La fragile tregua in Libano alla prova dei primi attacchi

L'annuncio del cessate il fuoco di dieci giorni è arrivato direttamente dal presidente Usa Trump. Che si è detto ottimista anche sull'Iran
April 17, 2026
Una strada di Sidone intasata di veicoli mentre gli sfollati tornano alle proprie case dopo l'entrata in vigore di un cessate il fuoco di 10 giorni tra Libano e Israele
Una piccola sfollata fa il segno della vittoria, per il possibile rientro a casa nel sud del Libano dopo l'annuncio della tregua di dieci giorni con Israele / Ansa
Fragile, già “ferita”, sbrindellata dai primi "presunti" attacchi, ma tregua. Dieci giorni in cui le armi in Libano taceranno. L’annuncio del cessate il fuoco – che è scattato alle 23 ora italiana di giovedì – è arrivato dal presidente Usa Donald Trump sul suo social Truth. "I due Paesi si sono incontrati martedì per la prima volta in 34 anni a Washington con il grande segretario di Stato Marco Rubio", ha scritto Trump. Non sono mancate le ormai consuete iperboli: " È stato un onore risolvere 9 guerre nel mondo, questa sarà la decima", ha aggiunto il tycoon. Quindi la raccomandazione: "Spero che Hezbollah si comporti bene durante questo importante periodo di tempo”. Da parte sua, il segretario generale dell'Onu, António Guterres, ha detto di sperare in una "estensione del cessate il fuoco" tra Usa e Iran, che scadrà martedi della prossima settimana. Siamo pronti a ogni tipo di esito ma speriamo che ci sia almeno un'estensione del cessate il fuoco".
La tregua terrà sul campo? L'esercito libanese ha denunciato alcuni attacchi israeliani, poche ore dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco concordato tra Beirut e Tel Aviv. Le forze armate libanesi hanno dichiarato di aver registrato "diversi attacchi israeliani, oltre a bombardamenti intermittenti che hanno colpito una serie di villaggi" in quelli che descrivono come "violazioni dell'accordo". A seguito di questi attacchi, l'Esercito ha chiesto alla popolazione di astenersi dal tornare nelle località del sud del Paese. Sull’altro fronte, il servizio di allerta israeliano ha registrato un possibile attacco nel nord di Israele, molto vicino al confine con il Libano, un'ora dopo l'entrata in vigore della tregua temporanea, nonostante Hezbollah non abbia rivendicato alcun bombardamento e l'esercito israeliano non si sia pronunciato al riguardo. Successivamente su X, l'esercito libanese ha fatto riferimento a "una serie di violazioni dell'accordo, essendo stati registrati diversi atti di aggressione da parte israeliana, senza contare i bombardamenti sporadici che hanno colpito diversi villaggi" e ha invitato le persone sfollate a causa dei combattimenti ad astenersi dal tornare immediatamente nel sud del Libano.
L'esercito israeliano ha avvertito che manterrà il proprio dispiegamento terrestre in quella regione e ha chiesto alla popolazione di non tornare sulla riva sud del fiume Litani. Nonostante questi avvertimenti, si sono registrati ingorghi mostruosi a nord del Litani, con automobilisti che attendevano per ore per poter attraversare l'unico ponte ancora in piedi che permette di accedere al sud del Libano dal resto del Paese. Hezbollah ha annunciato di aver "bombardato un raduno di soldati israeliani vicino alla città di Khiam", nel sud del Libano, "in risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte dell'esercito di occupazione". L'Agenzia nazionale di informazione (Ani, ufficiale) ha riferito di bombardamenti contro la località di Khiam (sud-est) e il vicino villaggio di Debbine, nonché di "intensa attività di droni" nella stessa regione.
Trump ha parlato anche della guerra con l'Iran. Il suo messaggio? È "quasi finita" e un accordo entro la fine del mese è "possibile". Il presidente ha dato ordine di inviare altri 10.000 soldati nell'area, una mossa per aumentare ancora di più la pressione sulla Repubblica Islamica e spingerla verso un'intesa in tempi stretti. Ma qualcosa sembra muoversi anche a Teheran: fonti iraniane hanno detto alla Reuters che l'Iran propone, nell'ambito dei colloqui in corso, di consentire alle navi di passare liberamente attraverso il lato omanita dello Stretto di Hormuz senza rischio di attacchi. I contatti fra Washington e Teheran tramite i mediatori al momento proseguono serrati anche se la Casa Bianca ha negato che si starebbe lavorando a un'estensione del cessate il fuoco di due settimane per dare alla diplomazia una chance di successo. Conseguiremo la vittoria, molto presto", ha affermato il leader della Casa Bianca, secondo cui Teheran sarebbe disposta a fare concessioni negate due mesi fa, con riferimento in particolare ad un accordo secondo cui l'Iran non possiederebbe armi nucleari e consegnerebbe la propria "polvere nucleare".

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