Avvertimenti, minacce e raid continui: c'è un salto di qualità nell'offensiva russa su Kiev
di Luca Geronico
Mosca ha parlato di «rappresaglie contro obiettivi militari» e ha invitato diplomatici e cittadini stranieri a lasciare la capitale ucraina. Nel mirino i ponti e gli impianti energetici. Intanto nella metropoli il traffico è bloccato e le lezioni scolastiche si fanno a distanza

Un avviso che sembra essere un altro ultimatum di Mosca. Il ministero degli Esteri russo ha «ribadito» l’avvertimento al corpo diplomatico: «Cittadini stranieri e diplomatici a Kiev lasciate la città». Dopo una estate di ininterrotta “guerra nei cieli” con lanci incrociati di droni, siamo dunque all’inizio della “campagna d’autunno”. Le Forze armate russe, ha aggiunto il ministero degli Esteri di Mosca, «continueranno a sferrare massicci attacchi di rappresaglia» contro «obiettivi militari a Kiev e in altre città ucraine». E quindi la responsabilità di eventuali danni «ricade interamente su coloro che ignorano questo avvertimento». L’obiettivo è di colpire in modo sistematico tutte le infrastrutture energetiche in modo da “accecare” i sistemi di difesa e di riscaldamento della popolazione civile. Insomma, un fare da apripista al “generale inverno”, il quinto consecutivo di guerra e che si teme possa essere il più duro di sempre.
Il Cremlino, secondo una recente inchiesta del New York Times, avrebbe dato ordine ai vertici militari di «abbandonare le regole di guerra» per colpire senza indugio le infrastrutture civili. Quello che si starebbe preparando è quindi un attacco combinato di oltre mille missili per annullare definitivamente la rete energetica del Paese. Segnali di un inasprimento dell’offensiva sul terreno non ne mancano. L’altra notte 131 droni russi su 157 sono stati intercettati colpendo 12 località diverse. In particolare a Kiev gli attacchi russi hanno colpito il Ponte Nord sul fiume Dnipro, dopo che il Ponte Sud era stato preso di mira più volte da droni russi tra giovedì e venerdì. Il Ponte Nord e il Ponte Sud, che collegano la parte orientale e quella occidentale della capitale ucraina, non erano mai stati colpiti prima di giovedì: un chiaro segnale dell’avvio di una nuova fase nella strategia militare di Mosca.
Traffico interrotto ieri, come pure venerdì nei quartieri adiacenti al Ponte Sud dove era stato sospeso il transito di auto e della metropolitana. Un enorme disagio per i residenti della capitale – che conta circa tre milioni di abitanti – che si affidano alla metropolitana per spostarsi nell'area urbana. Il ministero degli Esteri russo ha ammesso di aver colpito il Ponte Nord perché «facilita gli spostamenti delle truppe e le consegne di rifornimenti militari per le forze armate ucraine». «Costruiremo ponti galleggianti» la replica del ministro delle Infrastrutture, Mykola Kalashnyk, che non ha escluso in futuro la costruzione di un tunnel sotterraneo sotto il fiume. Negli ultimi giorni si sono moltiplicati gli attacchi anche durante il giorno sulla capitale che appare con le strade semi deserte mentre le lezioni scolastiche sono online. Gran parte della giornata si svolge nei rifugi anche se cresce il malumore sulle effettive capacità di protezione: solo 77 rifugi nella capitale risultano ad alta protezione sugli altre 4mila certificati. Ma anche a Odessa, nel Sud dell’Ucraina, si teme una nuova offensiva dai cieli: un raid ha colpito una nave nel porto uccidendo un marinaio, altri tre sono rimasti feriti. Secondo Mosca stava consegnando un carico di armi.
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