Emma Bonino, mio padre Carlo Casini, lo scontro sull'aborto e la Misericordia di Dio
La contraddizione tra lottare contro la pena di morte e insieme per il diritto di eliminare un bambino non nato. Di fronte alla morte della leader radicale, prevalga l’affidamento alla Misericordia del Padre, Signore della Vita; Misericordia di cui tutti abbiamo bisogno

Avrei preferito non scrivere nulla sulla morte di Emma Bonino. Di fronte alla morte di una persona con la quale si sono vissute profonde divergenze culturali e ideali, penso che il silenzio e la preghiera siano più eloquenti di molte parole. Sono però in tanti ad avermi chiesto un pensiero, un commento, una opinione, in quanto presidente del Movimento per la Vita italiano e “figlia di Carlo Casini” che conobbe Emma Bonino sul terreno dell’aborto procurato nel clima incandescente degli anni Settanta: lei giovane convinta militante del Partito Radicale, che tanta parte ebbe nell’attività della clinica fiorentina degli aborti clandestini all’insegna dell’«utero è mio e lo gestisco io»; lui giovane pubblico ministero che promosse l'azione giudiziaria per procurato aborto e associazione a delinquere che portò al mandato di cattura nei confronti di lei (come anche di Adele Faccio e Gianfranco Spadaccia). Una vicenda che nel tempo ha portato Emma a diventare un personaggio sempre più conosciuto per le sue battaglie cosiddette “civili” e Carlo scoprire la vocazione a difendere e promuovere il valore della vita umana a ogni livello e in ogni ambito della società e anche, quindi, nella politica. «Se lo Stato può rinunciare alla sanzione penale – diceva – non deve rinunciare a tutelare il figlio che vive e cresce nel grembo della mamma condividendo le sue difficoltà e superandole insieme a lei. Questo significa anche stare dalla parte delle donne e tutelare davvero la maternità».
Come siano andate le cose è più o meno a tutti noto: da un lato l’approvazione della legge 194 sull’aborto e i tentativi radicali per renderla ancora più iniqua attraverso il referendum, le ulteriori spinte per corrompere i diritti dell’uomo tramutandoli in pretese individualistiche; dall’altro la nascita del primo centro di Aiuto alla vita a Firenze (Cav), il Movimento per la Vita, la proposta di legge popolare sull’accoglienza della vita umana e la tutela sociale della maternità, la moltiplicazione dei Cav, delle Case di Accoglienza, il referendum per la vita per evitare che il popolo italiano si trovasse di fronte alla terribile alternativa tra l’abortismo radicale e quello della 194, la nascita di Progetto Gemma e Sos Vita, la difesa degli obiettori di coscienza e tante, tantissime altre iniziative sul piano culturale, sociale, politico per rendere autentici i diritti dell’uomo, rendere libere le donne dai condizionamenti che le spingono all’aborto, riconoscere la dignità umana che splende in tutti e in ciascuno dal concepimento alla morte, affermare sempre più pienamente il principio di uguaglianza.
Se dunque è difficile sottrarmi alla richiesta di scrivere pensando a Emma Bonino, tuttavia non è un compito facile: non voglio tradire la realtà storica, né sottovalutare i danni fatti in Italia, e non solo, dalla mentalità divorzista, abortista, eutanasica di cui Emma Bonino è stata paladina. Una mentalità che “settorializza” la vita umana, con contraddizioni e incoerenze difficili da ignorare. Si inneggia alla pace e si fa la guerra ai più fragili; si lotta contro la pena di morte e si sostiene il diritto di uccidere chi non è ancora nato; si combatte la fame nel mondo e si calpestano i “più poveri dei poveri”, i concepiti; si promuovono i diritti e la libertà delle donne, ma guai a chi opera per il diritto e la libertà delle donne di far nascere i propri figli... Se il Movimento per la Vita mette l’accento sull’uomo che comincia a esistere, lo fa proprio perché lo sguardo sul bimbo non ancora nato illumina il valore di tutta la vita e quello sulla relazione madre-bambino durante la gravidanza rafforza ogni solidarietà umana.
Di fronte alla morte di Emma Bonino, però, desidero fortemente che prevalga l’affidamento alla Misericordia del Padre, Signore della Vita; Misericordia di cui tutti abbiamo bisogno. Quando morì suicida Giorgio Conciani, il medico che praticava gli aborti nella clinica fiorentina di via Dante da Castiglione (quella stessa a cui partecipò e che favorì Emma Bonino), a mio padre fu chiesto un commento, e lui rispose così: «La Misericordia di Dio ha profondità inimmaginabili: questa è la mia speranza, non solo per Conciani, ma anche per me».
Emma Bonino ha rappresentato, per decenni, una cultura che ha tristemente inciso sulla nostra società; ha condotto battaglie che noi abbiamo contrastato e che continuiamo a ritenere gravemente lesive della dignità della vita umana e della famiglia. Di fronte al suo operato non sarebbe onesto, oggi, edulcorare i fatti o ignorare gli effetti negativi che quelle battaglie hanno avuto sulla società, sulla famiglia e soprattutto sulla tutela della vita umana più fragile. Ma una cosa è il giudizio sulle idee, sulle scelte, sulle leggi, sui fatti, sui comportamenti, sulle conseguenze storiche di una cultura; altra cosa è il giudizio sulla persona, e questo non appartiene a noi: le persone si salvano sempre.
Emma Bonino non è più davanti a noi. È davanti a Dio. E allora più che la memoria delle contrapposizioni, voglio che prevalga la preghiera e l’affidamento alla Misericordia del Signore della Vita. Non so quale sia stato il suo ultimo pensiero, né cosa sia accaduto nel segreto della sua coscienza. Dio lo sa. La speranza è che ci sia stato almeno un moto di conversione. E speriamo che entrando nella Verità e nella Misericordia di Dio, Emma possa finalmente vedere ciò che durante la sua esistenza terrena non ha riconosciuto: il valore infinito di ogni vita umana, anche di quella più piccola, più fragile, più indifesa, più socialmente in apparenza “irrilevante”.
Quando nel 2016, dieci anni fa, morì Marco Pannella, mio padre scrisse su “Avvenire” (20 maggio 2016, p.3): «Ora che Marco ha lasciato questo mondo non posso fare altro che pregare per lui: che il Signore della Vita lo accolga nelle Sue braccia misericordiose. Così potrà vedere senza contraddizioni il senso della vita umana e condividere quanto a tutti, e quindi anche a lui, ha detto Madre Teresa di Calcutta, che sarà proclamata Santa nell’Anno della Misericordia: “Quel piccolo bambino non ancora nato è stato creato per una grande cosa: amare ed essere amato”». La stessa preghiera è oggi per Emma Bonino.
presidente del Movimento per la vita
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