lunedì 10 aprile 2023
"Per ricaricarla si usano fonti fossili, con attese lunghe, costi altissimi e usando le poche colonnine disponibili": nulla di ciò è vero. Una guida di Jaguar Land Rover spiega perché
L'auto elettrica continua a dividere l'opinione pubblica

L'auto elettrica continua a dividere l'opinione pubblica - ©vegefox.com - stock.adobe.com

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I cavalli di battaglia dei nemici della mobilità elettrica sono più o meno sempre gli stessi. Così senti ripetere spesso che "per ricaricare le auto 100% a batteria si usano quasi esclusivamente carburanti fossili". Oppure che "i tempi delle ricariche sono lunghissimi". O ancora, che "i costi dell'energia elettrica rendono un pieno di corrente costoso come un pieno di carburante tradizionale". E le colonnine poi? "In Italia sono pochissime e insufficienti". Peccato (o per fortuna, a seconda dei punti di vista) che nessuna di queste affermazioni sia vera.

La moda delle fake news insomma non risparmia nemmeno questo tema. Ed è un peccato, perchè se da un lato sono assolutamente esagerati (almeno al momento) l'entusiasmo e l'intransigenza talebana con cui i tifosi dell'elettrico puro dipingono un'alimentazione che resta problematica, dall'altro è giusto dare informazioni veritiere per consentire a tutti di farsi un'opinione corretta. Così, proprio nel pieno della transizione ecologica, un marchio automobilistrico scende in campo direttamente: Jaguar Land Rover infatti ha pubblicato la seconda parte di una guida in 20 capitoli redatta apposta per combattere le false notizie sulle auto elettriche. Il libro digitale s'intitola "Sfatiamo le Fake News sull’auto elettrica (Atto secondo)", e punta a contrastare un fenomeno in crescita di mala-informazione che ha condizionato anche il dibattito politico.

Il piccolo manuale è scaricabile al link: https://www.jaguar.it/Fake-news-elettrico.html e ha uno scopo essenzialmente informativo. Il marchio britannico di proprietò indiana si è già dichiaratamente sbilanciato verso la mobilità esclusivamente elettrica: entro la fine del decennio, le famiglie Range Rover, Defender e Discovery avranno ognuna un modello totalmente elettrico, mentre Jaguar già entro il 2025 produrrà solo vetture 100% elettriche. Tuttavia con questa pubblicazione non prende posizioni, ma vuole contribuire a promuovere un cambiamento culturale sostenibile basato sulla conoscenza. Contrastando cioè, con dati comprovati ma in una forma leggera e divulgativa, con numeri e statistiche, le tante credenze sbagliate e luoghi comuni sulla mobilità elettrica. Gli argomenti da confutare vanno, dal classico "la corrente non basterà mai per tutte auto in circolazione qualora diventassero elettriche" al "non abbiamo le colonnine per caricarle tutte", passando per "le elettriche inquinano più delle altre" e molto altro ancora.

Ecco allora la puntualizzazione sul fatto che, quanto alle fonti per produrre l'energia utile per ricaricare le auto, secondo lo studio European Electricity Review pubblicata dal think tank energetico Ember sulla produzione di elettricità in Europa, nel 2022 la generazione da fonti rinnovabili – eolico e solare (22%) – ha superato la generazione da gas (20%). Oppure che i tempi di ricarica per le auto elettriche si riducono sempre più grazie alle colonnine Fast Charge che, nel caso delle versioni a 400 kW, consentono alle auto predisposte di fare “il pieno” (all'80% della capacità) in circa 20 minuti, e prendere in poco più di 5 minuti l’autonomia per percorrere 100 km. Di queste super-colonnine in Italia ne arriveranno 21.000 entro il 2024, e sarà grazie agli incentivi previsti dal PNRR-Piano Nazionale diRipresa e Resilienza, che prevede fino al 40% di contributi a fondo perduto su uno stanziamento complessivo di 741,3 milioni di euro.

Sono in molti poi a sostenere che oggi caricare un’auto elettrica sia costosissimo. Il che è vero, il costo dell’energia si è alzato ancora, "ma rimane sempre - sostiene la pubblicazione - mediamente al di sotto di un 30% rispetto a quanto si spende per i carburanti tradizionali". Secondo quanto dice il manuale di Jaguar Land-Rover "non si può insomma ignorare il concetto di base che – a proposito di costi – con le auto elettriche è possibile realizzare una perfetta economia circolare, e con le auto diesel o benzina no. Basta dare una seconda vita alle batterie e creare impianti di stoccaggio dell’energia, così da aiutare a compensare i picchi di consumo e a rendere la produzione stessa dell’energia elettrica più efficiente". Quando si parla di costo dell’elettricità inoltre "non va fatto mai riferimento all’energia elettrica acquistata da un cliente domestico con un prezzo volatile. Occorre sempre tenere conto di coloro che hanno una tariffa bloccata e dei clienti (che ormai superano il milione di autoproduttori) che, grazie a un impianto fotovoltaico, azzerano o abbattono i costi dell’energia, ma anche di chi usufruisce di una tariffa flat per la ricarica pubblica, ovvero di un piano soggetto ad abbonamento in cui a fronte di una spesa fissa viene offerto al cliente un pacchetto di ricarica (utilizzabile anche in roaming tra i principali operatori). Con gli abbonamenti flat, infatti, le tariffe restano comprese tra i 0,31 e i 0,35 €/kWh".

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