In Germania arrestato ex capo degli 007. AfD conquista la presidenza di un Parlamento regionale
di Vincenzo Savignano, Berlino
Hanning accusato di aver venduto dossier riservati a potenze straniere. Tobias Rausch eletto in Sassonia-Anhalt forse anche con voti Cdu

Il primo presidente di AfD di un parlamento regionale. E l’ex presidente dei servizi segreti tedeschi (Bnd) in manette. Due scosse molto dure per il governo federale di Berlino. A quattro settimane dalle elezioni regionali nel land della Sassonia-Anhalt, si è riunito il nuovo parlamento regionale (landtag) a Magdeburgo per la sua prima seduta e per eleggere il candidato presidente dell’assemblea, Tobias Rausch 35 anni di AfD. Da giorni si ipotizzava che il giovane politico sarebbe stato eletto con 44 voti, grazie a quelli provenienti dal suo partito (39) e dai populisti di sinistra del Bsw (5), ma alla fine i voti a favore sono stati 48. Da dove sono arrivati quei quattro voti in più?
La votazione ieri era segreta, ma molto probabilmente i quattro sì in più sono giunti dalla Cdu. Quattro deputati del partito del cancelliere Friedrich Merz hanno probabilmente violato il patto di governo, sottoscritto e firmato dall’Unione Cdu/Csu e dai socialdemocratici della Spd: mai nessun accordo o sostegno alla destra ultranazionalista di AfD, la cui sede regionale è stata definita «accertata in quanto di estrema destra» dai servizi segreti interni (Verfassungsschutz) del land della Sassonia Anhalt. Insomma, a Magdeburgo è ufficialmente crollato il cosiddetto Brandmauer, il cordone sanitario, il patto anti-AfD. «I tempi del Brandmauer– ha dichiarato lo stesso Rausch – dovrebbero appartenere al passato. Un avversario politico non deve mai trasformarsi in un nemico personale. Le mie porte saranno aperte a tutti». Parole salutate da un lungo applauso anche dal gruppo parlamentare della Cdu. Ora la strada per l’elezione del primo governatore di AfD di un land è spianata. Il candidato ministro-presidente Ulrich Siegmund dovrebbe presentare il suo esecutivo entro dicembre.
Mentre crollava il Brandmauer a Magdeburgo, a Berlino la crisi politica diventava anche crisi di sicurezza interna. L’ex capo dei servizi segreti tedeschi per l’estero, (Bundesnachrichtdienst, Bnd, l’equivalente tedesco della Cia americana) August Hanning, oggi è stato arrestato dagli inquirenti dell'Ufficio federale di polizia criminale (Bka) nella sua abitazione a Nordwalde, vicino a Münster. Hanning aveva rivestito l'importante carica dal 1998 al 2005, mantenendo però contatti con il Bnd anche dopo. Tra il 2005 e il 2009 era stato poi sottosegretario al ministero federale dell'Interno. L'ex funzionario, stando a Bild, operava in tutto il mondo come consulente in settori come la sicurezza e le questioni commerciali, con legami con la Russia, la Cina, Israele. Gli agenti, inoltre, hanno arrestato, in questo caso in Baviera, un altro ex funzionario di alto livello del Bnd: Manfred D., che era l'ex capo ufficio di Hanning e ha prestato servizio presso il Bnd fino alla primavera del 2026. Gli indagati compariranno a breve davanti al giudice istruttore della Corte suprema federale, che notificherà loro i mandati di arresto e deciderà in merito alla custodia cautelare.
Si sospetta che Manfred D. abbia fornito circa 2.000 documenti a Hanning (secondo Bild in difficoltà economiche), che poi avrebbe cercato di rivenderli a Stati esteri. Secondo gli inquirenti tra i materiali trafugati figurano spesso briefing destinati alla cosiddetta riunione sulla situazione dell'intelligence presso la Cancelleria, dove i vertici degli organi di sicurezza si confrontano settimanalmente. I documenti includevano rapporti estremamente sensibili, riguardanti ad esempio il programma nucleare iraniano o l'esercito russo. Tra il materiale figuravano anche informazioni provenienti da servizi di intelligence stranieri. Secondo esperti di sicurezza la fuga di informazioni di questo tipo è considerata dagli organismi di intelligence un errore imperdonabile: i servizi alleati potrebbero perdere fiducia nel Bnd ed escluderlo dall'accesso a informazioni essenziali. Secondo il quotidiano Die Welt, che cita fonti interne, comunque, tra i Paesi destinatari dei dossier trafugati non risulterebbero, almeno per ora, né Cina né Russia.
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