Accise e prelievi record: l'automobile per il fisco è una miniera d'oro

Il carico fiscale relativo alla motorizzazione italiana è di 83 miliardi di euro l'anno. L'Italia maglia nera in Europa: va allo stato il 60% del costo di un litro di gasolio
January 15, 2026
Accise e prelievi record: l'automobile per il fisco è una miniera d'oro
Per la prima volta in Italia il prezzo medio del diesel ha superato quello della benzina/ ANSA
Il primo gennaio scorso è scattato il riallineamento delle accise sui carburanti, con un incremento di 4,05 centesimi di euro del prezzo del diesel e un analogo calo per quello della benzina. Secondo l’analisi di Facile.it, realizzata sui dati della Commissione Europea, l’Italia è maglia nera in Europa per il peso di accise e tasse sul prezzo del gasolio che oggi rappresentano il 59% del prezzo pagato alla pompa.
Dati alla mano significa che, considerando un prezzo medio pari a 1, 644 euro al litro di diesel, poco meno di 1 euro a litro finisce in accise e IVA, importo che fa guadagnare all’Italia il primo posto (in negativo) in Europa anche nella graduatoria in valori assoluti. «Sorprende vedere come il prezzo medio per il diesel in Italia, al netto di accise e imposte, sia il terzo più basso d’Europa; ma se aggiungiamo queste due voci - le più alte del Continente - il conto finale schizza e posiziona il nostro Paese tra gli stati UE dove costa di più fare rifornimento di diesel», spiegano gli esperti di Facile.it
E' stato calcolato che per percorrere 10.000 km con una vettura alimentata a gasolio, un automobilista italiano spende, considerando solo accise e IVA, circa 533 euro, un tedesco 494 euro, un francese 480 euro, mentre per uno spagnolo il costo si ferma ad appena 341 euro, vale a dire il 36% in meno rispetto all’Italia.
Ma non pesa ovviamente solo sui carburanti il carico fiscale relativo alla  motorizzazione italiana, che nel 2024 si è attestata a 83,04 miliardi di euro (quasi il 4% del PIL nazionale), in crescita rispetto al 2023 (+4,5%). “Una cifra mai raggiunta prima – commenta Roberto Vavassori, Presidente di ANFIA. Dei tre momenti impositivi del ciclo di vita contributivo degli autoveicoli, è sempre quello relativo all’utilizzo a pesare maggiormente sul totale delle entrate tributarie derivanti dal settore, di cui rappresenta il 79,2%, superando i 65 miliardi di euro. Concorrono a realizzare una cifra così elevata voci di prelievo fiscale come quelle relative ai carburanti (39,73 miliardi) e all’IVA su manutenzione e riparazione, acquisto ricambi, accessori e pneumatici.  Al secondo posto si posiziona il gettito derivante dall’acquisto (versamento IVA, diritti MCTC e IPT), l’11,8% del totale, pari a 9,78 miliardi. Il gettito derivante dal possesso, infine, vale il 9% del totale, ovvero 7,48 miliardi (+3% rispetto al 2023), pari al totale dei versamenti del bollo auto.
Guardando al 2025, secondo le stime ANFIA, il carico fiscale sulla motorizzazione potrebbe rimanere pressocché stabile a 83 miliardi di euro, considerando che il mercato auto ha chiuso l’anno con una contrazione intorno al 2,5% sul 2024.

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