La rincorsa alla luna della Cina: «Lo sbarco ci sarà nel 2030»

È partita la sfida a due con gli Usa. L'obiettivo a lungo termine è stabilire una presenza umana permanente sul satellite
April 9, 2026
Il lancio della missione spaziale Shenzhou-21 nell'ottobre del 2025
Il lancio della missione spaziale Shenzhou-21 nell'ottobre del 2025/ Ansa
Chi arriverà prima? Dopo il successo della missione Artemis della Nasa che ha “catturato” il volto oscuro del satellite terrestre -, la corsa alla luna sta registrando una nuova, decisa, accelerazione. Con la Cina che vuole strappare - o quanto meno insidiare - il primato degli Usa: l’obiettivo è far sbarcare un team di astronauti sulla superficie lunare. Già fissato l’orizzonte temporale: il 2030. Una rincorsa. Perché anche la Nasa spinge: lo scopo è tagliare lo stesso traguardo nel 2028. Una competizione quella che contrappone Pechino e Washington, sempre più serrata, che ha una posta non solo simbolica, ma irraggia riverberi tecnologici e geopolitici.
Qual è lo stato attuale dei lavori? Un portavoce dell'Agenzia Spaziale Cinese per l'Equipaggio (CMSA) ha fatto sapere che il Paese è "sulla buona strada" per lanciare la sua missione lunare. Quello che è certo è che il gigante asiatico sta “correndo”: la lunga marcia verso lo spazio procede a ritmo serrato. Negli ultimi 25 anni la Cina ha costruito tre stazioni spaziali, condotto sei missioni lunari robotiche, lanciato due ripetitori lunari e portato a termine una missione su Marte. Ha lanciato il suo primo astronauta, Yang Liwei, nello spazio nel 2003, a bordo della missione Shenzhou 5. È diventata, nel giugno 2024, il primo Paese a recuperare campioni lunari dal lato nascosto della Luna dopo aver inviato la sonda Chang'e-6. Altre due missioni, Chang'e-7 e Chang'e-8, saranno effettuate entro il 2030, con lo scopo di raccogliere informazioni su quella parte della Luna sulla quale la Cina progetta di impiantare una presenza umana permanente.
Ma non basta. Come spiega il sito The Conversationil Paese ha sviluppato più di 20 tipi di razzi della famiglia “Lunga Marcia”, di cui 16 attualmente in servizio. Per China Daily, i razzi hanno un tasso di successo del 97%, di poco inferiore al tasso di successo del 99,46% del razzo Falcon 9 di SpaceX. Lo scorso agosto, è stato condotto un test a terra del suo nuovo modello “Lunga Marcia 10”. Lo stesso che sarà protagonista della conquista della Luna.
Il successo spaziale si spiega (anche) con la grande profusione di risorse. Quando spende Pechino per lo spazio? Anche se il budget spaziale non viene reso noto, società di ricerca come Euroconsult stimano che la spesa pubblica cinese abbia raggiunto circa 20 miliardi di dollari nel 2024, posizionandosi al secondo posto a livello mondiale dopo gli Stati Uniti (circa 80 miliardi di dollari). Si tratta, come riporta Deeptech Asia, di una cifra quasi tre volte superiore ai 7,7 miliardi di euro del budget dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA). “Si prevede che il budget spaziale cinese continuerà ad aumentare, soprattutto con l'espansione del programma lunare, che secondo alcune previsioni potrebbe richiedere oltre 100 miliardi di dollari di finanziamenti totali”.
La corsa allo spazio ha risvolti non solo tecnologici e produttivi, ma anche militari. Come riporta il Center for Strategic and International Studies, “la Cina ha sviluppato e implementato capacità spaziali direttamente applicabili alle operazioni militari, che consentono all'Esercito Popolare di Liberazione di monitorare ciò che accade sulla Terra e nello spazio, comunicare con le sue forze in tutta la regione indo-pacifica e navigare con un elevato livello di precisione utilizzando il suo sistema BeiDou”. Insomma, lo spazio alimenta e nutre altre “corse”. Tutte a lunga durata. “La questione ora non è più semplicemente chi arriva per primo, ma chi può rimanere più a lungo e fare di più", ha spiegato alla Reuters Kang Guohua, professore di ingegneria aerospaziale presso l'Università di Aeronautica e Astronautica di Nanchino. E i cinesi intendono restarci.

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