Trucchi da bambini
Tanti adolescenti applicano cosmetici per una pelle perfetta. Una pratica rischiosa su cui adesso indaga l’Antitrust

A sette anni applicano tonici all’acido ialuronico pensati per pelli mature, a dieci si spalmano fondotinta a lunga tenuta, studiati per cancellare imperfezioni che ancora non esistono. Nel mondo – e anche in Italia – cresce il numero di bambini e preadolescenti ossessionati dalla cura della pelle (in inglese “skincare”). Di loro si è appena accorto anche l’Antitrust, l’organismo che vigila sulle aziende, aprendo un’inchiesta per capire se Sephora, il famoso marchio di cosmetici, ha indirizzato le proprie pubblicità verso i ragazzi invece di chiarire che i loro prodotti non sono adatti all’uso dei bambini. L’accusa è grave: promuovere sieri, maschere per il viso e creme antietà incoraggia i ragazzi a comprarle in modo compulsivo: ma i cosmetici non adatti alla propria età invece di migliorare la pelle la rovinano.
La skincare è irritante
Nel 2024 nel mondo sono stati venduti prodotti per la cura della pelle dei bambini per oltre quattro miliardi e 800mila dollari. E il mercato promette di crescere ancora. Le aziende approfittano della tendenza, spalleggiati da molti genitori che credono di fare un favore ai figli. In realtà è il contrario: uno studio della Northwestern University ha dimostrato che le routine di bellezza proposte dalle baby-influencer su TikTok irritano la pelle e provocano dermatiti. Di tutto ciò, poi, i ragazzi non avrebbero bisogno ma avere una pelle liscia, luminosa e senza pori è diventata per molti una priorità estetica.
Festa di compleanno tra scrub e lozioni
Con più di 22 milioni di follower su Instagram e due milioni su TikTok, Sephora sembra il marchio di cosmetici preferito dagli adolescenti, tanto che i minori impegnati a spalmarsi creme e sieri (in media ne applicano dieci alla volta, per una spesa di oltre 150 euro!) sono chiamati proprio “Sephora Kids”. Negli Stati Uniti il negozio offre persino alle bambine di organizzare la festa di compleanno tra gli scaffali di scrub esfolianti, gel e lozioni. Ma secondo gli esperti e l’Antitrust, che è il primo in Europa a indagare sul tema, queste iniziative alimentano la cosiddetta “cosmeticorexia”, una mania poco salutare per la pelle perfetta.
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