Imprese, potere e connessioni invisibili ma decisive

di Carlo Bellavite PellegriniLaura Pellegrini, Andrea Roncella
Stasera alle 18 in Università Cattolica, a Milano, il volume "Governance Under Influence. The Role of Political Connections in the ESG Transition", pubblicato da Palgrave Macmillan, verrà presentato, da Lorenzo Ornaghi, Angelo Panebianco, Nicola Rossi e Maurizio Dallocchio.
March 31, 2026
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Nel libro della Genesi (41), Giuseppe interpreta i sogni del Faraone e, grazie a quell’accesso privilegiato, assume il controllo della gestione delle risorse dell’intero regno. Non è solo una storia di saggezza: è una lezione antica su come funziona il potere. Chi è vicino al centro decisionale non si limita a osservare il sistema – lo amministra. Giuseppe ha tuttavia delle capacità particolari. Chi interpreta i sogni nella Bibbia lo fa nel nome del Signore. Altri passaggi dell’Antico Testamento colgono la stessa dinamica. Nel primo libro dei Re, la vigna di Nabot viene espropriata per volontà del re Acab: il potere piega le regole a proprio favore e lo fa colpevolmente non riuscendo ad opporsi al potere seduttivo di Gezabele. Nei Proverbi si legge: «Il ricco domina sul povero, e chi prende a prestito è schiavo del creditore», sintesi delle relazioni di dipendenza che nascono da asimmetrie di risorse. Alcuni secoli dopo, Elon Musk sedeva al vertice di SpaceX – beneficiaria di oltre 22 miliardi in contratti federali – e, al tempo stesso, a capo del Doge, il Dipartimento per l’efficienza governativa da lui ideato. Una contiguità raramente così esplicita, chiusasi con un’uscita brusca. Non un’anomalia: il funzionamento ordinario del capitalismo.
Da questa evidenza nasce il volume Governance Under Influence, pubblicato da Palgrave Macmillan. Una ricerca che misura – e non soltanto descrive – la rilevanza delle connessioni politiche nelle imprese europee dal crollo del Muro di Berlino alla crisi del 2008. La Bibbia lo aveva già intuito. Più che nella parabola dei talenti, è nella vicenda di Giuseppe che emerge un principio strutturale: l’accesso al potere consente di allocare risorse, anticipare choc, ridistribuire rischi. Non è una prescrizione morale: è una descrizione dei meccanismi reali. Chi dispone già di relazioni e connessioni tende a rafforzare la propria posizione. Lo confermano i dati. Fisman (2001) mostrò che le azioni delle aziende più vicine al presidente indonesiano Suharto crollavano a ogni voce sul peggioramento della sua salute: non imprese, ma rendite legate a relazioni personali. Il fenomeno non appartiene solo ai regimi autoritari. A Roma le societates publicanorum prosperavano o crollavano in funzione delle connessioni con il Senato: il loro valore stava nell’accesso, non nell’efficienza.
La ricerca misura il fenomeno su tre decenni di capitalismo europeo – Italia, Francia, Germania, Regno Unito – con database originali e modelli econometrici. In Francia le imprese connesse sono il 10,8% del campione, ma rappresentano il 15,6% della capitalizzazione e quasi il 13% del Pil: non le anticamere del potere, ma il cuore del sistema produttivo. Il risultato più significativo non riguarda la redditività: le imprese connesse guadagnano meno e sono meno efficienti. La novità è altrove: detengono un potere di mercato superiore. In Francia il differenziale è tre a uno rispetto alle non connesse. La connessione politica non serve a fare meglio, ma a operare dove la concorrenza è attenuata, tra licenze, concessioni e regolazioni su misura. Come interagiranno queste connessioni con la transizione verso la sostenibilità – il paradigma Esg? Già il Levitico (25, 14-16) prescriveva prezzi equi per contenere le distorsioni generate dall’accesso asimmetrico alle risorse. Oggi le distorsioni sono più sofisticate ma non meno incisive. Le imprese connesse ridefiniscono i criteri a proprio vantaggio: lo hanno fatto con le privatizzazioni, lo faranno con la sostenibilità. Il capitalismo connesso non scompare. Cambia forma.
Il volume Governance Under Influence. The Role of Political Connections in the ESG Transition, pubblicato da Palgrave Macmillan, viene presentato stasera alle 18 in Università Cattolica, a Milano, da Lorenzo Ornaghi, Angelo Panebianco, Nicola Rossi e Maurizio Dallocchio.

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