I cristiani, il mondo Maga, i democratici: così Trump prova a "capitalizzare" l’attentato
di Elena Molinari, New York
Un appello all’unità nazionale, poi una sequenza di messaggi politici calcolati. All’indomani del fallito attentato, Donald Trump ha rapidamente rimpiazzato i toni istituzionali con dichiarazioni mirate, tese a rilanciare alcune delle sue priorità politiche

Un appello all’unità nazionale, poi una sequenza di messaggi politici calcolati. All’indomani del fallito attentato di sabato sera durante il gala annuale dei corrispondenti della Casa Bianca, Donald Trump ha rapidamente rimpiazzato i toni istituzionali con dichiarazioni mirate, tese a rilanciare alcune delle sue priorità politiche. È lo stesso copione già visto all’indomani dell’attacco subito dal presidente nel 2024 in Pennsylvania.
Sicurezza e “sala da ballo”
Nelle ore immediatamente successive all’attacco, Trump ha collegato direttamente il pericolo scampato al suo contestato progetto di costruire una controversa sala da ballo all’interno della Casa Bianca. «Quello che è successo è esattamente il motivo per cui ogni presidente prima di me ha chiesto un salone da ballo sicuro», ha scritto sul suo social Truth, sostenendo che l’episodio «non sarebbe mai avvenuto» in una struttura presidenziale protetta. La proposta però è oggetto di un contenzioso legale a causa dei costi elevati e delle modalità di realizzazione. Per costruire la nuova sala, infatti, l’Amministrazione ha deciso di demolire completamente l’East Wing della Casa Bianca, un’ala storica costruita nel 1902, spingendo le associazioni per la tutela del patrimonio a fare causa. Il presidente sostiene ora che ogni opposizione al progetto va messa da parte in nome della sicurezza.
Il richiamo ai cristiani
Trump ha poi insistito sul profilo ideologico dell’attentatore. «Quando leggi il suo manifesto, vedi che odia i cristiani», ha dichiarato a Fox News, aggiungendo che «era diventato anti-cristiano e che la sua famiglia «era molto preoccupata». Collegare l’episodio alla difesa dei valori religiosi fa leva sui sentimenti della base cristiana evangelica vicina al presidente e dei cattolici, che Trump ha offeso con i suoi recenti attacchi al Papa.
Ricompattare il fronte Maga
L’attentato arriva in un momento di tensione interna allo stesso mondo conservatore, diviso da critiche sulla gestione della guerra con l’Iran e dell’economia interna. Dopo la fallita sparatoria Trump ha dunque fatto leva sulla sua figura come unico leader di un movimento minacciato da più parti. La mossa aveva funzionato nel luglio 2024, quando durante un comizio a Butler, in Pennsylvania, fu colpito all’orecchio da un proiettile sparato da un tetto vicino. In quell’occasione, mentre veniva portato via dagli agenti con il volto insanguinato, Trump alzò il pugno gridando «Combatti!», un’immagine che consolidarono il sostegno tra i suoi elettori, alimentando una “teoria di persecuzione”. Anche stavolta, Trump ha sottolineato che episodi simili colpiscono solo «le persone che fanno la differenza».
L’attacco ai democratici
Dopo un primo invito alla calma («Chiedo a tutti gli americani di impegnarsi a risolvere le differenze in modo pacifico») Trump è tornato rapidamente a un tono polemico. Ha attribuito l’aumento della violenza politica alla «retorica d’odio dei democratici», definendola «molto pericolosa per il Paese». Il sospetto arrestato, un uomo di 31 anni proveniente dalla California, aveva partecipato alle proteste “No Kings” (no re) organizzate contro Trump e aveva fatto una donazione alla campagna democratica nel 2024 di Kamala Harris, elementi che la Casa Bianca ha rilanciato a raffica sui social per rafforzare una lettura politica dell’episodio. «Il motivo per cui ci sono persone così sta nel fatto che esistono movimenti come No Kings», ha detto il presidente.
Lo scontro con i media
L’attacco non ha invece riavvicinato Trump ai giornalisti, accomunati dal rischio corso durante la serata di gala. Al contrario, l’episodio ha riacceso le tensioni fra l’Amministrazione e i media, paradossalmente sullo sfondo della cena dei corrispondenti della Casa Bianca, che è dedicata alla libertà di stampa. Trump ha criticato una giornalista per aver letto parti del manifesto dell’aggressore in diretta, mentre la First Lady Melania Trump ha attaccato pubblicamente il comico Jimmy Kimmel, accusandolo di utilizzare una «retorica di odio» e chiedendo alla rete Abc di intervenire.
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