Il conto delle scelte sbagliate: l'auto europea è troppo "lenta"

A FORUMAutoMotive l’allarme di un settore stretto tra transizione, margini in calo e concorrenza asiatica. Per sviluppare un nuovo modello in Cina bastano 20 mesi, da noi ne servono 40 (con costi superiori del 35%)
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October 19, 2026
Il conto delle scelte sbagliate: l'auto europea è troppo "lenta"
Un'immagine della catena di montaggio Fiat di Mirafiori
Al Tavolo straordinario di FORUMAutoMotive promosso da Pierluigi Bonora, il settore fa i conti con la crisi, la concorrenza cinese, i ripensamenti e le conseguenze delle scelte europee. Una situazione che, come è stato affermato, “il Forum aveva indicato con largo anticipo, sottolineando i rischi di una transizione impostata su una sola direzione tecnologica”.
Anche in questo appuntamento, interessante il quadro competitivo presentato da Emanuele Cordone, Partner della Practice Automotive di AlixPartners, che restituisce la misura della pressione sul settore. Nel 2026 l’automotive europeo registra per la seconda volta il livello di disruption più alto tra le industrie considerate, con un indice pari a 74. Nel campione analizzato, il 60% ritiene di essere superato dai concorrenti cinesi, ma a pesare sono anche i tempi: sviluppare un nuovo prodotto richiede circa 20 mesi in Cina contro i 40 in Europa, con un vantaggio di costo stimato nel 35%. La competizione si riflette sui margini e sull’utilizzo degli impianti: la redditività delle case europee è indicata al 7,8% di EBITDA e sarebbe stata del 9% in assenza dei dazi, mentre i fornitori si attestano intorno all’11%. La capacità produttiva utilizzata solo in parte apre intanto spazi per gli investimenti cinesi in Europa: secondo le stime richiamate da Cordone, nel 2030 un’auto su tre venduta nel mondo sarà cinese. Gli OEM cinesi prevedono inoltre di rinnovare dal 50 al 100% dei volumi in tre anni, contro il 22-34% dei costruttori tradizionali.
“L’intelligenza artificiale - ha spiegato Cordone – è insieme fattore di discontinuità e opportunità d’investimento. Ma la crescita non può contare soltanto su nuove tecnologie: appena il 20% degli operatori indica il prodotto tra le leve su cui puntare”. A margine, Carlo Fidanza, Capo Delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo e Membro della Commissione TRAN (Trasporti e turismo) sempre del Parlamento Europeo, ha riconosciuto che il pacchetto europeo ha aperto una finestra, ma ha giudicato insufficienti le scelte della Commissione UE sulla CO2.

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