L'IA trova tutto. Ma leggere è scoprire ciò che non si cerca
La rivoluzione digitale ha trasformato la ricerca in un’esperienza veloce. Però un libro è un viaggio in cui perdersi

Marianne McDonald ha cattedre di teatro e lettere classiche all’Università di California a San Diego; autrice di centinaia di pubblicazioni, ha ricevuto riconoscimenti in giro per il mondo, soprattutto negli Stati Uniti e (per motivi che risulteranno evidenti) in Grecia e in Irlanda. È anche molto ricca: il padre Eugene, divenuto sordo, inventò l’apparecchio acustico Zenith e fu tra i fondatori della Zenith Radio Corporation (cui dobbiamo, fra le altre cose, il telecomando). Alla sua morte, le lasciò una fortuna, che lei ha investito in iniziative filantropiche e culturali. Nel 1972, dottoranda all’Università di California, Irvine (dove io ho insegnato per quarant’anni), fondò e finanziò il Thesaurus Linguae Graecae (TLG), che ha digitalizzato la letteratura greca dalle origini ai giorni nostri; in seguito fece lo stesso per i testi antichi e medievali irlandesi con il Thesaurus Linguae Hiberniae, che ha base a Dublino.
Anni fa visitai il mio collega Theodore (Ted) Brunner, il quale diresse il TLG dalla fondazione al 1998, e ascoltai da lui una storia. Uno studioso voleva testimoniare la percezione dei neri nella Grecia classica e si era messo a leggere tutti i testi cercando occorrenze della relativa parola Aithiopes. Dopo quindici anni, realizzato circa un quarto di quel compito immenso, aveva sentito parlare del TLG e gli si era rivolto per chiedere aiuto; Ted in un quarto d’ora gli aveva trovato tutti i riferimenti e lui si era dichiarato pronto al suicidio.
Presto ci furono libri accademici costruiti sul TLG. Ne ricordo uno di Georgios Anagnostopoulos, pure di San Diego, pubblicato nel 1994, Aristotle on the Goals and Exactness of Ethics, che presentava the evidence, cioè tutti i passi in cui Aristotele usa termini traducibili con «esattezza» (ce n’è più d’uno), e poi si lanciava in ipotesi interpretative. Leggendolo, mi resi conto che questo procedimento era la punta più avanzata di una strategia che da sempre aveva cercato di asservire un libro a scopi a esso estranei, indicizzandolo per violarne l’intima struttura, per lacerarne il tessuto complesso e segreto.
Anch’io ho letto Aristotele. Trent’anni fa lavoravo sulla logica hegeliana, che volevo presentare come alternativa e rivale di quella del Filosofo; quindi aprii l’opera omnia e cominciai a pagina uno. Era un’ottima scusa per immergermi in un percorso che, credo, ognuno dovrebbe fare nella vita, per capire sé stesso e la sua cultura. Ci ho trovato molto sulla logica, e molto che con la logica c’entrava poco e non mi aspettavo di trovare. Ripetuti, violenti, ingiustificati attacchi al polpo, per esempio, che mi hanno messo in luce l’ideologia gerarchica e discriminatoria trasmessa da quelle pagine. Mi è tornato in mente lo studioso degli Aithiopes, e ho pensato che non doveva volersi suicidare ma essere fiero e felice del lavoro compiuto.
Un libro è come un viaggio. Se vi interessa fare foto a monumenti che già conoscete, mangiare in ristoranti tipici e comprare ricordini, vi consiglio The World Showcase di Disneyworld, a Orlando, Florida. Se invece monumenti e cibi esotici sono una scusa per partire, rallegratevi se per strada trovate spettacoli inaspettati, magari disgustosi, e anche se siete tormentati da scioperi e ritardi; solo così imparerete qualcosa.
Il che ci riporta al TLG. Nel 1972 era un progetto avveniristico; quando la prima fase fu completata, era disponibile su CD-Rom, a un prezzo che si potevano permettere solo alcune biblioteche. Adesso è una propaggine delle sconfinate capacità di lettura dell’Intelligenza artificiale. E il problema si ripropone: come leggere? L’IA è in grado di digerire milioni di pagine in tempi brevissimi e di trovarci tutto quel che si cerca. Io insisto a leggere a modo mio, trovando quel che non cerco. I miei tempi sono quelli umani. Ora sono alle prese con il terzo volume di Il pensiero come stile. Protagonisti della filosofia italiana e dopo aver letto tutto o quasi (non sempre tutto è disponibile) di Caterina da Siena, Castiglione, Galiani, Filangieri e Alfieri, sto studiando Cattaneo. Sono disponibili ventidue volumi di opere e carteggio, per un totale di oltre diecimila pagine; ci metterò mesi. Ma sto già trovando cose che non cercavo. Certo non mi affido a indici, o all’IA; per il momento, procediamo con metodi diversi. Ho detto «per il momento» perché in proposito sono pessimista; non credo in barriere invalicabili e impossibilità di principio. Ho visto, per dirne una, i traduttori digitali passare in breve da oggetti di scherno a strumenti rispettabili. Quindi prevedo (e non dico neanche «temo») che prima o poi la macchina imparerà a leggere come me. Uso la finestra di questa nostra piccola unicità come posso, prima che si chiuda.
© RIPRODUZIONE RISERVATA






