Comprare senza comprare: il boom dei “dopamine sites” e la nuova dipendenza da simulazione

Viaggio nell'inquietante fenomeno che spopola in Corea del Sud: all'atto (l'acquisto effettivo) si sostituisce il processo (il semplice clic). Per gli esperti il trend nasconde una serie di disagi, dalla solitudine alla iper-stimolazione
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June 23, 2026
Un ragazzo cammina vicino a un display elettronico di un gruppo musicale sudcoreano in un negozio duty-free a Seul
Un ragazzo cammina vicino a un display elettronico di un gruppo musicale sudcoreano in un negozio duty-free a Seul/ ANSA
Siete dei consumatori online compulsivi inseguiti, ogni volta, “a delitto commesso”, dal senso di colpa? Non riuscite a non schiacciare freneticamente il pulsante “acquista” e a rinunciare alla scarica di adrenalina che esso (in teoria) garantisce? Ogni volta che dovete fare una scelta restate sospesi, esitanti, dubbiosi, eternamente indecisi? Ebbene non siete soli. In Corea del Sud – e le società asiatiche spesso anticipano e sagomano quello che sarà il nostro futuro – hanno persino ideato una sorta di rimedio. Li chiamano i “dopamine sites”, e stanno riscuotendo sempre maggiore successo tra i giovani coreani. C’è solo un piccolo particolare (straniante): chi vi accede non compra nulla di reale, non assaggia nulla di reale, non fa un’esperienza reale. Nessun acquisto premia o conclude la navigazione. Al risultato (l’acquisto) si sostituisce il processo (l’atto di comprare). In pratica, la simulazione digitale sostituisce (e affossa) la realtà.
Altre piattaforme simulano diversi rituali quotidiani. Uno dei più note è basato sul concetto di "Damta": la pausa sigaretta. Agli utenti viene offerto un pulsante di avvio e un conteggio in tempo reale del numero di persone online contemporaneamente, insieme a messaggi anonimi di altri utenti – brevi frasi come "Sto resistendo un'altra giornata" o "Voglio tornare a casa" – creando l'atmosfera di una sala relax (!) virtuale. Senza che venga fumata una sola sigaretta.
Come spiegare questo fenomeno? Se esso ha, come sostengono gli esperti, una base neuroscientifica - la dopamina viene rilasciata dal cervello in previsione di una ricompensa, non necessariamente al momento in cui tale ricompensa si concretizza –, è anche vero che porta a galla una serie di sintomi, specchiando un groviglio di “tendenze”: dalla solitudine alla derealizzazione, dalla difficoltà di gestire l’ansia alla continua iper-stimolazione a cui sono sottoposti i più giovani, fino alla nuove forme di dipendenza legate al digitale, a partire dall’ipnotico potere dello “scrollare” e alla frantumazione dell’attenzione che esso comporta.
Come ha spiegato al Korea Times, Kim Heon-sik, professore all'Università di Jungwon, “sono aumentati i contenuti che permettono alle persone di sperimentare virtualmente cose come alcol, sigarette e cibo. Questi siti riflettono il desiderio di provare una soddisfazione o un'atmosfera simile senza doverne fare esperienza nella vita reale”. Ma non basta: secondo l’esperto, la nostra “è un'epoca caratterizzata dall'incertezza sul futuro e dal burnout. Le persone tendono ora a trovare conforto semplicemente sentendosi vagamente connesse online. Persino la consapevolezza che altri siano connessi contemporaneamente, a prescindere da chi siano, può alleviare la solitudine e l'ansia. Anche il non dover instaurare relazioni impegnative risulta rassicurante per i giovani".

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