Quanto è grande l’Africa?
I Paesi africani chiedono la correzione delle cartine. La Francia lo fa

Questo articolo è stato pubblicato sull'inserto per bambini di Avvenire del giovedì, Popotus: può essere curioso e interessante anche per i lettori adulti, ma soprattutto dagli adulti (genitori o nonni) può essere utilizzato per condividere un momento di lettura e confronto coi più piccoli.
La cartina del mondo che tutti conosciamo – il planisfero – è stata disegnata nel 1569 dal cartografo fiammingo Gerardo Mercatore ma non è esatta, sebbene faccia scuola (e a scuola venga usata) da quasi cinque secoli: funzionale alla navigazione in un’epoca di grandi esplorazioni marittime, ingrandisce le regioni vicine ai poli e riduce quelle equatoriali. Prendiamo l’Africa: ha le dimensioni della Groenlandia ma nella realtà è circa quattordici volte più grande. Da qualche mese i Paesi africani, con il Togo in prima fila, hanno aderito a una campagna che chiede di ridisegnare le cartine geografiche in modo più realistico. Il governo francese ha deciso di aderire alla richiesta e adotterà nelle proprie rappresentazioni ufficiali la proiezione Eckert IV, molto simile alla mappa Equal Earth, disegnata nel 2018 e sostenuta dall’Unione africana. Anche l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che invita a promuovere la Equal Earth nei materiali scolastici, nei mezzi d’informazione e sulle piattaforme digitali. Un passo importante: perché le deformazioni della cartina finiscono per condizionare la nostra percezione del mondo. Le dimensioni con cui vediamo rappresentato un Paese o un continente possono influenzare l’idea che ci facciamo del suo peso, della sua forza e delle sue possibilità di sviluppo. Le carte geografiche non sono neutrali: non si limitano a descrivere il mondo, ma cambiano il modo in cui lo guardiamo.
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