Reclutamento, addestramento, poteri straordinari: chi sono gli agenti Ice

di Elena Molinari, New York
L'esperto dell'Università del Minnesota Mauleón: ogni istituzione armata che agisce senza controllo perde rapidamente legittimità.
January 26, 2026
Reclutamento, addestramento, poteri straordinari: chi sono gli agenti Ice
Gregory Bovino è il comandante della Polizia di frontiera Ice. Qui è a Minneapolis, nel Minnesota / ANSA
Emmanuel Mauleón, docente di Diritto costituzionale alla University of Minnesota, teme che la svolta sull’immigrazione di Donald Trump, con l’uso nelle strade di un’agenzia federale come l’Ice che appare opaca, aggressiva e difficile da sottoporre a responsabilità, stia creando un danno istituzionale profondo negli Stati Uniti. Tanto più dopo la morte di due attivisti, Rebecca Good e Alex Pretti, e la deportazione di alcuni bambini.
Professor Mauleón, molti americani si stano chiedendo perché, come, e con quali garanzie lo Stato, o una sua agenzia, possano usare la forza contro i suoi cittadini. Ci aiuta a capire?
Nell’ultimo anno l’immigrazione è diventata un terreno di scontro sociale e politico. L’Ice, nato dopo l’11 settembre con una logica di sicurezza nazionale, ne è diventata la forza armata che nel 2025 ha deportato più di 600mila persone: numeri che aumentano la possibilità di abusi, errori e incidenti. Ora, però, il caso di Renee Good ha lacerato la narrazione di “protezione” degli americani dal pericolo degli immigrati senza documenti.
Quali sono i limiti legali dei poteri dell’Ice?
L’Ice non è una normale forza di polizia. Gli agenti possono fermare in luoghi pubblici solo cittadini non americani sospettati di violazioni delle leggi sull’immigrazione. Possono arrestare cittadini americani solo per aggressione o ostruzione. Ma da quando l’Ice viene utilizzato per operazioni che ricordano quelle delle unità speciali criminali, i confini giuridici non sono più chiari e il rischio è che una persona comune non sappia più quali ordini siano legittimi e quali no.
L’Amministrazione Trump sostiene che l’uccisione di Renee Good, così come quella di Alex Pretti, sia stata «autodifesa», ma video e testimoni lo negano. Dal punto di vista del diritto, che cosa conta in casi come questo?
Conta lo standard della minaccia imminente di morte. La forza letale è ammessa solo in caso di pericolo immediato. La questione è che i tribunali americani, storicamente, tendono a concedere agli agenti una grande deferenza sulle decisioni prese in pochi secondi. Ma proprio per questo è fondamentale che le indagini siano indipendenti e trasparenti, perché altrimenti la fiducia dei cittadini crolla: le persone iniziano a vivere con la paura di finire nel posto sbagliato al momento sbagliato.
In Minnesota un gruppo per i diritti civili, l’Aclu, ha avviato una causa collettiva: che cosa significa?
È un segnale forte: significa che non si parla più di episodi isolati, ma di numerose violazioni. Il caso del ventenne Mubashir Khalif Hussen, cittadino americano, è emblematico: secondo la denuncia sarebbe stato fermato, ammanettato e trattenuto nonostante dicesse di essere cittadino e offrisse un documento. Questi fatti, se confermati, non sono “incidenti” ma un modus operandi.
Quale tipo di controllo di background e di addestramento riceve oggi un candidato prima di entrare a far parte dell’Ice?
Esistono procedure strutturate: verifiche di idoneità, controlli sui precedenti, e una formazione di otto settimane che include diritto dell’immigrazione, uso delle armi, protocolli operativi e standard sulla forza. Il problema è che la pressione politica per aumentare rapidamente gli organici durante la campagna di deportazioni di massa ha portato a scorciatoie, valutazioni accelerate e supervisione insufficiente.
Infatti in questi giorni si parla di mancata supervisione degli agenti e di reclute inviate sul campo senza addestramento. Che tipo di rischio apre questa dinamica?
Ci sono molte comunità in cui l’attività dell’Ice è aumentata e che si chiedono se questa sia adeguatamente controllata, se gli agenti stiano agendo in linea con addestramento e politiche. Se davvero alcuni fossero arrivati in strada senza completare l’addestramento previsto, non parliamo solo di un problema politico, ma di sicurezza pubblica. Ogni istituzione armata che agisce senza controllo perde rapidamente legittimità. E in una città come Minneapolis, già segnata da tensioni tra comunità e forze dell’ordine, questo può trasformare un’operazione amministrativa in un conflitto permanente.

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