mercoledì 24 gennaio 2018
Il ministro del Lavoro Poletti e il sottosegretario Bobba fanno il punto sullo stato di attuazione della misura e commentano i dati Istat relativi al 2015
Più occupati e volontari nel Terzo settore

Due anni di lavoro per emanare i molti decreti legislativi che hanno di fatto avviato al decollo la riforma del Terzo settore. Un lavoro articolato, quello svolto da Governo e Parlamento, con con la legge delega 106 del 2016 ha riordinato il comparto, compreso il servizio civile, per creare le condizioni di un rilancio. Il ministro del lavoro Giuliano Poletti e il sottosegretario Luigi Bobba fanno il punto sulla complessa riforma, annunciando la nomina dell’organo di gestione della Fondazione Italia sociale, e quella prossima del Consiglio nazionale del terzo settore. Per il 5 per mille confermati 500 milioni per il 2018, mentre sono circa 60 quelli impegnati in progetti degli enti. E in caso di intoppi giuridici, comunque, il governo non esclude decreti correttivi.

Poletti dunque rivendica con orgoglio il valore dell’azione di riordino: «Governo e Parlamento – dice – lasciano un’importantissima riforma che dà un inquadramento generale a questa materia e che consegna a tutti i volontari, e a tutte quelle persone che nella società agiscono per il bene della comunità, un quadro di riferimento certo, un aiuto ai cittadini che vogliono fare donazioni, più garanzie ai lavoratori che agiscono in questo contesto». Per aiutare «questo settore a crescere, ma in un quadro di regole e trasparenza».

I numeri confermano le parole del ministro sulla crescita del Terzo settore, in controtendenza in anni di crisi. L’Istat registra oltre 336 mila (336.275) istituzioni non profit a fine 2015 (+10% rispetto al 2011), 789 mila dipendenti e 5 5 milioni di volontari (rispettivamente +15% e +16% rispetto al 2011). Quasi l’80% agisce grazie all’apporto di volontari, mentre le organizzazioni che impiegano dipendenti sono oltre 55 mila, oltre il 16% di tutte le realtà non profit. E più della metà risiedono nell’Italia settentrionale. I dati emergono dal primo censimento permanente Istat sulle istituzioni non profit attive in Italia. «Dati molto positivi », commenta Poletti, considerando che in un contesto difficile come quello di questi anni «c’è stata una dinamica di incremento di tutti gli indici». Dall’approvazione della legge delega la riforma si è con- cretizzata attraverso cinque decreti attuativi, specifica il sottosegretario al lavoro Luigi Bobba, mentre altri dieci atti normativi sono stati adottati: «Buona parte degli adempimenti di natura normativa – spiega – sono stati completati e sono stati impegnati circa 60 milioni in progetti degli enti associativi». Bobba fa sapere poi che «è stato nominato l’organo di gestione della fondazione Italia sociale, quindi anche questa struttura può partire. E sono in dirittura d’arrivo sia il Consiglio nazionale del terzo settore, che darà un’ampia voce a questo mondo, sia la fondazione che fungerà da organo di controllo dello sviluppo dei centri di servizio del volontariato».

«Particolarmente importante la giornata del 1° febbraio quando all’interno di Telefisco – spiega ancora Bobba – l’Agenzia delle Entrate risponderà alle tante domande e dubbi sollevate sulla parte del fisco. Altri provvedimenti sono in corso di preparazione, continuiamo a lavorare in modo da arrivare a completare o comunque avere il massimo di atti amministrativi prima della conclusione della legislatura».

Obiettivo della riforma, ricorda Bobba, «era un riordino complessivo della materia con una semplificazione e un sostegno alle realtà che generano coesione sociale». Rispetto alla possibilità di decreti correttivi Bobba precisa che «i decreti non sono dogmi di fede e se ci sono elementi da correggere e da integrare il governo procederà». Il sottosegretario specifica che dei 60 milioni erogati, quasi 34 finanziano 78 progetti del terzo settore, 26 vanno alle Regioni che sostengono progetti di realtà operanti a livello territoriale e circa 7 sono destinati all’acquisto di autoambulanze e attrezzature per attività sanitarie. Attivo anche il social bonus che – come l’art bonus – permette di destinare beni immobili inutilizzati del Demanio, dei comuni o confiscati alla criminalità per attività di enti del terzo settore, incentivando i finanziamenti da parte dei cittadini e delle imprese. Tra gli atti normativi in fase di elaborazione il decreto ministeriale che definisce modalità e termini per accesso al reparto del 5 per mille. Risorse che, assicura Bobba, «sono strutturali e quindi anche per il 2018 sono disponibili 500 milioni».

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