
Dopo i Paesi sudamericani del Mercosur, l’India e l’Australia nei mesi scorsi, l’Unione europea continua il suo “giro del mondo” e conclude le trattative per un accordo di libero scambio anche con le Filippine, nuovo tassello della sua strategia di diversificazione commerciale. La svolta è arrivata nelle prime ore del mattino, in seguito a una chiamata tra la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e l’omologo filippino Ferdinand Marcos jr. Bruxelles e Manila, in realtà, hanno raggiunto un’intesa di massima - precisa una nota della Commissione -, il che vuol dire che rimangono ancora dei profili tecnici da definire nelle prossime settimane prima di poter finalizzare il trattato. Per questo motivo, a Bruxelles non svelano ancora i dettagli né si sbilanciano sugli aspetti più sensibili, come ad esempio l’apertura del mercato europeo al tonno in scatola filippino. A Palazzo Berlaymont, quartier generale dell’esecutivo Ue (che in materia commerciale negozia a nome dei 27 Paesi membri), si contano però già i benefici della liberalizzazione. In particolare, ciò vorrà dire dazi zero su oltre il 97% dei volumi scambiati tra Ue e Filippine.
Con 113 milioni abitanti, il Paese sud-est asiatico costituisce un mercato chiave per gli esportatori europei, spiegano dalla Commissione, in particolare per macchinari, attrezzature di trasporto, medicinali e apparecchi medici, nel comparto industriale, e carne (maiale e pollame), prodotti lattiero-caseari e alcolici nel settore agroalimentare. Per il commissario al Commercio Maroš Šefčovič, l’accordo «manda un segnale chiaro: l'Ue sta rafforzando il proprio impegno nell'Indo-Pacifico», un’area geografica caratterizzata dal forte attivismo della Cina, mentre in parallelo Bruxelles negozia con il gigante asiatico per bilanciare gli squilibri commerciali. A proposito di presenza nella regione, prima delle Filippine, l’Ue aveva già concluso un’intesa commerciale con l’Indonesia esattamente un anno fa, mentre adesso «stiamo facendo passi avanti con la Thailandia, con lui la trattativa è la più avanzata, e stiamo portando avanti un intenso dialogo con la Malesia», ha spiegato il commissario.
I prossimi passi sono dietro l’angolo, ha precisato Šefčovič dopo una videochiamata con l’omologa filippina Maria Cristina Aldeguer-Roque: «Abbiamo incaricato le nostre squadre di concludere formalmente l'accordo nei prossimi mesi, affinché imprese e cittadini possano iniziare a beneficiarne il prima possibile». L’anno scorso, il valore di beni scambiati tra le due economie erano pari a 17,6 miliardi di euro; ma ora c’è «il potenziale per crescere ben oltre questo dato», indicano dalla Commissione. Tra i principali nodi del negoziato ci sono le disposizioni relative agli appalti pubblici: secondo l’esecutivo Ue, Manila aprirà per per la prima volta il mercato nazionale alle aziende straniere. L’intesa tutela le quasi 200 indicazioni geografiche protette dell’Unione e apre a una maggiore cooperazione sulle materie prime critiche, come nichel e rame, di cui sono ricche le Filippine e che sono indispensabili per la produzione delle tecnologie pulite.
Bruxelles e Manila avevano avviato le trattative per un accordo di libero scambio oltre un decennio fa, nel 2015, salvo interromperle due anni dopo principalmente per le preoccupazioni Ue sulla situazione dei diritti umani nelle Filippine per via della “guerra alla droga” avviata dall’allora presidente Rodrigo Duterte, oggi accusato di crimini contro l’umanità davanti alla Corte penale internazionale e detenuto preventivamente a L’Aia. I colloqui erano stati ripresi nel 2024, con Marcos jr alla presidenza, e in seguito a un viaggio di von der Leyen nel Paese che aveva come obiettivo proprio la riapertura del dossier.
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