Quale umanità risponde a questa umanità ferita?
Diritti calpestati e sofferenze diffuse a Gaza, in Terra Santa, e altre zone di conflitto ci interrogano. Mentre piccoli gesti di solidarietà tengono viva la speranza

Dopo il 7 ottobre 2023 numerosi sono stati gli appelli e le richieste alla comunità internazionale di tornare ad essere umani. Lo hanno chiesto con forte intensità due Pontefici, autorità civili e religiose, uomini e donne semplici, personalità di rilievo. Le risposte non ci sono state e se ci sono state non hanno prodotto risultati finora visibili e tangibili a Gaza, in Terra Santa e in altre zone afflitte da anni di guerre e di violenza. Chi avrebbe dovuto rispondere alle richieste di pace? Quale umanità risponde all’umanità ferita?
Sono domande che non riescono ad avere risposte se da anni continuano ad essere calpestati i diritti essenziali degli innocenti e se i doveri della comunità internazionale sono gestiti da interessi di economia bellica e da disinteresse per chi soffre. Ogni giorno da mesi, da anni, veniamo a conoscenza del dolore che opprime gli ultimi, gli indifesi, gli innocenti. A Gaza bambini privati del diritto alla serenità invece di ricevere assistenza e istruzione sono costretti a cercare fra le macerie oggetti da poter rivendere in cambio di cibo e coperte. Quale umanità li sostiene e li aiuta mentre scavano fra la polvere e i ricordi di altri innocenti? Quale umanità non consente di soccorrere chi stava cercando la salvezza e ha perso la vita nel mare che ora fa riemergere corpi e sogni di speranza? Quale umanità non rispetta i tempi e i modi di accordi che potrebbero dare tregua e respiro a chi aspetta la fine di violenze e di sofferenze non immaginabili?
Domande a cui non abbiamo risposte, domande a cui non risponde l’umanità di chi ha la responsabilità morale di evitare che il male sia il protagonista di questi nostri tempi. Viviamo giorni molto particolari in Terra Santa: anche nei tempi difficili e dolorosi dei conflitti e delle violenze, la vita qui è scandita dal susseguirsi di ricorrenze e festività delle tre religioni monoteiste che la abitano. Spesso le liturgie e i tempi non hanno date fisse nel calendario civile ma può avvenire che a volte coincidano periodi di particolare e profondo significato per ognuna di loro. Quest’anno il mercoledì delle Ceneri, inizio del tempo forte della Quaresima per noi cristiani, è coinciso con l’inizio del Ramadan, il mese sacro per la religione islamica e nel mese di marzo la religione ebraica festeggia il Purim.
La mia esperienza di vita in Terra Santa mi fa ancora credere e sperare nel cuore di esseri umani che amano il prossimo senza preclusioni e senza limiti. Conosco persone di ogni fede che in silenzio portano aiuto e sostengono i bisognosi e non guardano alla loro nazionalità e al loro credo religioso ma vedono in loro il fratello che cerca aiuto, vicinanza, sostegno, solidarietà. Conosco la solitudine di chi non ha più la forza di andare avanti e conosco il conforto che può dare chi offre una mano amica, un ascolto attento, un abbraccio che riscalda l’anima. È questa l’umanità in cui dovrebbe riconoscersi ogni essere umano, è questa l’umanità che la comunità internazionale deve rappresentare. Diritti e doveri, responsabilità e rispetto sono elementi essenziali per restare umani, per credere, per avere fiducia e speranza nell’umanità.
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