lunedì 3 luglio 2023
La proposta di legge delle opposizioni incontra il no del governo: ecco cosa prevede e quali sono le posizioni in campo
I lavoratori dell'agricoltura sono interessati al dibattito sul salario minimo

I lavoratori dell'agricoltura sono interessati al dibattito sul salario minimo - .

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Salario minimo, perché se ne (ri)parla adesso?

Perché la scorsa settimana le opposizioni di centro-sinistra (con l'eccezione di Italia viva) hanno presentato una proposta di legge per la sua introduzione in Italia. La proposta, articolata in sette punti, prevede una soglia minima di 9 euro lordi l’ora, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori “poveri” che attualmente hanno una retribuzione inferiore e in molti casi non sono coperti da contratti collettivi.

In quali Paesi in Europa è previsto il salario minimo?

L’Italia è tra i pochi Paesi a non prevedere un limite minimo di retribuzione, le fanno compagnia altri cinque Paesi dell’Unione: Danimarca, Austria, Finlandia, Svezia e Cipro. In sei Paesi il tetto è superiore a quello ipotizzato in Italia: Lussemburgo, Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi e Irlanda che viaggiano in un range tra i 13 e gli 11 euro.

Quali e quanti sono i lavoratori interessati?

Secondo i dati Inps sono circa 4,6 milioni i lavoratori che non arrivano ai 9 euro lordi previsti dalla pdl se non si tiene conto dei ratei di tredicesima e Tfr. Conteggiando queste ultime voci, invece, al di sotto dei 9 euro si collocano 1,9 milioni di dipendenti. Le categorie in cui i salari sono più bassi sono quelle dei lavoratori domestici e dell’agricoltura, con il 35% dei braccianti sotto la soglia minima.

Chi sostiene il salario minimo?

Il fronte politico che sostiene il salario minimo è variegato e riunisce tutte le opposizioni con l’eccezione di Italia Viva: dal Pd al M5S, da Azione a Avs e +Europa. Per la segretaria del Pd Elly Schlein si tratta di una proposta forte, innovativa che non vale solo per i lavoratori dipendenti ma anche per i parasubordinati e gli autonomi. L’obiettivo è quello di evitare lo sfruttamento dei lavoratori. Per il presidente del M5S Giuseppe Conte il governo, che ha già smantellato il reddito di cittadinanza e precarizzato i rapporti di lavoro non si rende conto dell’incremento del disagio sociale. Secondo il centro-sinistra il salario minimo sarebbe soprattutto a vantaggio delle donne: il 23,3% delle lavoratrici vedrebbe crescere il proprio stipendio in base ad uno studio dell’Inapp. Per Carlo Calenda si tratta di "una norma di assoluto buonsenso".

Chi ritiene il salario minimo una misura non necessaria?

La maggioranza ha serrato i ranghi chiudendo la porta al dialogo. La premier Giorgia Meloni in un’intervista al Corriere della Sera riprende la posizione già espressa dal ministro del Lavoro Elvira Calderone: “Non sono convinta che al salario minimo si possa arrivare per legge”. L’approccio del governo, ha aggiunto Meloni “va nella direzione di favorire una contrattazione collettiva sempre più virtuosa, investire sul welfare aziendale, agire su agevolazioni fiscali e contributive, stimolare i rinnovi contrattuali”. Di salario minimo collettivo ha parlato il ministro degli Esteri Antonio Tajani: "Noi di Fi ci rifacciamo al testo dell'Ue: il salario minimo per legge bisogna applicarlo quando non c'è una contrattazione collettiva con percentuali oltre l'8'%. Questo non è il caso dell'Italia, si può decidere che ci sia il salario minimo collettivo, da utilizzare per tutti i lavoratori che non hanno un contratto collettivo".

La posizione dei sindacati

I sindacati sono divisi su utilità dell’introduzione del salario minimo. La Cisl è storicamente contraria. "Noi pensiamo che il salario minimo in questo Paese vada fatto, ma con i contratti non con la legge, perché rischiamo di creare alibi e pretesti alle imprese che a quel punto possono decidere di uscire dall'applicazione dei contratti e determinare una spirale verso il basso della dinamica delle retribuzioni" ha spiegato il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. Per il segretario generale della Cgil Maurizio Landini invece il salario minimo è uno strumento indispensabile. "Tutti i lavoratori, dai subordinati agli autonomi a partita Iva, devono avere gli stessi diritti e le stesse tutele. Milioni di persone hanno paghe orarie sotto i nove euro e non è più accettabile. C'è stata poi una crescita dei cosiddetti contratti pirata, quindi credo che questi due temi debbano essere affrontati insieme", ha dichiarato. Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, sottolinea che il salario minimo serve. “La sensazione che abbiamo è che la politica sia distante dalla realtà e non riesca a rappresentare quei ragazzi che oggi guadagnano pochissimo, vivendo in una situazione di precarietà. Noi rappresentiamo quelli".

Le altre posizioni in campo

Il dibattito è aperto a 360 gradi anche se per molti si tratta di una questione ideologica. Da Confindustria arriva il via libera al dialogo: "Se vogliamo parlare di salario minimo con una soglia di 9 euro non è un problema di Confindustria. I nostri contratti sono tutti superiori. Non c'è un veto anzi è una grande sfida ed entriamo nel pieno dei temi" ha detto il presidente Carlo Bonomi. Tra gli effetti dell'introduzione del salario minimo, secondo l'ex presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, ci sarebbe un aumento dell'offerta di lavoro, con minore difficoltà per le imprese a trovare dipendenti nei settori della ristorazione, del turismo e del tempo libero, una crescita dell'occupazione femminile e un aumento della natalità. Ne conseguirebbero una riduzione della disuguaglianza misurata dall'indice di Gini dell'1,5% e un calo della povertà relativa del 2%. L'impatto sulle entrate dello Stato vedrebbe un aumento del gettito di 1,5 miliardi tra maggiore Irpef incassate e minori uscite per sussidi. Dalle Acli arriva una considerazione a margine che ribalta il problema: sarebbe opportuno mettere un tetto anche ai salari massimi. “Accanto al salario minimo andrebbero individuate anche soglie di guadagno massimo consentito per limitare gli esagerati compensi, oltre a rendite e super profitti, di manager e speculatori” ha sottolineato il vice-presidente Stefano Tassinari.

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