Negli Usa cresce la rabbia contro l'Ice, due ex presidenti scendono in campo

A due giorni dall'omicidio di Pretti a Minneapolis, si moltiplicano le proteste e le azioni di solidarietà per la famiglia dell'infermiere. Gli appelli di Clinton e degli Obama. L'apertura di Trump: «A un certo punto l'Ice se ne andrà»
January 26, 2026
Negli Usa cresce la rabbia contro l'Ice, due ex presidenti scendono in campo
La gente si raduna presso un memoriale improvvisato nel luogo in cui Alex Pretti è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco dagli agenti federali dell'immigrazione che cercavano di arrestarlo, a Minneapolis, Minnesota, Stati Uniti. / REUTERS
«È accaduto a loro, può succedere a ciascuno di noi», dice un manifestante durante un raduno nella zona Sud di Minneapolis. È circondato da centinaia di altre persone: è domenica 25 gennaio, pomeriggio, e la folla è in strada in solidarietà con Alex Pretti, l’infermiere trentasettenne ucciso dall’Ice (Immigration and Customs Enforcement) sabato. Le proteste si sono moltiplicate per tutto il weekend. I cartelli che i manifestanti portano con sé dicono: «Lo avete ucciso». Nelle ultime ore famigliari e amici di Pretti hanno continuano a opporsi alla narrativa «diffamatoria» portata avanti dall'amministrazione americana che descrive l'uomo come un «aspirante assassino», accusato senza prove aver compiuto un atto di «terrorismo interno». Mentre i cittadini si mobilitano, cresce la pressione sull’amministrazione Trump: da più schieramenti politici sono arrivate forti richieste di indagini approfondite su quanto accaduto. I video che documentano la morte dell’infermiere mostrano una versione dei fatti molto diversa da quella inizialmente fornita dal governo americano.
Due ex presidenti chiamano i cittadini alla mobilitazione. Barack Obama e sua moglie Michelle Obama hanno rilasciato una dichiarazione il giorno dopo l'omicidio di Pretti, che hanno definito «una tragedia straziante» e «un campanello d’allarme per ogni americano, indipendentemente dal partito di appartenenza». Hanno aggiunto che «molti dei nostri valori fondamentali, come nazione, sono sempre più sotto attacco». «Da settimane le persone in tutto il paese sono indignate per le azioni dell’ICE e di altri agenti federali che agiscono impunemente, adottando tattiche che sembrano concepite per intimidire e mettere in pericolo i residenti». «Spetta a ciascuno di noi, in quanto cittadini, denunciare l’ingiustizia, proteggere le nostre libertà fondamentali e chiedere conto al nostro governo». Un altro ex presidente americano ha chiamato i cittadini all'azione, Bill Clinton. Quelle di Minneapolis sono state «scene orribili» , ha detto. «Spetta a tutti noi che crediamo nella promessa della democrazia americana alzarci in piedi, parlare e dimostrare che la nostra nazione appartiene ancora a Noi, il Popolo».
Il senatore repubblicano Bill Cassidy ha affermato che la «credibilità» dell’ICE e del Dipartimento per la Sicurezza interna degli Stati Uniti (DHS) è «in gioco». «Ci deve essere un’indagine congiunta completa a livello federale e statale», ha scritto in un post su X, dopo che un agente dell’ICE ha ucciso a colpi d’arma da fuoco Renee Good il 7 gennaio e che gli agenti della pattuglia di frontiera hanno ucciso Pretti sabato. «Possiamo fidarci del popolo americano e della verità».
Le parole di Donald Trump. Per la morte di Alex Pretti, il presidente Donald Trump continua invece a puntare il dito contro l’opposizione. La morte di Pretti e, nelle scorse settimane, quella di Renee Good «sono colpa del caos creato dai democratici», ha scritto il tycoon sul suo social Truth. In un’intervista di cinque minuti rilasciata domenica 25 gennaio al Wall Street Journal, ha poi aggiunto, parlando dell’ICE, che «a un certo punto ce ne andremo», sostenendo che gli agenti federali a Minneapolis «hanno fatto un lavoro fenomenale». Sebbene queste parole siano state interpretate come un’apertura a un possibile ritiro dell’Immigration and Customs Enforcement, Trump non ha fornito alcuna indicazione sulle tempistiche di un eventuale ritiro degli agenti.
Le manifestazioni stanno coinvolgendo decine di persone in diverse città degli Stati Uniti. "Minnesota siamo con voi" dicono i cartelli di alcuni cittadini a Miami, in Florida EPA/CRISTOBAL HERRERA-ULASHKEVICH
Le manifestazioni stanno coinvolgendo decine di persone in diverse città degli Stati Uniti. "Minnesota siamo con voi" dicono i cartelli di alcuni cittadini a Miami, in Florida EPA/CRISTOBAL HERRERA-ULASHKEVICH

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