanno consentito alla Cina di guadagnare spazio? Secondo un funzionario governativo che ha parlato in condizione di anonimato alla Reuters, “l'India ha accettato di acquistare petrolio, beni per la difesa e aerei dagli Stati Uniti, aprendo al contempo parzialmente il suo settore agricolo, altamente protetto”. Un pacchetto di acquisti, che secondo Trump, potrebbe arrivare “fino a 500 miliardi di dollari, inclusi energia, carbone, tecnologia, prodotti agricoli e altri”. "L'impegno ad acquistare prodotti statunitensi riguarda settori come farmaceutico, telecomunicazioni, difesa, petrolio e aeronautico. Sarà portato avanti nel corso degli anni", ha sintetizzato la fonte.
Altro punto ancora “nebuloso”: Trump ha affermato che l'India taglierà i dazi a zero, ma non è ancora chiaro quali prodotti saranno soggetti a zero dazi o a tagli graduali, come negli accordi commerciali tra India, Ue e Regno Unito. Il Segretario all'Agricoltura degli Stati Uniti, Brooke Rollins, ha fatto sapere che l'accordo aumenterà le esportazioni agricole americane verso l'India, aumentando i prezzi e "iniettando liquidità nelle zone rurali americane". Nel 2024, il deficit commerciale agricolo degli Stati Uniti con l'India era di 1,3 miliardi di dollari. Capitolo: petrolio russo. Anche qui i contorni dell’intesa appaiono vaghi. Come riporta ancora la Reuters, “le raffinerie indiane avranno bisogno di un periodo di sospensione per completare gli accordi sul petrolio russo prima che le importazioni da quel Paese possano essere interrotte, e finora non hanno ricevuto alcun ordine dal governo di interrompere tali importazioni”. Da Mosca Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha fatto sapere che la Russia "non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione da New Delhi in merito al rifiuto di acquistare petrolio russo". 
In cambio delle aperture indiane, gli Usa hanno “concesso” al Paese dazi più bassi rispetto ad alcuni concorrenti asiatici: le misure statunitensi sulle merci provenienti dall'Indonesia sono al 19%, mentre quelli per Vietnam e Bangladesh sono al 20%. Come scrive l'International centre for defence and security, “l'India ha bisogno di partnership in grado di offrire prevedibilità e diversificazione della catena di approvvigionamento senza esacerbare le vulnerabilità strategiche”. Va letto in questa prospettiva l’accordo raggiunto tra New Dehli e l’Europa con l’eliminazione dei dazi sull'80-90% delle merci, il nono accordo di libero scambio siglato dall’India in 4 anni.

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