Dall'inizio della guerra in Ucraina la Russia ha perso 1,2 milioni di uomini

Secondo un nuovo studio tanti sarebbero i soldati di Mosca uccisi, feriti o che risultano dispersi dall'invasione del Paese, avvenuta quasi quattro anni fa. Nessuna grande potenza ha mai avuto così tante perdite dalla Seconda Guerra Mondiale. Domenica il nuovo round del trilaterale
January 28, 2026
Soldati russi in partenza per il fronte
Soldati russi in partenza per il fronte
I dati vanno presi con le pinze, come tutti quelli prodotti in tempo di guerra, ma quelli pubblicati nell’ultimo rapporto pubblicato dal Center for Strategic and International Studies, con sede a Washington, e ripreso dal New York Times, hanno un peso. Dall’inizio dell’invasione in Ucraina nel febbraio del 2022 circa 1,2 milioni di soldati russi sono stati uccisi, feriti o risultano dispersi. Secondo le stime , solo i caduti russi dall'inizio della guerra sarebbero quasi 325mila. «Nessuna grande potenza ha avuto un numero tale di morti e feriti dalla Seconda Guerra Mondiale» si legge nello studio, che specifica che solo lo scorso anno la Russia ha avuto 415mila morti e feriti. Per quanto riguarda l'Ucraina, il rapporto stima che siano morti tra i 100mila e i 140mila militari (600mila in tutto se contiamo anche feriti o dispersi che sommati al numero complessivo dei russi raggiungerebbe la cifra spaventosa di quasi 1,8 milioni.). Ma certo colpisce il numero dei caduti russi considerando che Mosca ha forze in campo sostanzialmente maggiori di Kiev, un rapporto di tre a uno, e anche una popolazione enormemente più grande tra cui reclutare nuove forze.
La Russia ha mantenuto i livelli delle sue truppe con la leva, reclutando prigionieri e debitori, assicurando anche bonus alle reclute. Senza contare i 15mila militari nordcoreani al fianco dei russi, centinaia dei quali sono stati uccisi in combattimento, secondo l'intelligence di Seul. Per tutta la durata della guerra, è stato difficile accertare il numero delle vittime perché si ritiene che la Russia sottostimi sistematicamente i propri morti e feriti, e l’Ucraina non divulga cifre ufficiali. Lo studio si è basato, tra le altre fonti, su stime dei governi americano e britannico. E l'enorme tributo di vite umane ha garantito guadagni territoriali relativamente piccoli sul campo di battaglia, con la Russia che ha aumentato la quantità di territorio ucraino sotto il suo controllo solo del 12% dal 2022. Secondo il Centro per gli studi strategici e internazionali, da gennaio 2024 la Russia ha conquistato l'1,5% del territorio ucraino e occupa circa il 20% del Paese. Mentre le rigide temperature invernali hanno rallentato le truppe di entrambe le parti, la Russia ha compiuto progressi faticosi nelle regioni di Luhansk e Donetsk, nell'Ucraina orientale, con le truppe che continuano a cercare di ottenere il pieno controllo della zona.

L'attesa per il nuovo trilaterale e i nuovi attacchi

Il nuovo round dei negoziati trilaterali con Stati Uniti e Russia intanto è atteso per domenica, sempre ad Abu Dhabi dopo la due giorni dello scorso fine settimana. Ma l’Ucraina continua a essere bersaglio del fuoco russo. Nella notte fra lunedì e martedì, Odessa, la città portuale sul Mar Nero molto importante dal punto di vista non solo commerciale ma anche simbolico, è stata colpita da 52 velivoli senza pilota – secondo i dati forniti dal ministero della Difesa ucraino –, che hanno causato la morte di tre persone e il ferimento di altre 35, fra cui una donna incinta al nono mese. Molti droni sono stati intercettati, alcuni però sono riusciti a raggiungere la parte centrale della città. Tre vittime anche in Donbass, dove i droni hanno colpito Sloviansk, nella regione orientale di Donetsk, uccidendo una coppia di quarantenni. «Ogni attacco russo di questo tipo erode la diplomazia che è ancora al lavoro e indebolisce gli sforzi dei partner» ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che ieri, a colloquio con il cancelliere austriaco Christian Stocker, ha ribadito che l’obiettivo di Kiev è l’ingresso nell’Unione Europea nel 2027.
Come succede ormai da mesi, la furia russa ha infierito non solo sui civili, ma sulle infrastrutture energetiche. Secondo l’ufficio stampa di Dtek, il più grande investitore privato nel settore energetico in Ucraina, i russi hanno nuovamente colpito una centrale elettrica a Odessa, provocando danni molto ingenti. A Kharkiv è stato colpito un impianto energetico che ha subito danni gravi, con i lavori che proseguono senza sosta perché possa rientrare in funzione al più presto in giorni in cui le temperature sono particolarmente gelide. Problemi anche a Kiev, dove 926 edifici in diversi quartieri sulla riva sinistra del Dnipro, il fiume che attraversa la capitale, sono ancora senza riscaldamento. Il ministero dell’Energia e il ministero dell’Interno stanno fornendo generatori supplementari, con le riserve dell’Ucraina che sono state tutte mobilitate. Il ministero della Difesa russo sostiene che le truppe di Mosca stanno avanzando lungo il fronte e avrebbero conquistato due villaggi nelle regioni di Zaporizhzhia e Kharkiv, mentre è stata diffusa la notizia che il capo di stato maggiore Valery Gerasimov ha ispezionato le truppe nell’est dell’Ucraina.
Anche dal punto di vista diplomatico, le notizie che arrivano, per quanto smentite, non sono buone. Secondo il Financial Times, che ha visionato il dossier, Le garanzie di sicurezza americane per l’Ucraina sono condizionate dalla Casa Bianca all’accettazione da parte di Kiev di un piano di pace che preveda fra l'altro il ritiro delle forze militari ucraine dall’intero Donbass, vale a dire anche dalle porzioni di territorio ancora non occupate dai russi, soddisfacendo così la principale richiesta di Mosca. Indiscrezione che è stata bollata come «completamente falsa» dalla Casa Bianca, ma che non aiuta certo a rendere il clima più disteso in vista dell’incontro di domenica prossima.

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