Il voto in Andalusia sarà un banco di prova nazionale per il governo Sánchez

I socialisti, che arrivano da tre elezioni regionali perse, puntano sull'ex vicepremier. I popolari partono super favoriti, ma è sul tavolo l'ipotesi di nuovi accordi con l'ultradestra
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May 16, 2026
Un uomo in giacca e cravatta, a mezzo busto
Il premier spagnolo Pedro Sánchez/ ANSA
I popolari sperano nella maggioranza assoluta, i socialisti rischiano un nuovo tonfo. Le elezioni di domenica nella comunità autonoma dell’Andalusia, la più popolosa della Spagna con otto milioni e mezzo di abitanti, non possono essere considerate un “semplice” voto locale. Ma un vero e proprio test nazionale per il premier Pedro Sánchez e l’opposizione conservatrice. Sotto la lente d’ingrandimento si ritrova in particolare il partito Socialista (Psoe), che si presenta all’appuntamento reduce da tre tornate regionali perse, in Estremadura, Aragona e Castiglia e León.
L’Andalusia è stata a lungo una roccaforte “rossa”, ma la sinistra spagnola non è più al suo timone dal gennaio 2019, dopo averla governata per 37 anni consecutivi con picchi di consenso sopra al 50%. Alle regionali 2022 è poi arrivato il peggior risultato di sempre del Psoe in territorio andaluso: meno di un milione di elettori e 24% di voti. Per cercare di risollevarsi, ora i socialisti puntano tutto su una figura chiave del partito e, fino a marzo, del governo, attribuendo a maggior ragione una dimensione nazionale al voto. Parliamo di María Jesús Montero, attuale vicesegretaria del Psoe oltre ad essere stata vicepremier e ministra delle Finanze prima di lasciare gli incarichi governativi per dedicarsi alla corsa locale.
Sánchez, che si è speso personalmente in campagna elettorale, ha definito l’aspirante presidente la «più preparata» per rilanciare, in particolare, il sistema sanitario della comunità autonoma. Tema al centro dello scontro con i popolari dopo lo scandalo che nei mesi scorsi ha travolto la giunta della comunità autonoma: oltre duemila donne non erano state informate degli esiti delle mammografie effettuate nell’ambito del programma di prevenzione sul tumore al seno, secondo i dati riferiti dalle stesse autorità sanitarie regionali nell’autunno 2025. Gli ultimi sondaggi dicono però che Montero non sarebbe riuscita a far recuperare terreno ai socialisti. Anzi, secondo la rilevazione dell’istituto di ricerca 40dB pubblicata da El País a inizio settimana, il Psoe raccoglierebbe in Andalusia persino meno consensi di quattro anni fa. Venti punti percentuali sotto il partito Popolare (Pp), che viaggia intorno al 43% nelle intenzioni di voto e mira a riconquistare la maggioranza assoluta dei seggi, raggiunta per la prima volta nel 2022.
L’obiettivo del presidente uscente Juan Manuel Moreno, ricandidato dai popolari, è quello di assicurarsi i numeri per governare senza la necessità di alleanze. In più occasioni ha ribadito di voler evitare di stringere patti con l'ultradestra di Vox, ma di valutare compromessi qualora dovessero mancare seggi necessari per formare un nuovo governo "monocolore". I cittadini dell'Andalusia «dovranno decidere se vogliono che governi da solo o insieme ad altri», ha dichiarato Moreno, come riportato dai media locali. «È chiaro che abbiamo la possibilità di raggiungere quella maggioranza sufficiente – ha proseguito - ma dobbiamo anche essere onesti e dire che ci sono quattro deputati in bilico in quattro province».
Non è a priori escluso dunque che popolari e Vox raggiungano dopo il voto l’ennesima intesa regionale, spostando il baricentro del governo locale verso destra. Uno schema d'alleanza sui territori che verrebbe elevato una volta di più a modello nazionale per i due partiti, a un anno dalle elezioni politiche generali. Dopo gli accordi fondati sui principi anti-immigrazione in Estremadura e Aragona, e quello in via di definizione in Castiglia e León, i nazionalisti di Santiago Abascal sono pronti a riaprire il tavolo delle trattative. Con un Pp senza maggioranza assoluta «negozieremo», ha annunciato il portavoce nazionale di Vox José Antonio Fúster, secondo quanto si legge su El País. «Si spera che non sia per uno o due - ha continuato l'esponente di Vox - ma per cinque o dieci deputati», in riferimento ai seggi che potrebbero mancare ai popolari per governare da soli.

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