Neofascisti e "remigrazione" alla Camera: perché l'evento andava evitato

Chiudere Montecitorio "per ordine pubblico" un epilogo triste. La Carta e il senso stesso del Parlamento sono l'argine alle provocazioni.
January 31, 2026
Neofascisti e "remigrazione" alla Camera: perché l'evento andava evitato
Il deputato della Lega, Domenico Furgiuele, con Luca Morsella di Casapound/ Ansa
Ecco cosa succede quando ci si dimentica che provocazione dopo provocazione si arriva a finali che, letti senza un filo di ironico distacco, potrebbero essere definiti pericolosi. Perché chiudere la Camera dei deputati «per motivi ordine pubblico» è davvero pericoloso, incomprensibile, inaccettabile. E non perché, come dicono i neofascisti invitati dal deputato leghista (vannacciano) Furgiuele, tutti hanno diritto di entrare a Montecitorio e dire la loro. No. È pericoloso, incomprensibile e inaccettabile perché quel luogo, in sé e per sé, la Camera dei deputati, rappresenta i valori della Costituzione nata perché il fascismo non torni più in nessuna forma, e rappresenta i diritti di tutta la famiglia umana che quella stessa Carta riconosce e promuove. Insomma, la Camera dei deputati non è il luogo in cui giocare a chi fa la provocazione più “brillante” per abbassare le difese immunitarie del Paese rispetto a messaggi che violano il nostro patto di convivenza democratica.
Perciò è lecito dire che quanto accaduto ieri si doveva e poteva evitare. L’annuncio dell’iniziativa sulla “remigrazione” risale a diversi giorni fa: vi era tempo a sufficienza per mettere in campo il sufficiente buon senso e la necessaria determinazione per evitare il mesto epilogo. Non sarebbe stata «censura», ma «rispetto». È ancora possibile distinguere censura e rispetto proprio aggrappandosi al senso profondo delle istituzioni democratiche, le quali “suggeriscono” e quando necessario impongono con la loro stessa esistenza quali sono i confini che restano insuperabili per tutti. È vero che di eventi “border line” la Camera ne ha ospitati tanti e molti hanno acceso forti discussioni, ma nella categoria “border line” non possono essere introdotte personalità dichiaratamente neofasciste che predicano, nel Paese in cui vige l’articolo 10 della Carta, «l’istituzione del programma nazionale di Remigrazione» (con la R maiuscola) e persino «l’abrogazione della programmazione annuale dei flussi per motivi di lavoro», misura potenziata anche dal Governo di cui la Lega fa parte. Resta la triste sensazione che qualcuno, dietro il sinora sconosciuto Furgiuele, abbia voluto “tirare la pietra e nascondere la mano”, per vedere l’effetto che fa. Una strategia poco coraggiosa, eppure, alla fine, efficace nello “sdoganare” quel che si voleva sdoganare. Ci si chiede: ignorare e derubricare sarebbe stato meglio? Forse. Anzi no. Meglio sarebbe stato non far accadere cose che non hanno a che fare con il significato del Parlamento.

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