Leapmotor B05, l’elettrica cinese che vuole diventare l’auto di famiglia

A 22.900 euro offre spazio, comfort, consumi contenuti e qualche difetto. L'abbiamo provata per capire se prezzo e autonomia possono renderla una scelta concreta
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September 15, 2026
Leapmotor B05, l’elettrica cinese che vuole diventare l’auto di famiglia
La nuova Leapmotor B05
La grande facciata della fabbrica di Mirafiori è impacchettata. Lavori in corso nello stabilimento simbolo, un piccolo cantiere nel gigantesco cantiere strategico e industriale Stellantis da cui ormai capita spesso di veder uscite auto Made in China del partner Leapmotor. L’ultima è la B05, presentata a giugno e candidata a diventata Car of the year 2027. L’abbiamo provata nella versione con batteria da 67,1 kWh (l’altra è da 56,2), con l’obiettivo di capire se possa ambire al ruolo di auto da famiglia “media”. Media per numero di componenti (tre persone), per esigenze (spostamenti quotidiani e qualche viaggio ogni tanto) e per capacità di spesa, visto che al momento si parte dai 22.900 euro (prezzo promozione), barriera d’ingresso decisamente più bassa delle pari gamma sempre elettriche.
Il primo impatto è decisamente gradevole, già in sede di design si coglie lo sforzo di “pensare” l’auto per il mercato europeo: linee sportive, ispirate a una coupè, ma sobrie, credibili. L’auto si nota ma non si fa notare. Anche l’interno trasferisce solidità e spaziosità: la larghezza di 1.880 mm, tipica di un suv medio-grande, probabilmente gioca un ruolo decisivo anche perché i volumi interni non sono “ingombrati” inutilmente ma privilegiano linee semplici e una dotazione essenziale, che dà sportività ed eleganza senza compromettere la dotazione complessiva. Sensazioni che si provano anche alla guida, divertente e brillante senza penalizzare il comfort dei passeggeri (anche nei sedili posteriori). Il display centrale da 14,6 pollici è in grado di catalizzare l’attenzione di tutti i passeggeri sulle funzioni fondamentali, senza confonderli con opzioni o software troppo complessi. Non comodissima la chiave a scheda, che non consente l’apertura a distanza (per cui occorre usare l’app), e ancor meno facile la gestione del bagagliaio: la capienza di 345 litri offre spazio giusto per le borse di un week end, ma se si viaggia in tre si potrà sfruttare l’ampio mezzo sedile posteriore.
E così arriviamo ai consumi. Che per una famiglia media sono una voce fondamentale e un criterio di scelta determinante con benzina e diesel ormai stabilmente sopra i due euro al litro. I consumi dichiarati sono di 15,9 kWh per 100 chilometri, in autostrada è facile superare i 19 kWh dichiarati, in città e soprattutto fuori le prestazioni compensano. Sul costo di una ricarica incidono innumerevoli fattori, come noto: durante la prova – effettuata per lo più in autostrada – abbiamo calcolato un costo medio di dieci centesimi a chilometro, ma con uso misto e qualche accortezza in più nelle ricariche l’impressione è che si possa scendere di molto. Con effetti non indifferenti sul conto economico della vettura e di chi la possiede. Anche perché la velocità di ricarica (20 minuti, verificati, per passare dal 30 al 75%), insieme a un’infrastruttura ormai capillare rendono gli spostamenti più lunghi del tutto comparabili a quelli non elettrici, con le sole accortezze di partire carichi e di organizzare una o più tappe precauzionalmente ogni 250 chilometri (se si viaggia in autostrada). Ultima nota, per i più piccoli: il tetto panoramico con la tendina a scomparsa è garanzia di divertimento per chi viaggia dietro, che potrà godere anche di un ampio bracciolo. In compenso, farà un po’ fatica ad allacciare le cinture.

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