
«La pasta è uno dei nostri simboli più amati. È la grande ambasciatrice della cucina italiana sulle tavole di tutto il mondo. Per questo ho voluto lanciare la Giornata della Pasta Italiana nel Mondo per celebrare e promuovere questa nostra straordinaria eccellenza con tante iniziative che verranno organizzate ogni anno da tutte le nostre ambasciate e dai nostri Consolati»: è l'annuncio fatto da Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, in occasione del messaggio rivolto per la 28esima edizione del World Pasta Day, iniziativa che si terrà, in simultanea alla nuova Giornata, domenica prossima, 25 ottobre. Come un anno fa domenica è prevista una maratona social per festeggiare il piatto simbolo della condivisione: "food lover", giornalisti, chef e blogger di tutto il mondo sono invitati a festeggiare cucinando il loro piatto di pasta del cuore, usando l'hashtag ufficiale #WorldPastaDay e menzionando gli account social di WeLovePasta.it su Fb, X e Instagram. L'anno scorso sono stati pubblicati oltre 21mila contenuti sui social. L'evento, organizzato da Unione Italiana Food e International Pasta Organisation, è stato presentato all'Antica pesa, storico ristorante di Roma, a Trastevere, e per questa edizione certifica il primato italiano di produzione di pasta a livello globale e la leadership per l'export.
«La leadership italiana della pasta - commenta Paolo Barilla, presidente di Unione Italiana Food - va ben oltre i risultati commerciali, ma il contesto globale sta cambiando rapidamente e impone alle imprese di continuare a innovare e adattarsi a scenari sempre più complessi. La sfida è quindi preservare ciò che rende unica la pasta italiana, investendo al tempo stesso in ricerca, sostenibilità, tecnologie e nuove competenze. Il futuro della nostra leadership dipenderà dall'evoluzione dell'intero sistema, valorizzando le competenze costruite nel tempo e sviluppandone di nuove. Altrettanto importante è rafforzare l'integrazione tra i diversi attori della filiera, valorizzando le eccellenze produttive e sviluppando una visione industriale condivisa, capace di affrontare le sfide globali con maggiore solidità. La sfida dei prossimi anni sarà continuare a innovare senza perdere la nostra identità».
Venendo ai numeri, nonostante la complessa situazione geopolitica globale, la pasta continua ad affermare la sua leadership: la produzione mondiale nel 2025 ha raggiunto i 17,3 milioni di tonnellate e l’Italia mantiene il primato di paese produttore con circa 4,2 milioni di tonnellate prodotte (+0,8%). I connazionali restano i più grandi consumatori con 23,1 chili annui pro-capite e il nostro Paese rappresenta il 48,3% del commercio mondiale di pasta, con 4 miliardi di euro di esportazioni, pari al 5,4% dell'intero export agroalimentare italiano ed equivalenti a 2 milioni e 456.940 tonnellate di prodotto. La crescita delle esportazioni, che negli anni scorsi era arrivata a toccare valori in doppia cifra, pur essendosi arrestata si mantiene a un +2,7% nel primo semestre di quest'anno. Inoltre, secondo un rapporto curato per i pastai da The European House - Ambrosetti (Teha Group), la filiera estesa della pasta, che comprende la coltivazione del frumento duro, l'industria molitoria e la trasformazione della pasta, ha raggiunto nel 2025 un fatturato di 13,5 miliardi di euro, l'equivalente di una manovra economica, generando 3 miliardi di euro di valore aggiunto.
Secondo una recente ricerca demoscopica commissionata dai pastai di Uif (fatta dall'istituto AstraRicerche, con 1.005 interviste on-line ad un campione rappresentativo di italiani 18-70enni) per 3 italiani su 4 la pasta è associata al gusto e all’emozione, mentre 7 italiani su 10 valorizzano la sua natura pratica e conveniente: un alimento buono e appagante (41,5%), con il buon rapporto qualità-prezzo (39,6%). E per oltre 7 italiani su 10 un piatto di pasta assume un valore più profondo se consumato in famiglia. Il pranzo della domenica è l’occasione di consumo in famiglia più amata (54,4%), seguita dal ritorno a casa dopo un lungo viaggio (32,6%). Socialità e festa, intese come momenti con amici (40,6%), seguono a distanza casa e famiglia ma con un peso rilevante (57%).
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