«La parità delle donne è decisiva per la crescita dell’Europa»: le proposte della Fondazione Bellisario

Lella Golfo traccia il bilancio del seminario "Donna, Economia & Potere": al centro la costruzione di pari opportunità per le donne con servizi per la conciliazione, autonomia finanziaria, accesso alle discipline Stem
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October 19, 2026
«La parità delle donne è decisiva per la crescita dell’Europa»: le proposte della Fondazione Bellisario
Lella Golfo in momento dell'evento "Donna, Economia & Potere"
«Bisogna costruire una società più inclusiva, in cui le donne possano partecipare pienamente a tutti i processi, economici, sociali, culturali e decisionali»: è questa la priorità emersa dalle proposte sviluppate durante la 26ª edizione dell’evento "Donna, Economia & Potere" della Fondazione Marisa Bellisario, un seminario che si è tenuto tra venerdì e sabato scorso a Roma. A raccontarcelo, a lavori conclusi, è Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario.
All'evento dedicato alla "geopolitica dell'incertezza", oltre 500 tra esperti, imprenditrici e imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, ambasciatori, manager e giornalisti si sono confrontati in 12 tavoli tematici sui cambiamenti che stanno ridefinendo gli equilibri globali e incidendo direttamente su economia, imprese e società. Ne sono emerse molte proposte e idee per una società più inclusiva, ci dice ancora la presidente, che va costruita «sostenendo le donne nelle esigenze familiari, perché riescano a conciliare carriera e figli senza dover scegliere, e poi investendo nella formazione e nell’accesso alle materie STEM e garantendo loro pari opportunità in ogni ambito. Tutto questo significa anche promuovere la loro indipendenza economica, perché senza libertà finanziaria non può esserci una vera libertà di scelta». Un tema sul quale la Fondazione è in prima linea, portando avanti, con imprese e istituzioni, iniziative che puntano a garantire a ogni donna la piena disponibilità del proprio reddito. «L’inclusione non può essere un principio astratto: deve tradursi in strumenti concreti che permettano a ogni donna di esprimere il proprio potenziale, essere autonoma e contribuire pienamente alla crescita del Paese», osserva Golfo.
A darle ragione sono anche i dati che sono stati spunto di riflessione durante l'evento concluso sabato. In Italia lavora solo il 55% delle madri tra 15 e 64 anni con almeno un figlio sotto i 15 anni (Ocse). Il divario, sottolineano ancora dalla Fondazione, rischia di crescere con l’intelligenza artificiale: al mondo il 29% dei lavori a prevalenza femminile è esposto all’IA generativa, contro il 16% di quelli a prevalenza maschili. Anche nel campo della conoscenza si perpetua il divario: le donne sono il 57,5% dei laureati, ma solo il 29% dei professori ordinari (Ministero dell’Università e della Ricerca).
È anche alla luce di questo quadro che «accolgo con grande soddisfazione l’invito della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, a portare a Bruxelles e Strasburgo le istanze emerse dal nostro Seminario. È un riconoscimento importante per il lavoro che la Fondazione Marisa Bellisario porta avanti da oltre trent’anni e, soprattutto, un’opportunità concreta per trasformare le nostre proposte in azioni e politiche capaci di incidere davvero». Quello che chiede la Fondazione, ribadisce infine la presidente, non è di avere corsie preferenziali per le donne, ma pari opportunità, accesso al potere e valorizzazione dei talenti femminili: «L’Europa non può dirsi competitiva se continua a disperdere una parte così rilevante delle proprie competenze. Raccogliamo quindi questa disponibilità con senso di responsabilità e determinazione. Porteremo nelle istituzioni europee la voce delle donne, le loro idee e le proposte necessarie a superare le disuguaglianze ancora esistenti. Perché la parità non è una concessione, ma una condizione essenziale per la crescita economica, la qualità della democrazia e il futuro dell’Europa».

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