In Colombia il terremoto più violento degli ultimi 10 anni ha fatto decine di vittime
di Estefano Tamburrini, Paraguachòn (Colombia)
La magnitudo del sisma è stata di 7.4, nelle città di Manizales e Pereira. La Farnesina: al momento non risultano italiani coinvolti

Ogni stima è provvisoria e destinata a salire: almeno 77 morti e decine di feriti, con persone rimaste intrappolate sotto edifici crollati. È il bilancio provvisorio del terremoto di magnitudo 7.4, a oltre ottanta chilometri di profondità, registrato oggi alle 7.34 (ora locale) in Colombia, con epicentro nelle vicinanze di San José del Palmar, in Chocó. I soccorsi improvvisati hanno visto i civili in prima fila nella ricerca dei superstiti sotto le macerie, anticipando la risposta di Forze dell’ordine e Protezione civile. Qualcuno si è salvato in extremis, buttandosi sull'asfalto per poi chiedersi dove fossero finiti i propri cari. Qualcuno dorme fuori, temendo altre scosse. La governatrice del Dipartimento, Nubila Carolina Córdoba-Curi, parla di «feriti e gravi danni» anche a Quibdó, capoluogo di Chocó, e teme ulteriori scosse. Testimonianze simili arrivano da Pereira, 250 chilometri a ovest dall'epicentro, il cui sindaco Eduardo Rojas parla di almeno 18 vittime rimaste sotto i palazzi crollati. Altre due vittime si contano a Manizales, la cui cattedrale ha subito il crollo di uno dei suoi campanili gemelli. Lo ha fatto sapere l’arcidiocesi, sottolineando: «Ci uniamo in preghiera per le vittime e gli sfollati».
Sempre a Manizales le autorità municipali hanno trasformato il Colosseo maggiore – palestra con capienza di 2mila persone – in rifugio per gli sfollati e ha annunciato la sospensione di tutte le attività. Soltanto nella Valle del Cauca si registrano 27 morti. Almeno 20 gli edifici colpiti nel capoluogo, Cali, con le strutture sanitarie in ginocchio: diverse persone, bambini inclusi, sono rimaste intrappolate sotto le macerie del Policlinico e dell’ospedale universitario del Valle. «Non possiamo ricevere altri pazienti», ha detto il direttore dell’ospedale Irne Torres a Radio Caracol , là dove un terzo dell’edificio è collassato.
Colpite anche le località di Armenia e Popayán e la capitale Bogotà, dove l’impatto però è stato lieve.
«È il sisma più forte mai registrato nel Paese nell’ultimo decennio», spiega il direttore del Servizio geologico colombiano, Julio Fierro Morales, facendo un confronto tra l’attuale terremoto e quello che nel 1999 fece 1.185 morti sempre nelle località di Armenia, Manizales e Pereira che rientrano nell’“Eje cafetero”, l’area turistica della coltivazione del caffè. «Ho assunto direttamente la guida nella risposta all’emergenza a San José de Palmar», ha fatto sapere il presidente colombiano Abelardo De La Espriella – da poco alla guida del Paese – annunciando la sua imminente visita a Pereira per «accompagnare le persone colpite e verificare la risposta del governo» alla tragedia.
L’Aeronautica civile ha annunciato la sospensione delle attività in sei aeroporti danneggiati dal sisma. In seguito, l’Unidad nacional para la gestión de riesgo de desastres ha confermato la presenza di mezzi specializzati, aeronavi e squadre di soccorritori in campo. Presente anche la Chiesa locale, che attraverso la rete Caritas e le comunità parrocchiali segue l’emergenza nelle zone più colpite. Le scosse hanno raggiunto anche i Paesi limitrofi: Ecuador, Panama, Perù e all'ovest del Venezuela, dove numerosi edifici sono stati evacuati.
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