Il potere delle immagini nei Sassi di Matera
La città lucana, Capitale mediterranea della cultura e del dialogo, ospiterà una residenza artistica che vedrà protagonisti gli abitanti nella realizzazione di un cortometraggio di Miquel Puddu Roca

Stavolta Matera non offre semplicemente quel set a cielo aperto che ha fatto innamorare registi di ogni epoca e latitudine (da Pier Paolo Pasolini a Mel Gibson, passando per Alberto Lattuada e Giuseppe Tornatore, fino a Cary Joji Fukunaga e Martin Scorsese, solo per citarne alcuni). Perché i protagonisti del progetto “In-Land”, una residenza artistica che la città dei Sassi ha attivato nell’ambito delle celebrazioni di “Matera 2026, Capitale mediterranea della cultura e del dialogo”, saranno gli abitanti di questa comunità - dal 1993 Patrimonio culturale dell’umanità Unesco e, nel 2019, Capitale europea della Cultura -: a loro toccherà il compito di accompagnare un autentico processo artistico (dal 28 settembre al 25 ottobre) e di costruire collettivamente un’opera cinematografica. Un cortometraggio che sarà firmato dal filmmaker, antropologo e musicologo spagnolo Miquel Puddu Roca. Un lavoro tra documentario e finzione, seguendo le tecniche del cosiddetto “cinema di comunità”, con un filo conduttore: le immagini del potere, il potere delle immagini.
Il progetto “In- Land” è parte del programma “Terre Immerse – Comunità creative euromediterranee”, promosso dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 (in collaborazione con il Comune), finanziato dal ministero del Turismo e dalla Regione Basilicata, e ideato dalla cooperativa sociale Ombre Meridiane. «Le ricerche, la scrittura della sceneggiatura e le riprese sul set - spiega il direttore di Ombre Meridiane, Ivan Moliterni - saranno organizzate in un percorso di partecipazione della città, per raccontare l’identità socio-culturale del Mediterraneo tra stratificazioni e isolamenti, attraverso i luoghi e le piazze, il centro e le periferie, le vite degli abitanti e dei visitatori».
Ente del Terzo settore, Ombre Meridiane progetta e realizza, a livello nazionale e internazionale, attività didattiche, educative e di alta specializzazione sui linguaggi del cinema, dell’audiovisivo e delle immagini, con focus dedicati alla lettura critica del territorio e del patrimonio culturale, e si occupa del contrasto alla dispersione scolastica e alla povertà educativa, realizzando itinerari di valorizzazione del cinema e dell’audiovisivo e di educazione visiva nelle scuole, rispondendo ai requisiti del Piano nazionale Cinema e immagini per la scuola promosso dai ministeri della Cultura e dell’Istruzione.
Oltre a Ombre Meridiane per il cinema, sono state selezionate altre nove organizzazioni del territorio, ciascuna impegnata in una residenza dedicata a settori differenti, insieme ad artisti provenienti dai Paesi dell’area euromediterranea, con una specifica attenzione per quella del Sud Europa e del bacino mediterraneo: dalla musica al sound design, dal fumetto all’artigianato, dal teatro alle arti visive, fino alla scultura e alla danza. «È un periodo storico che ha un bisogno enorme di dialogo interculturale e attenzione ai molteplici strati sociali - osserva la presidente di Ombre Meridiane, Mariangela Tantone -. Il cinema, in questo, può aiutare a entrare in contatto con il punto di vista dell’altro, con prospettive e sguardi diversi, come forma di convivenza e arricchimento dell’identità dei popoli».
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