Si spengono i forni dell'ex Ilva di Taranto, la cordata italiana ad un passo dall'uscita di scena

La decisione dopo la sentenza della Cassazione. Venerdì i sindacati tornato a Palazzo Chigi per discutere sulla cassa integrazione per quasi 9mila lavoratori
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November 3, 2026
Si spengono i forni dell'ex Ilva di Taranto, la cordata italiana ad un passo dall'uscita di scena
La protesta dei lavoratori dell'ex Ilva nel mese di ottobre, davanti alla direzione dello stabilimento di Taranto/ ANSA
Si spegne l’area a caldo mentre sembra naufragare la proposta della cordata italiana. Per l’ex Ilva la settimana si apre all’insegna della dismissione. Stamattina sono iniziate le operazioni di spegnimento degli altiforni a Taranto. A comunicarlo alle organizzazioni sindacali è stata l’azienda, dopo la decisione della Corte di Cassazione. Le operazioni dovrebbero concludersi entro questa settimana. Novità per il reparto laminazione con il treno nastri che ripartirà sino al 14 dicembre, quando si fermerà nuovamente.
Intanto si fa sempre più improbabile la vendita dell’acciaieria. La cordata di industriali italiani guidata da Federacciai secondo indiscrezioni circolate sulla stampa avrebbe rinunciato a presentare un’offerta per la parte a freddo, dopo una riunione a Palazzo Chigi nella giornata di lunedì. I dubbi sulla fattibilità dell’operazione sarebbero diventati sempre più consistenti dopo la due diligence sugli impianti e la sentenza della Cassazione. Dal presidente di Federacciai nessuna conferma né smentita. «La decisione non è ancora presa" ha detto Antonio Gozzi durante il suo intervento all’evento “Da Filiera a Sistema”. Gozzi ha apprezzato il coinvolgimento delle grandi partecipate industriali pubbliche sulla riconversione, sottolineando che è «giusto che vengano chiamate a dire la loro» anche se al momento il problema principale è il «consolidamento di almeno una parte dell’occupazione siderurgica». L’ultimo giorno per la presentazione delle offerte vincolanti è fissato per l’8 novembre: in campo a questo punto resterebbero, ma il condizionale è d’obbligo, solo gli indiani di Jindal Steel, gli unici ad aver mantenuto un dialogo costante con i commissari dell’amministrazione straordinaria di Acciaierie d’Italia. Molto più defilato, invece, il gruppo americano Flacks.
Sul fronte occupazionale i riflettori sono puntanti sulle prossime mosse del governo. I sindacati dei metalmeccanici sono stati convocati dal ministero del Lavoro per venerdì prossimo per l’esame congiunto della richiesta di Cigs per un massimo di 8.622 lavoratori. Numeri importanti (in pratica un raddoppio rispetto ai livelli attuali) ai quali si aggiungono migliaia di lavoratori dell'indotto.
«È in gioco la dignità di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie, che da anni vivono sulla propria pelle il peso di una crisi senza precedenti» hanno sottolineato Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto, tornando a sollecitare il governo affinché dia seguito agli impegni assunti a Palazzo Chigi il 27 ottobre. I sindacati chiedono che ci siano le risorse necessarie a finanziare, attraverso interventi articolati, le uscite anticipate e volontarie, il riconoscimento del lavoro usurante per chi ha operato nel ciclo integrale e adeguate misure di incentivo all’esodo. Intanto, il 10, 11 e 12 novembre sono in programma assemblee con i lavoratori.
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