Francesco e Romina, 17 anni insieme e 4 figli: la proposta di matrimonio all'assemblea delle famiglie numerose

L'emozione a Misano Adriatico, dove si è chiuso l'appuntamento annuale. Tra emozioni e dibattiti, l’appello alla politica: riconoscere il valore sociale di chi sceglie di avere tanti figli
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June 2, 2026
La foto di gruppo delle famiglie numerose riunite in assemblea a Misano Adriatico
La foto di gruppo delle famiglie numerose riunite in assemblea a Misano Adriatico
Francesco Scavella e Romina Pagnanelli sono genitori di quattro figli. Dopo 17 anni di convivenza, hanno deciso di unirsi in matrimonio. La «promessa» è arrivata sulle note di «Diamante» di Randy Crawford e Zucchero Fornaciari, a conclusione della performance musicale di «Ritmi di vita», ospitata domenica sera nella palestra del villaggio San Pellegrino a Misano Adriatico. Già fissati luogo e data delle nozze: il prossimo 21 giugno a Macerata. E’ accaduto anche questo durante l’assemblea dell’Associazione nazionale famiglie numerose (Anfn), che si chiude oggi nella cittadina della riviera riminese. Dai pubblici dibattiti di domenica un messaggio diretto al governo: «Sono tre anni che, attraverso il Nadef 2023 prima e il Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029 poi, ha preso l’impegno di un disegno di legge sulle famiglie numerose. Sarebbe veramente un peccato se prima della fine della legislatura non vi mantenesse fede». Una legge che avrebbe un forte valore simbolico: «perché riconoscerebbe la famiglia numerosa in quanto tale ed il suo ruolo fondamentale per rilanciare la natalità».
Nel convegno di Misano Adriatico Alfredo Caltabiano ha «rilanciato» lo strumento della carta famiglia destinata alle famiglie con tre o più figli.  «Uniti riusciamo ad incidere» il ragionamento di Domenico Menorello, portavoce di “Ditelo sui tetti”, che ha ricordato come siano più di sessanta, ad oggi, le norme approvate su sollecitazione del network, in alcuni casi anche con il determinante contributo di Anfn. «Le famiglie (small o numerose che siano) devono poter contare sul sostegno economico, su servizi efficienti e su strumenti di supporto alla conciliazione dei tempi di vita con i tempi del lavoro». Così Sauro Rossi, segretario confederale della Cisl (con delega alle politiche sociali e familiari). «Ciascuna di queste misure, da sola, ha un impatto relativo nella vita dei nuclei familiari. Se invece è combinata con le altre, può fare molto». A Paolo Moroni (osservatorio politico Anfn) il compito di fare un bilancio a quattro anni dall’istituzione dell’Assegno unico universale. «È corrisposto a tutti (compresi i lavoratori autonomi e le partite Iva) e rappresenta una misura strutturale. È aggiornato ogni anno in base all’indice di inflazione. Infine: è un contributo ‘diretto’, non interviene sulle detrazioni di imposta, che possono essere usate per altre voci fino al limite della incapienza». Ma ha «un limite concettuale: assiste, non promuove la famiglia». E poi: «il suo importo viene drasticamente ridotto al compimento del 18esimo anno di età dei figli (fino ad esaurirsi al compimento del 21°).. ma è proprio allora che il mantenimento dei figli ha un costo più elevato ».
Già, ma quanto «costa» crescere un figlio? Fa due conti Matteo Rizzolli, papà di sei figli e docente di Economia politica all’università Lumsa: «La Banca d'Italia stima circa 640 euro al mese — quasi 8.000 euro l'anno — solo di costi diretti: cibo, vestiti, scuola, trasporti. Un mio studente, Luca Ferretti, ha provato a fare un calcolo più completo, sommando anche i costi invisibili — il lavoro di cura non pagato, le carriere rallentate, il reddito perso soprattutto dalle madri. Il risultato? Tra i 24.000 e i 25.000 euro l'anno. Per diciotto anni. Se fate il conto: quasi 440.000 euro per portare un figlio vicino all'indipendenza. Il valore di una casa in una grande città». Rendere le città a misura di famiglia: è l’obiettivo del Network Family in Italia, promosso da agenzia per la coesione sociale della provincia autonoma di Trento, comune di Alghero e Associazione nazionale famiglie numerose. «Sono 264 i comuni che aderiscono alla nostra rete, di grandi, medie e piccolissime dimensioni» ha raccontato Rita Picchianti, referente dell’unità enti locali Anfn. Dopo quasi dieci anni dalla sua sperimentazione, il network dei comuni amici della famiglia è entrato a far parte del Piano nazionale della famiglia adottato dal governo per il triennio 2025-2027. «Lavoriamo per tutte le famiglie, non solo quelle numerose» la conclusione di Rita.

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