Ecco l'identikit delle imprese esportatrici

Circa 20mila le aziende italiane con le carte in regola per andare all’estero. Nel III trimestre saldo positivo: +18.403. Aperte le candidature alla XIV edizione del "Premio Impresa Ambiente"
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November 5, 2026
Ecco l'identikit delle imprese esportatrici
Andrea Prete, presidente di Unioncamere
Le imprese italiane che esportano sono più produttive, investono maggiormente nell’innovazione e puntano di più sulla qualificazione del capitale umano. È il quadro che emerge dall’indagine condotta nel 2026 da Unioncamere e dal suo Centro studi Tagliacarne su 4.500 imprese. Il bacino individuato da Unioncamere conta circa 20mila imprese che avrebbero già tutte le carte in regola per esportare, ma ancora non hanno avuto l’opportunità di oltrepassare i confini nazionali. In rapporto alle aziende che già esportano nelle rispettive aree, il potenziale relativo è più ampio al Sud: 21 imprese potenzialmente esportatrici ogni 100 già esportatrici, contro 13 nel Centro-Nord. «L’obiettivo dell’accordo tra Unioncamere e Maeci- Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale è ampliare la platea delle imprese italiane che esportano e rafforzare la loro presenza sui mercati internazionali - ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Andrea Prete -. Esiste un potenziale di circa 20mila imprese che potrebbero avviare o sviluppare la propria attività sui mercati esteri. Su queste concentreremo la nostra azione, per accompagnarle nel percorso di crescita internazionale e favorirne l’accesso a nuovi mercati».
A parità di dimensione, settore e localizzazione geografica, le imprese esportatrici registrano una produttività del lavoro superiore di circa il 20% rispetto a quelle che non esportano. Già all’inizio dell’attività sui mercati esteri, la produttività aumenta di circa il 6% rispetto a quando l’impresa operava solo sul mercato domestico. Il vantaggio competitivo, che porta queste imprese ad avere migliori aspettative di crescita (un'esportatrice su tre si attende un aumento del fatturato nel 2027, contro il 22% delle non esportatrici), si riflette anche nelle scelte di investimento. Nel triennio 2026-2028, il 43% delle imprese esportatrici prevede investimenti in ricerca e sviluppo, contro il 16% delle non esportatrici. Per le tecnologie 4.0 le quote sono rispettivamente del 51% e del 28%, mentre per gli investimenti nella transizione verde si attestano al 47% e al 28%. Le imprese esportatrici mostrano inoltre una maggiore attenzione alle competenze: il 61% prevede di investire nell’aggiornamento professionale dei dipendenti, contro il 48% delle altre imprese. Una su cinque programma l’ingresso di lavoratori altamente specializzati, più del doppio rispetto alle non esportatrici (20% contro 9%). Anche nell’intelligenza artificiale il divario è evidente: la utilizza già il 26% delle esportatrici, contro il 19% delle non esportatrici.
Nel III trimestre saldo a +18.403
Tra luglio e settembre 2026 il Registro delle imprese delle Camere di Commercio ha chiuso con un saldo di +18.403 imprese (+0,32%), il più alto dal 2021 e in crescita sulle +16.920 del 2025. A spingerlo sono le iscrizioni (62.788, +2,5%), mentre le cessazioni (44.385, al netto delle cancellazioni d’ufficio) restano stabili. A fine settembre le imprese registrate sono 5.828.620. Lo rileva Movimprese, l'analisi trimestrale di Unioncamere e InfoCamere.  A sostenere la crescita sono soprattutto le società di capitali, che con un aumento di 14.529 unità (+0,73%), contribuiscono al 79% dell’aumento complessivo dello stock. Le ditte individuali crescono invece di 5.030, con un tasso di crescita dello 0,18% a fronte dello 0,12% del terzo trimestre 2025. Al contrario, le società di persone perdono 1.342 imprese, con un tasso di crescita del -0,17%, invariato rispetto allo stesso trimestre del 2025.
Commercio (+1.486 imprese), agricoltura (+798) e manifattura (+123) chiudono il trimestre in terreno positivo, a fronte del sostanziale stallo fatto registrare nello stesso periodo del 2025. Nel complesso, 18 dei 19 principali settori chiudono in crescita. In valore assoluto il contributo maggiore arriva da costruzioni (+3.435), alloggio e ristorazione (+3.389) e attività professionali, scientifiche e tecniche (+2.863). Insieme, i tre settori fanno segnare 9.687 imprese in più, oltre la metà del saldo complessivo.
Il ritmo di crescita più alto si registra però in comparti numericamente più piccoli. L'energia elettrica e il gas (+2,33%, pari a 364 imprese) e le attività finanziarie e assicurative (+1,49%, +2.281 imprese) guidano la graduatoria dei settori più dinamici. Seguono le attività editoriali e radiotelevisive (+1,17%) e quelle professionali, scientifiche e tecniche (+1,11%). In tutto sono sette i settori che crescono a un ritmo superiore allo 0,9%, quasi il triplo del tasso complessivo (0,32%). Tra questi ci sono sanità e assistenza sociale (+0,97%), attività artistiche e sportive (+0,94%) e telecomunicazioni e informatica (+0,93%). L'unico segno negativo nel trimestre estivo è quello delle attività estrattive: 17 imprese in meno (-0,52%) su uno stock di 3.227 unità.
Nel comparto artigiano il saldo del trimestre è positivo per 1.401 imprese, ma il tasso di crescita scende allo 0,11%, dal +0,15% del III trimestre 2025. La dinamica è sostenuta soprattutto dalle ditte individuali, che aumentano di 1.843 unità, e dalle società di capitali (+480), mentre le società di persone diminuiscono di 906 unità. A fine settembre le imprese artigiane registrate sono 1.225.910.
Tutte le quattro macro-aree italiane registrano dinamiche positive. Il Mezzogiorno mette a segno il saldo più consistente, con 6.521 imprese in più (+0,33%). Stesso tasso di crescita anche per il Nord-Ovest che chiude il trimestre con 4.979 imprese; leggermente più sensibile la crescita del Centro (+0,34% pari a 4.114 imprese in più). Meno dinamico (+0,25% ma in miglioramento rispetto al 2025) il Nord-Est, che aumenta il proprio stock di imprese di 2.789 unità.
Tra le regioni, la Lombardia registra il maggiore incremento in valore assoluto, con 3.852 imprese in più, davanti al Lazio (+3.035) e alla Campania (+2.632). Per tasso di crescita spiccano invece Valle d’Aosta (+0,55%) e, ancora, Lazio (+0,51%) e Campania (+0,46%). Tra le province, il saldo più consistente è quello di Roma (+2.521), seguita da Milano (+1.981) e Napoli (+1.448). Il tasso di crescita più alto è quello di Benevento (+0,60%), davanti a Roma (+0,57%) e Aosta (+0,55%).
Al via le candidature del Premio Impresa Ambiente
L’origine dell’iniziativa risale al 1987, anno in cui la Commissione europea lanciò l’European Business Award for the Environment per valorizzare le migliori pratiche aziendali di sostenibilità. Tale riconoscimento è giunto poi in Italia negli anni Duemila sotto il nome di Premio Impresa Ambiente. Nell’era dell’Antropocene, questo progetto si conferma di straordinaria attualità, ricordando come sia ormai indispensabile il contributo di ciascuno per contenere gli effetti e la portata del cambiamento climatico. Si sono aperte le candidature alla XIV edizione, promossa dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo con la collaborazione di Unioncamere.
Il Premio rappresenta il più importante riconoscimento nazionale dedicato alle imprese, agli enti pubblici e privati italiani ed esteri che abbiano dato un contributo innovativo a processi, sistemi, partenariati, tecnologie e prodotti in un’ottica di sviluppo sostenibile, rispetto ambientale e Responsabilità Sociale, nel solco degli obiettivi di sviluppo sostenibile di cui all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il Premio è aperto alle imprese – micro, piccole, medie e grandi - con sede in Italia e iscritte regolarmente alla Camera di Commercio territorialmente competente, o con sede all’estero e regolarmente iscritte a una Camera di Commercio Italiana all'Estero (CCIE) socia di Assocamerestero.
Tre le categorie di Premi:
● Migliore Gestione per lo Sviluppo Sostenibile, per le aziende che eccellono nella visione strategica e in un sistema di gestione in grado di assicurare un miglioramento continuo e un costante contributo allo sviluppo sostenibile, con obiettivi definiti e performance misurabili.
● Miglior Prodotto o Servizio per lo Sviluppo Sostenibile, per le aziende che hanno sviluppato nuovi prodotti o servizi in grado di assicurare un contributo concreto allo sviluppo sostenibile e alla protezione dell’ambiente, con caratteristiche di basso livello di emissioni e sostanze inquinanti relativamente a tutto il ciclo di vita del prodotto/servizio, dall’estrazione materie prime alla costruzione, dalla distribuzione all’utilizzo fino alla gestione dello smaltimento.
● Miglior Processo/Tecnologia per lo Sviluppo Sostenibile, per le proposte di Best Available Techniques (BAT) di produzione che assicurino un’ottimizzazione dell’efficienza delle risorse naturali utilizzate, riducendo contemporaneamente l’impatto ambientale del ciclo di vita del prodotto attraverso risparmio energetico e dei materiali, passaggio alle risorse rinnovabili, non utilizzo di sostanze pericolose e riduzione di emissioni e rifiuti.
Accanto ad esse, i riconoscimenti speciali:
● il Premio “Giovane Imprenditore”, riservato a under 40 in concorso per una delle categorie, che si siano distinti per spiccate capacità imprenditoriali, innovazione ed attività di ricerca dedicati allo sviluppo eco-sostenibile;
● il Premio “Start-up innovativa”, riservato alle start-up innovative in concorso per una delle categorie del Premio, che si siano distinte per progetti altamente innovativi e di ricerca dedicati allo sviluppo eco-sostenibile.
● il Premio “Azienda associata Assocamerestero”, riservato alle imprese con sede all’estero, regolarmente associate ad una Camera di commercio estera, e che partecipano in una delle tre categorie di Premio.
Infine, novità della XIV edizione, il Premio “Impresa per il Clima” per le imprese che abbiano progettato, sviluppato e avviato soluzioni, prodotti, servizi o processi finalizzati alla riduzione delle emissioni di CO₂ e degli altri gas ad effetto serra, alla previsione, gestione e mitigazione degli impatti degli eventi climatici estremi, favorendo la resilienza dei sistemi produttivi e del territorio.
Le candidature dovranno pervenire entro e non oltre le 23.59 del 22 gennaio 2027: tutte le informazioni per la registrazione e la partecipazione sono disponibili sul sito: www.premioimpresambiente.it.

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