sabato 30 settembre 2017
Documento con l’impegno per «adottare un approccio inclusivo al mercato del lavoro, per assicurare che nessuno sia lasciato indietro».
G7 Lavoro: attenzione ai più deboli. Ancora scontri tra polizia e antagonisti

Attenzione ai più deboli con l’obiettivo di dare un lavoro dignitoso a tutti. Il messaggio è arrivato forte e chiaro, nonostante il rumore dei petardi e delle bombe carta di oltre un migliaio di manifestanti che ieri hanno circondato, alle porte di Torino, la Reggia di Venaria sede del G7 Lavoro.

I Ministri dei Sette Grandi hanno messo a punto un documento che contiene l’impegno per «adottare un approccio inclusivo al mercato del lavoro, con particolare attenzione ai più deboli della nostre società, per assicurare che nessuno sia lasciato indietro». Attenzione particolare, inoltre, all’impatto dell’innovazione e delle nuove tecnologie sul mondo del lavoro e soprattutto sui «gruppi sociali particolarmente esposti alla perdita di un impiego e alla riduzione dei salari», come disabili, donne, giovani, lavoratori "maturi" o meno qualificati.

Una conclusione che piace al Ministro del Lavoro italiano, Giuliano Poletti, che ieri sera ha spiegato: «Abbiamo cercato di costruire l’idea che per affrontare i grandi cambiamenti che abbiamo di fronte, dall’innovazione alle nuove tecnologie e alla digitalizzazione, non può bastare l’impegno di una parte, bisogna far interagire soggetti diversi». Di fronte alla «portata rilevantissima dei cambiamenti di che abbiamo di fronte c’è bisogno di cambiare anche il modello di governance, il modo di affrontare le problematiche». Tutti sono chiamati in causa, quindi, dalle imprese ai sindacati alle istituzioni.

L’orientamento dei ministri del lavoro di Italia, Germania, Francia, Giappone, Gran Bretagna, Stati Uniti deriva dalla constatazione che, si legge nel documento finale, «i nostri mercati del lavoro stanno vivendo grandi trasformazioni guidate dalla globalizzazione, dall’automazione dalla digitalizzazione, dai cambiamenti demografici ed alla migrazione internazionale».

Tutto con un occhio particolare ai giovani, verso i quali i ministri promettono di rafforzare gli «impegni per fornire le competenze appropriate e per adottare politiche efficaci a sostenere la transizione dalla scuola al lavoro». Spazio anche alle politiche per «conciliare vita professionale e familiare, rafforzando i servizi di assistenza e promuovendo politiche familiari».

Promesse importanti, dunque, per arrivare a realizzare le quali i paesi del G7 hanno deciso di lanciare il Forum G7 del lavoro del futuro, una piattaforma per condividere le nostre strategie, scambiare buone pratiche ed esperienze. Il forum sarà gestito dall’Ocse, in collaborazione con l’Oil e coinvolgerà i responsabili politici le parti sociali, gli analisti dell’innovazione e altri attori.

Ma il terzo G7 della settimana torinese che ha fissato forse gli impegni più importanti dal punto di vista sociale, si è concluso in mezzo ai gas lacrimogeni, ai petardi sparati ad altezza uomo e alle bombe carta. Il bilancio provvisorio della giornata di contestazione è stato di un fermo tra i dimostranti di Reset G7, e otto feriti tra le forze dell’ordine. Secondo le prime informazioni circolate nelle ore della protesta, tra i feriti c’è un agente della Digos di Torino, percosso alla testa e portato all’ospedale Cto. Un carabiniere del reggimento Lombardia e due agenti del reparto mobile di Milano sono stati invece feriti dal lancio delle bombe carta. Tre manifestanti sono stati temporaneamente trattenuti per essere identificati quando hanno, con una finta ghigliottina, decapitato i pupazzi raffiguranti Poletti e Matteo Renzi. A sera la tensione era ancora alta, con il corteo che fatto dietrofront si è diretto nuovamente verso Torino.

Alle delegazioni del G7 Lavoro si è anche rivolto l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, che come capo della Conferenza Episcopale del Piemonte, ha ricordato i molti “Santi sociali” piemontesi e sottolineato l’esigenza “di svolgere gli incontri in programma a vantaggio di tutto l’uomo e di tutti gli uomini, ponendo attenzione non solo agli interessi produttivi, commerciali ed economici, ma anche al grido dei più poveri e della nostra madre terra”.


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