Ecco le professioni introvabili che l'intelligenza artificiale non può sostituire
di Redazione
Meccanico, manutentore, operaio edile, autista, elettricista e saldatore sono in cima alla lista stilata da Openjobmetis

Nonostante l'adozione sempre più diffusa dell'Ia-Intelligenza artificiale in tutti i settori, sono le professioni tecniche, operative e specializzate a essere ancora oggi le più introvabili. È quanto emerge dall'analisi condotta presso le proprie aziende clienti da Openjobmetis, l'Agenzia per il lavoro presente sul mercato italiano da 25 anni, attiva nella somministrazione, ricerca, ricollocazione e formazione del personale. Le figure più ricercate sono: il meccanico con 286 posizioni pari a circa il 24% del totale. Seguiti dal manutentore industriale, con 220 posizioni pari al 18%. Sul terzo gradino del podio troviamo l'operaio edile, con 194 posizioni pari al 16%. A seguire troviamo: autista con 166 posizioni; elettricista con 114; saldatore con 108; idraulico con 70; tecnico di automazione con 24; tecnico di laboratorio con 20 e programmatore Cnc con 12.
Dal punto di vista geografico, quasi il 50% della domanda si concentra prevalentemente al Nord e in Toscana. Veneto (188 posizioni), Lombardia (184) e Toscana (180) sono le regioni più attive e da sole rappresentano una quota significativa delle ricerche nazionali. Seguono Friuli-Venezia Giulia (118 posizioni), Piemonte (90) e Marche (84). Al Sud e nelle isole la domanda è più contenuta, ma comunque presente, con Sicilia (46), Puglia (44), e Campania (24).
I profili che appaiono più critici in termini di reperibilità sono soprattutto i manutentori industriali e i meccanici specializzati, in particolare nelle aree manifatturiere del Nord-Est e del Nord-Ovest, dove la domanda è elevata e la concorrenza tra aziende può incidere sulla disponibilità dei candidati. Anche le ricerche di operai edili risultano diffuse su più territori, con una concentrazione significativa in Veneto, Toscana e Friuli-Venezia Giulia. Per gli autisti di mezzi pesanti e pubblici, la criticità sembra concentrarsi soprattutto in Toscana e nelle Marche, dove il numero di posizioni aperte è particolarmente rilevante rispetto al totale regionale. Per i profili più specializzati, come tecnico di automazione e programmatore Cnc, la difficoltà non è solo legata al numero di candidature disponibili, ma anche all'allineamento tra competenze richieste e profili presenti sul mercato. In questi casi, il divario può riguardare soprattutto competenze tecnico-digitali, conoscenza di sistemi automatizzati, capacità di lettura del dato e familiarità con logiche produttive evolute. In termini di skill richieste dalle imprese, oltre alle competenze tecniche specifiche di ciascuna mansione, emergono alcune competenze trasversali sempre più rilevanti: capacità di lettura di schemi tecnici e disegni, conoscenza di sistemi di controllo digitale come Plc e Cnc, attenzione alla manutenzione preventiva e predittiva e, per i profili più senior, capacità di coordinare piccoli team o interfacciarsi con reparti diversi. Si tratta di figure che, pur non sostituibili dall'Ia, si stanno evolvendo anche grazie all'integrazione di competenze digitali e tecnologiche.
«Permane una difficoltà strutturale nel reperimento dei candidati, dovuta al progressivo disallineamento tra domanda e offerta di competenze tecniche, alla ridotta attrattività percepita di alcuni percorsi professionali presso le nuove generazioni e, in alcuni casi, alla scarsa disponibilità di profili già formati e immediatamente operativi», commenta Rosario Rasizza, ad di Openjobmetis.
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