Cos'è la "guerra ibrida" che la Russia sta combattendo contro l'Europa
Per la Germania c’è Mosca dietro i droni esplosivi trovati allo scalo di Lipsia all'inizio di agosto. Ordinata la chiusura del consolato russo di Bonn. Von der Leyen: «Attacchi avranno conseguenze»

Dietro i tre droni carichi di esplosivi, rinvenuti all’aeroporto di Lipsia nei pressi di aerei cargo Antonov diretti all’Ucraina tra il 4 e il 14 agosto, c’è la mano della Russia, che sta conducendo una «guerra ibrida» contro la Germania e l’Europa. Durissime accuse lanciate in una dichiarazione ai giornalisti dai ministri di Interno ed Esteri tedeschi, Alexander Dobrindt e Johann Wadephul, d’intesa con il cancelliere Friedrich Merz. Un’accusa che inasprirà ulteriormente i già pessimi rapporti tra Mosca e Berlino, che è tra i più tenaci sostenitori di Kiev. Giunta peraltro proprio nel giorno in cui ordigni artigianali sono in parte esplosi in una centralina elettrica in Brandeburgo, nei pressi della grande centrale a carbone di Jänschwalde, nell’Est della Germania, a due passi dal confine polacco. La matrice qui è ancora ignota.
Dobrindt, che cita inchieste della magistratura e dei servizi, è lapidario: «La Russia ha la responsabilità dell’attacco ibrido a Lipsia». Il ministro rinvia alla «configurazione dei droni, delle componenti, della tecnica di innesco ed esplosivi», che sono «già noti da altre operazioni della Russia», e parla di un «alto livello di professionalità». A cercare di attuare l’attentato, ha aggiunto, «agenti di basso livello» che hanno agito «su incarico diretto di istituzioni statali russe». Per Berlino quello di Lipsia fa parte di un massiccio attacco ibrido alla Germania e al resto d’Europa (si pensi all’incendio di una fabbrica di droni, lunedì scorso, in Polonia o agli ordigni esplosivi ritrovati nei pressi di un analogo impianto in Slovacchia pochi giorni fa). «Consideriamo Lipsia – dice Dobrindt – non come un evento isolato, ma vediamo un collegamento con altre azioni ibride. Riteniamo che la Germania resterà obiettivo di ulteriori attacchi ibridi da parte della Russia», la quale è «disposta a provocare gravi danni». Conclusione drastica: «Non siamo in guerra, ma siamo quotidianamente obiettivo della guerra ibrida» di Mosca.
Le conseguenze sono pesanti. Il ministro degli Esteri, Wadephul, ha annunciato la chiusura del consolato generale russo a Bonn nonché del “Russisches Haus” (“Casa Russia”), il centro culturale russo nell’ex Berlino Est da tempo considerato un centro di spionaggio di Mosca nel cuore della capitale. Sarà convocato l’ambasciatore russo e saranno introdotti ulteriori, severi controlli agli ingressi di cittadini russi in Germania. Le azioni di Mosca, ha avvertito Wadephul, «si inseriscono in una lunga serie di tentativi di destabilizzazione, disinformazione, minacce, sabotaggio e aggressione diretti contro l’Europa» e «la Germania non fa eccezione». Già in agosto i servizi Usa avevano avvertito che il presidente russo Vladimir Putin, pur di vincere la guerra in Ucraina, ha optato per attacchi ibridi a Paesi Nato. Ogni sforzo sarà però vano: «Il nostro messaggio alla leadership russa – dice il ministro – è chiaro: non ci lasceremo dividere o intimorire», la Germania «continuerà a fornire sostegno civile e militare all’Ucraina». Ma anche la Russia «risponderà a tutte le azioni anti-russe«, ha replicato il ministero degli Esteri di Mosca. La portavoce Maria Zakharova ha parlato di «pretesto».
La vicenda coinvolge direttamente la Nato. «L‘Alleanza – scrive il segretario generale Mark Rutte via X – è pienamente solidale con la Germania dopo l’attacco ibrido russo a Lipsia». Pure l’Ue sostiene Berlino. «Gli attacchi ibridi – ha dichiarato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che ha sentito Merz – non resteranno senza una risposta chiara». Ue e Nato discuteranno oggi della vicenda, sul tavolo ci sono anche nuove sanzioni. «Solidarietà piena» alla Germania è arrivata anche dall’Italia. «I tentativi di dividerci - ha detto Giorgia Meloni - non avranno successo: le azioni ibride contro uno qualsiasi di noi riguardano tutti noi e saranno affrontate con una risposta unita».
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