Con l’IA (e Avvenire) ai confini dell’umano
di Fabio Pizzul
A Milano mercoledì 25 marzo alle 18 dialogo tra don Luca Peyron e Gigio Rancilio, moderati da Fabio Pizzul, sulle grandi domande dell’Intelligenza artificiale organizzato da Avvenire insieme a Fondazione Ambrosianeum e Ucsi Lombardia. Appuntamento nella sede Ambrosianeum in via delle Ore 3

Di fronte all’avanzata dell’Intelligenza artificiale c’è chi comincia a parlare di “cognitive surrender”, resa cognitiva, ovvero la rinuncia a pensare, delegando ogni sforzo di ragionamento ai sistemi di IA. Per questo, riflettere di IA non è più questione da specialisti, ma interpella chiunque voglia interrogarsi sulle dinamiche che governano le nostre relazioni.
Per una realtà come Fondazione Ambrosianeum, nata a Milano nell’immediato dopoguerra per offrire un contributo di pensiero cristianamente ispirato al complicato percorso di ricostruzione dopo il buio periodo del fascismo e le distruzioni della guerra, ragionare oggi di Intelligenza artificiale non è una stranezza ma una sorta di obbligo morale. Le conseguenze della resa cognitiva, o anche della semplice delega temporanea del proprio pensiero all’immensa capacità di calcolo del mondo digitale, finisce per diventare una messa in questione dei fondamenti del pensiero che ha costruito la nostra compagine sociale, anche attraverso il contributo delle grandi tradizioni di pensiero che hanno costruito la nostra Costituzione.

Fondazione Ambrosianeum nasce nel 1946 su impulso dell’allora arcivescovo di Milano cardinale Ildefonso Schuster e su iniziativa di esponenti del mondo cattolico ambrosiano come Giuseppe Lazzati e il senatore Enrico Falck, che videro, prima di altri, la necessità di costituire, nel cuore della città, un presidio di dialogo e approfondimento culturale ispirato alla tradizione cristiana. Negli anni, Fondazione Ambrosianeum, che ha trovato sede in una suggestiva struttura del tardo Cinquecento costruita come scuderia dell’Arcivescovado e utilizzata a quello scopo fino ai primi del Novecento, si è sempre cimentata in riflessioni e iniziative che si sono interrogate sulle nuove frontiere del pensiero e della tecnica. Non è un caso che, tra i principali protagonisti della sua storia ci siano stati docenti degli atenei milanesi, a partire dall’Università Cattolica, e illustri esponenti del mondo produttivo cittadino e lombardo.
Per Fondazione Ambrosianeum riflettere sull’Intelligenza artificiale in collaborazione con Avvenire, Vita e Pensiero e l’Unione Cattolica Stampa Italiana è una bella opportunità per alzare e allargare lo sguardo. L’occasione offerta dall’appuntamento di domani, 25 marzo (alle 18, via delle Ore 3, Milano), è particolarmente interessante per diverse ragioni, che hanno a che fare soprattutto con il profilo dei relatori coinvolti. Don Luca Peyron e Gigio Rancilio offrono un interessante mix tra approfondimento teologico e accademico e lo sguardo positivo verso l’impegno concreto nella declinazione quotidiana della pratica dell’Intelligenza artificiale, tra impegno comunicativo, visioni di futuro e attenzioni pastorali. Se il nostro tempo propone continui salti in avanti dal punto di vista tecnologico, ha bisogno anche di salti in alto, per inserire le nuove possibilità della tecnica in una prospettiva nuova, diversa, viva e vera di noi stessi e del mondo. L’Intelligenza artificiale può, allora, essere la tecnica che ci permette quel salto in alto. Dopo il telescopio e il microscopio, l’IA può essere un “macroscopio” che allarga potenzialmente il nostro sguardo, apre l’orizzonte, oltre la siepe. Purché non ci si metta nell’ottica della “resa cognitiva” e si colga la sfida di un’IA capace di non trascurare la dignità e il valore delle persone.
Fabio Pizzul è presidente della Fondazione Ambrosianeum di Milano (www.ambrosianeum.org)
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