«Il Pnrr spinge l'elettronica, ma preoccupa il dopo»

Il presidente Anie, Vincenzo De Martino: «Intelligenza artificiale e cyber security saranno sempre più determinanti per la competitività delle imprese».
Google preferred source
September 21, 2026
«Il Pnrr spinge l'elettronica, ma preoccupa il dopo»
Vincenzo De Martino, presidente della federazione italiana imprese elettriche ed elettrotecniche (Anie). ©
«Il Pnrr ha rappresentato una stagione straordinaria di investimenti e ha accelerato processi che non possono fermarsi con la conclusione del Piano. Ora dobbiamo proseguire su questa strada, evitando che venga meno la domanda generata». È il messaggio lanciato da Vincenzo de Martino, presidente di Anie – federazione nazionale imprese elettroniche ed elettrotecniche – all’apertura dell’assemblea pubblica dal titolo “Quale crescita dopo il Pnrr?” a Milano. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha mobilitato ad oggi 165 miliardi di euro, sostenendo la crescita di alcuni comparti strategici dell’industria italiana, a cui si aggiungeranno i 26 miliardi dell’ultima tranche prevista per il 31 dicembre di quest’anno. Ma è il post-Pnrr a generare incertezza. Il 79% degli associati Anie si dichiara molto o abbastanza preoccupato per gli effetti della conclusione del Piano sugli investimenti e sulla crescita economica del Paese, in assenza di ulteriori politiche e programmi di sostegno.
L’obiettivo della federazione è dare continuità agli investimenti oltre il Pnrr e trasformare l’esperienza degli ultimi anni in condizioni stabili per sostenere la crescita. A preoccupare è soprattutto il rischio di discontinuità, come emerge dalla survey realizzata da Anie Confindustria e Teha – società che si occupa di analisi di mercato – che ha coinvolto circa 200 aziende associate. Otto imprese su dieci hanno partecipato a progetti o gare collegati al Pnrr. Tra queste, il 60% ha preso parte a più di cinque iniziative e il 61% ha partecipato come fornitore o subfornitore. L'impatto sul business è stato significativo: per il 54% delle imprese i progetti e le gare legati al Pnrr hanno generato oltre il 10% del fatturato 2024-2025; per il 32% la quota ha superato il 20%.
Dall’esperienza del Pnrr emergono anche le criticità che le imprese chiedono di superare. Per il 52% degli associati Anie l’eccesso di burocrazia è stato il principale elemento di complessità nella partecipazione a progetti e gare, seguito dalla carenza di personale qualificato (32%) e dai tempi di autorizzazione (31%). Dati che riportano al centro il tema della capacità di attuazione, oltre a quello delle risorse
Cosa fare, dunque? Per De Martino, presidente Anie, la priorità è evitare un brusco rallentamento della domanda attuale e valorizzare il capitale guadagnato in questi anni. «Non dobbiamo ricominciare da zero, ma andare avanti da dove siamo partiti», ha sottolineato, indicando nella digitalizzazione, nell’automazione e nelle tecnologie produttive alcuni degli ambiti su cui concentrare gli investimenti. Intelligenza artificiale e cyber security saranno sempre più determinanti per la competitività delle imprese. Sarebbe decisiva, secondo il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, la creazione di un piano industriale ed energetico a livello europeo: «L’Europa è la grande assente nei tavoli in cui si discute di tecnologia», ha osservato Orsini, «Non abbiamo un mercato unico dell’energia quando il costo dell'energia oggi è fuori controllo. Oggi non si aprono politiche industriali europee dove c'è una visione rapida delle risposte». Per Orsini, è fondamentale non bloccare il circolo virtuoso di investimenti che si è creato grazie ai fondi del Piano. «Quello che noi stiamo dicendo è di cercare di fare in modo che ci possa essere un nuovo piano di rilancio in Italia». Una possibilità, secondo il presidente di Confindustria, potrebbe essere la mobilitazione di investimenti privati: «Ci sono oltre 1500 miliardi delle famiglie che non sono investiti e oltre 240 miliardi di fondi pensione. In questo momento il 70% va fuori dall’Europa come investimenti. Dobbiamo cercare di essere attrattivi e pensare di fare un grande progetto con cui, per i prossimi tre anni, garantire come una continuità del Pnrr».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire