Giochi invernali, in 86 fotografie d’epoca la prima edizione italiana di Cortina ’56
Dai cantieri dei primi impianti agli atleti stranieri: alle Gallerie d’Italia di Milano una selezione di scatti dall’archivio dell’agenzia Publifoto, in un Paese dove il boom economico era ormai alle porte

Oltre ottanta foto, 86 per la precisione, quasi tutte in bianco e nero, raccontano la storia delle prime Olimpiadi invernali italiane: dai cantieri per gli impianti ai dietro le quinte delle gare, passando per la cerimonia inaugurale di quella che fu la prima edizione italiana, avvenuta esattamente 70 anni fa (dal 26 gennaio al 5 febbraio 1956) a Cortina d’Ampezzo. "La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici Invernali 1956" è il titolo della mostra fotografica inaugurata venerdì alle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, in concomitanza con la cerimonia di apertura dei Giochi a San Siro. Curata da Aldo Grasso resterà aperta fino al 3 maggio, coprendo quindi un lungo periodo che andrà ben oltre anche i Giochi paralimpici (che termineranno il 14 marzo). Le fotografie sono state selezionate fra le immagini dell’archivio di Publifoto, l’agenzia giornalistica che seguì l’evento, producendo un centinaio di servizi per un totale di 1.400 scatti e impegnando sei tra i suoi fotografi più esperti. Furono coinvolti soprattutto il comparto produttivo dedicato allo sport - il cui archivio è oggi conservato in gran parte allo Csac, il Centro studi e archivio della comunicazione dell’Università di Parma da cui provengono numerose fotografie esposte - ma anche quello impegnato nella cronaca e quello delle committenze per le imprese, che già allora investirono numerose risorse nella comunicazione dell’evento.

Tante le curiosità che si possono ammirare nel percorso: i cantieri per lo stadio del Ghiaccio e il Trampolino Italia a ridosso dei pascoli con le pecore imperturbabili, le Fiat 600 Multipla in colonna che servivano agli operatori per raggiungere i vari impianti, una giovane e già famosa Sophia Loren che fece da madrina. Ma ci sono anche immagini quasi incomprensibili per il visitatore iper tecnologico di oggi, come il casellario all’albergo Savoia dove ogni giornalista riceveva ogni giorno la collezione completa dei comunicati ufficiali dell’Organizzazione olimpica. E ancora, tante insegne e cartelloni pubblicitari in un’Italia ormai pronta a entrare nel boom economico.
Un «racconto appassionante», come lo definisce Michele Coppola, executive director Arte, cultura e beni storici di Intesa Sanpaolo, «con tanti scatti che catturano momenti di impegno, talento e festa delle Olimpiadi ospitate a Cortina70 anni fa. Un archivio è vivo quando parla al presente: queste immagini rinnovano l’entusiasmo e gli ideali che animano i Giochi e che, oggi come allora, emozionano e uniscono l’intero Paese». Oggi la banca è banking premium partner di Milano-Cortina 2026, ma non solo: dal 2015 è la proprietaria dell’archivio Publifoto (conservato a Torino) e per l’occasione ha provveduto a restaurare e digitalizzare 270 foto, visibili anche online.
Per Aldo Grasso, Cortina ‘56 rappresentò «il primo biglietto da visita dell’Italia, a dieci anni dalla proclamazione della Repubblica. Le immagini che più si sono imposte sono quelle dei cantieri che erano la rappresentazione del cantiere Italia. Uscivamo da una guerra persa». Nel 1949, quando ci fu la designazione del Comune ampezzano per ospitare i Giochi, «l’Italia grazie al piano Marshall comincia a muoversi. Nel 1954 iniziano le trasmissioni televisive italiane e il 1956 è l’anno della prima pietra dell’Autostrada del Sole e dell’uscita della Fiat 600». In questo contesto, organizzare Cortina ‘56 fu davvero «un’impresa titanica», conclude il curatore. Ma fu anche «un successo, con atleti da 32 Paesi, contro i 94 di oggi, nel pieno della Guerra fredda e in un Paese ancora da costruire».
© RIPRODUZIONE RISERVATA




