Bye bye Hormuz: l'uscita dai fossili potrebbe cominciare davvero. In Colombia

A Santa Marta il summit parallelo dei volenterosi del clima: 50 Stati più l'Ue raccoglieranno proposte per la Cop
April 25, 2026
Bye bye Hormuz: l'uscita dai fossili potrebbe cominciare davvero. In Colombia
Leader indigeni Arhuaco della Sierra Nevada di Santa Marta hanno aperto la Conferenza di Santa Marta per l'uscita dalle fonti fossili/ ANSA
Le parti chiedono di avviare la transizione verso abbandono dei combustibili fossili nei propri sistemi energetici in modo giusto, ordinato ed equo, accelerando le azioni in questo decennio critico. Nel 2023, i 197 Paesi firmatari della Convenzione Onu contro i cambiamenti climatici hanno infranto il tabù. Dopo oltre tre decenni di braccio di ferro, alla Conferenza di Dubai (Cop28), la comunità internazionale ha trovato la forza per spostare l’attenzione dal contenimento degli effetti del riscaldamento globale - le emissioni -, all’eliminazione delle sue cause. Scrivendo, nero su bianco, i nomi dei principali responsabili di quest’ultimo: carbone, petrolio e gas, da cui dipende il 75 per cento degli oltre dodici miliardi di tonnellate di anidride carbonica immessi nell'atmosfera ogni mese. A tre anni di distanza, il vertice cominciato ieri a Santa Marta vuole trasformare la dichiarazione – storica benché astratta – in realtà. E per farlo ha voluto uno scenario simbolico: la città dove morì Simón Bolívar è stato il “porto del carbone” colombiano per antonomasia.
L’idea è nata lo scorso novembre al summit sul clima di Belém (Cop30) dove, nel corso dei lavori, oltre ottanta nazioni, guidate da Bogotà e sostenute dalla presidenza brasiliana, hanno presentato una roadmap per l’uscita dagli idrocarburi. Non sono, però, riuscite a farla includere nel documento finale per l’opposizione dei petro-Stati, Arabia Saudita in testa. Da qui, la decisione procedere in parallelo – non in opposizione – alla Cop. E di riunire una sorta di “volenterosi della diplomazia climatica” - un’avanguardia di cinquanta Nazioni più l’Unione Europea, Italia inclusa - decisi non a negoziare da soli l'addio agli idrocarburi bensì a capire come sia possibile farlo. Per questo, la prima “Conferenza internazionale sulla transizione dai combustibili fossili”, promossa da Colombia e Paesi Bassi, non si concluderà mercoledì con un accordo politico bensì con l'indicazione di priorità e buone pratiche da presentare alla prossima Cop, in programma a novembre in Turchia. L’obiettivo è bypassare, come scrive l’Italian climate network (Icn), lo stallo dei negoziati climatici determinato dalla regola del “consenso”. Le decisioni, ai vertici Onu, richiedono una sorta di unanimità che dà ai Paesi produttori il potere di veto di fatto. Da qui la strategia di influenzare la trattativa dall’esterno. Santa Marta, dunque, sottolinea Icn, potrebbe «essere capace di muoversi dove la discussione multilaterale continua a rimanere incagliata».
Se il continuo acuirsi delle tensioni internazionali ha indebolito la capacità di azione concertata, rispetto ad appena qualche mese fa il “tempo di Hormuz” potrebbe essere un momento decisivo verso la transizione. La peggior crisi globale dell'era fossile, innescata dal blocco dello Stretto, secondo il noto esperto Ed King, ha rivelato l’urgenza di trovare alternative, se non per ragioni ambientali quantomeno per necessità di sostenibilità economica. Le rinnovabili hanno consentito a oltre cento Paesi di risparmiare 1.300 miliardi di dollari dal 2010. Ora occorrono nuovi tagli. Come ridurre la dipendenza da petrolio, gas e carbone – in termini di riconversione, politiche fiscali e architettura del debito – senza compromettere l’occupazione è l’interrogativo chiave a cui sono chiamati a rispondere i partecipanti al summit. Insieme ai nodi della trasformazione della domanda e dell’offerta nell’ottica della decarbonizzazione e della cooperazione internazionale per favorirla. Dopo una fase di dialoghi autogestiti – sulla base di una raccolta, negli scorsi mesi, di contributi di attori governativi ma anche di esperti, scienziati, società civile –, martedì e mercoledì arriveranno i leader per il segmento politico di alto livello, seguito dal rapporto conclusivo. La via per l'uscita dai fossili, poi, sarà ancora lunga. Il mondo, però, sta compiendo il primo passo.

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