Israele ha creato un tribunale speciale per il 7 ottobre: possibile anche la pena di morte

di Nello Scavo, inviato a Gerusalemme
Andranno a processo centinaia di palestinesi accusati di aver partecipato ai massacri di Hamas. Sul fronte interno, Netanyahu continua a respingere la richiesta di una commissione per indagare su possibili omissioni nei controlli da parte del suo esecutivo
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May 12, 2026
Israele ha creato un tribunale speciale per il 7 ottobre: possibile anche la pena di morte
Gerusalemme si prepara a una delle sue giornate più tese mentre Israele ha aperto un nuovo fronte giudiziario sul 7 ottobre: un tribunale speciale di impronta militare che potrà determinare anche la pena di morte. La Knesset, il parlamento israeliano, lo ha approvato per circa 200-300 palestinesi accusati di aver partecipato agli attacchi guidati da Hamas e da altri gruppi armati: 93 sì su 120 seggi, nessun contrario, solo astenuti o assenti. Sono previste udienze pubbliche che potranno essere trasmesse. Il procedimento sarà guidato da tre giudici militari. Le imputazioni comprendono crimini contro l’umanità, crimini di guerra, terrorismo e reati legati alla legge israeliana del 1950 sul genocidio. La norma consente la pena capitale, che in Israele non viene eseguita dal 1962, quando fu impiccato Adolf Eichmann, alto funzionario delle “SS” e responsabile operativo della deportazione degli ebrei verso i campi di sterminio nazisti.
Il ministro della Giustizia Yariv Levin, esponente del partito di Netanyahu, il Likud, ha ribadito che la legge comprende «la piena autorità di imporre la pena di morte». Yulia Malinovsky, deputata dell’opposizione laica di Yisrael Beiteinu e tra i promotori del testo, ha parlato di «processi storici che il mondo intero vedrà». Per dirla con Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze e leader dell’estrema destra di Sionismo religioso: «Non dimenticheremo e non perdoneremo». La scelta arriva mentre il procuratore della Corte penale internazionale (Cpi) Karim Khan, che aveva ottenuto mandati d’arresto per Benjamin Netanyahu e altri esponenti israeliani, oltre che per i capi di Hamas, sul genocidio ha scelto la cautela: «Servirebbe un procuratore sconsiderato per muoversi semplicemente a causa del clamore. Ci si muove sulla base delle prove».
L’ex ostaggio Rom Braslavski ha chiesto una commissione statale d’inchiesta sui fallimenti del 7 ottobre «perché non accada mai più». Ma fino ad ora Netanyahu ha respinto questa strada. Se il tribunale per i palestinesi punta agli assalitori, una commissione d’inchiesta guarderebbe anche allo Stato. Intanto anche dalle Nazioni Unite arrivano altri riscontri su alcuni dei più orribili crimini commessi il 7 ottobre e durante il lungo sequestro. Un documento dell’Onu parla di «ragionevoli motivi» per ritenere che durante gli attacchi siano stati commessi stupri, stupri di gruppo e altre forme di violenza sessuale. Rapporti israeliani e commissioni civili indicano tra i luoghi degli abusi il festival Nova, i kibbutz, le strade, i rifugi, le basi militari israeliane assaltate e poi la prigionia a Gaza. Non tutto è accertato in sede penale. Ma il nucleo delle accuse è sostenuto da fonti internazionali indipendenti.
C’è poi il dossier che le autorità israeliane respingono. Le organizzazioni per i diritti umani documentano torture, umiliazioni, minacce di stupro, percosse ai genitali, abusi sessuali e violenze contro palestinesi detenuti dopo il 7 ottobre. Il New York Times ieri ha pubblicato una inchiesta già arrivata sul tavolo della Corte penale internazionale e documenta l’uso della violenza sessuale come arma abituale contro i detenuti palestinesi. Tutto questo arriva alla vigilia della Giornata di Gerusalemme. Comincia domani al tramonto e termina venerdì sera. Alcuni solidarizzano già con il soldato condannato ieri a tre settimane in un carcere militare per avere profanato una statua della Vergine in Libano. Migliaia di coloni, militanti nazional-religiosi e gruppi dell’estrema destra sono attesi in città. Sono previsti la marcia delle bandiere, i raduni al Muro Occidentale e i tentativi di profanare la Spianata delle Moschee. Ma il 15 maggio è anche il giorno della Nakba palestinese.
Gerusalemme torna così a essere il luogo dove tutto si concentra e si spiega. I simboli dell’estrema destra che rivendica la pena capitale. Il processo per il 7 ottobre. La domanda di verità sulle responsabilità israeliane. Il rischio immediato è di ordine pubblico. Quello più profondo è che giustizia, memoria e vendetta diventino indistinguibili.

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