Consigli per l'estate: letture per bambini

La Storia passata e recente e tanti giovani protagonisti
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July 5, 2026
Quattro bambini e un bebè
Accalamaro è un paese di chissà dove, un luogo immaginato fuori dallo spazio e dal tempo, dove è in atto una guerra di cui si sono persino dimenticate le ragioni. In una Casetta Rosa incassata tra case diroccate hanno trovato rifugio dal caos e dai pericoli quattro bambini che cercano di sopravvivere aiutandosi a vicenda. Un giorno dopo averne sentito il pianto da lontano, trovano un neonato abbandonato tra le macerie, decidono di accoglierlo e tra mille difficoltà di prendersene cura. Chi è e chi sono i suoi genitori? Con uno slancio di speranza, lo chiamano Futuro. E Futuro è il titolo di questo romanzo di Irene Rossi per Einaudi Ragazzi (14,50 euro), un’avventura avvincente, la conferma che saranno i bambini a trovare ragioni per la pace e a salvare il mondo. Dagli 11 anni.
In viaggio verso la Merica
Tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento il sogno di una vita migliore per milioni di persone correva oltreoceano, al mondo nuovo che prometteva lavoro a chi al proprio paese conosceva solo miseria. Dopo settimane di un viaggio estenuante in mare, la Merica, come la chiamavano quelli che tentavano la fortuna senza sapere bene che cosa li aspettava, apriva le sue porte in un’isola nella baia di New York, all’ombra della Statua della Libertà. Era Ellis Island, trasformata in un centro di accoglienza e controllo della salute dei migranti, perché chi mostrava segni di malattie poteva venire rispedito a casa. Ed è proprio Ellis (Edizioni Lapis; 16 euro) a parlare, a restituire il quadro di quei migranti, tra cui tantissimi italiani. Gente straniera, spaesata e stanca, incapace di capire e parlare una lingua nuova ma approdata lì piena di speranze di un nuovo inizio e di paura di non farcela. Il racconto di Sara Belancini intreccia storie e Storia di un luogo in cui si è consumata una grande vicenda collettiva mentre Aneta Lukianska dà forma a quella moltitudine di donne e uomini, spaesati ma desiderosi di ricominciare, di vecchi e bambini intimoriti del futuro. Una storia che sotto altre forme ancora oggi ci riguarda e ci interroga. Dagli 8 anni.
Le Costituenti. Una voce per ventuno
Erano solo 21 le donne che con il voto del 2 giugno 1946 sono entrate in Parlamento per scrivere la Costituzione; venivano da storie e da partiti diversi ma tutte erano cresciute credendo nella libertà, nella giustizia sociale e nella democrazia, valori sognati e per cui hanno lottato da partigiane quando la democrazia era lontana. Parlando spesso a una sola voce hanno portato in Parlamento intelligenza, passione, attenzione ai diritti delle donne e ai problemi immediati del Paese. Romano Cappelletto, giornalista appassionato di storia e di storie, insieme con Angela Iantosca, storica, raccontano chi sono le Ventuno. Le donne che fecero la Costituzione (Paoline;14 euro), il loro passato e le loro esistenze complesse e combattive, i temi su cui si sono battute con orgoglio lavorando nelle Commissioni anche al di là della questione femminile. E lo fanno in queste pagine dando la parola a ciascuna di loro. Un modo conoscerle e risentirle protagoniste e contemporanee. Dai 12 anni
6 maggio 1976: trema la terra
Cinquantanove secondi, neppure un minuto, sembrano brevi come un respiro. Ma se la terra trema, quei cinquantanove secondi sono un’eternità. Succede il 6 maggio 1976 in Friuli, nei territori a nord di Udine. Sono le nove di sera, un boato scuote l’aria. Non è un temporale e neppure una bomba. La luce sparisce, tutto ondeggia terribilmente, i muri si sbriciolano, i tetti collassano. Chi corre in strada è aggredito da una nuvola pesante che sembra nebbia fitta ma è polvere. E vede crepe e case sventrate, i campanili crollati, cumuli di macerie. Il terremoto di magnitudo 6.5 della scala Richter investe 137 comuni, provoca quasi mille morti e 100 mila senza tetto. Paura e caos. Subito si scava per ore e giorni; l’idea è rimettersi in piedi in fretta, ricostruire le fabbriche, le case e poi le chiese. Gemona è stata una delle cittadine friulane più colpite dal terremoto. È qui che Greta Sclaunich, giornalista nata e cresciuta in provincia di Gorizia, ha ambientato il suo romanzo La notte in cui la terra tremò (Battello A Vapore: 16,50 euro). La notte in cui il dodicenne Leo perde sotto le macerie un pezzo di famiglia e tutto il suo mondo. Ma dentro a quella disperazione impara anche il valore dell’aiuto e della generosità che saprà restituire quarant’anni dopo quando il terremoto colpirà Amatrice. Dai 10 anni.
Magica Marigold
Arriva in libreria pubblicato da Bompiani (17 euro) Magia per Marigold un grande classico datato 1929 dell’autrice canadese Lucy Maud Montgomery, la stessa di “Anna dai capelli rossi”. Anche questo romanzo è ambientato in Canada nell’isola del Principe Edoardo, dove in una grande casa di famiglia, la Nuvola di Alberi, viene al mondo una bimba a cui verrà dato il nome di Marigold, solo quattro mesi dopo, tra dispute e polemiche infinite di tutto il clan familiare. Dotata di una fantasia sfrenata, inguaribile sognatrice, Marigold cresce in assenza del padre ma circondata dall’amore di un’eccentrica e infinita famigliona che costituisce tutto il suo mondo, ordinario e insieme magico, di cui sa cogliere sempre la meraviglia. La seguiamo nelle sue visite ai parenti, nei suoi incontri di vita quotidiana, alle prese con un’inseparabile e fantomatica amica del cuore e con l’allegria del vicino di casa Budge. Un’amicizia che forse diventerà qualcosa di più. Dagli 11 anni
Piccoli ribelli crescono
Una storia di bambini briganti. È il sottotitolo dell’appassionante romanzo di Daniela Carucci pubblicato da Sinnos, Rospi (14 euro), che dà voce a un’infanzia spesso invisibile nei grandi racconti del passato. Qui briganti non ha il significato scherzoso di birbanti o monelli, ma quello di un fenomeno sociale antico esploso nell’800. Al Sud il brigantaggio nasceva dalla profonda miseria in cui vivevano i braccianti e i contadini. Briganti erano banditi che rapinavano, sequestravano persone e chiedevano riscatti. Dopo l’Unità d’Italia, nel 1861, con l’annessione del Sud al Regno d’Italia il fenomeno si accentuò. Le condizioni di vita degli ultimi erano peggiorate: il governo piemontese aveva imposto tasse pesantissime e l’obbligo del sevizio militare che privava di giovani braccia il lavoro dei campi. Il malcontento era altissimo, anche per le continue violente aggressioni dei soldati piemontesi: molti contadini si ribellarono e si unirono ai gruppi di briganti. Anche donne e bambini, come i Rospi del romanzo, una banda di bambini cresciuti tra povertà, ingiustizie e continue violenze, che provano a opporsi alle prepotenze dei più forti. Guidati all’inizio da Battaglia, una bambina intrepida e forte, i Rospi scappano nei boschi per unirsi ai briganti e insieme, come amici solidali, trovare una soluzione verso una possibile libertà. Da non perdere. Dagli 11 anni

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