Automotive, tra nuovi sviluppi e mancanza di talenti
Il settore vale 3,36 miliardi di euro. Il 75% delle aziende fatica a reperire profili specializzati in Ia-Intelligenza artificiale ed elettrificazione

Il mercato italiano dell'automotive e della mobilità corre veloce, segnando una crescita del 16% a fine 2024 per un valore complessivo di 3,36 miliardi di euro, ma permane uno scollamento tra rivoluzione tecnologica e nuove professioni. La vera sfida per il futuro del comparto si gioca sul terreno delle competenze e della formazione: il 75% delle aziende fatica a trovare profili specializzati in elettrificazione, Ia-Intelligenza artificiale, guida autonoma e sostenibilità, in altre parole i talenti del domani, capaci di trainare la crescita. È quanto emerge dalla ricerca Mobilità sostenibile e tecnologie intelligenti per i grandi eventi: le sfide della nuova mobilità, realizzata dall’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, con un contributo scientifico dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Il settore sta vivendo un cambio di paradigma senza precedenti: la transizione energetica e l’avvento delle tecnologie intelligenti richiedono oggi un profondo aggiornamento delle competenze. Non è più solo questione di motori, ma di un “ecosistema della mobilità” integrato, dove l’eccellenza meccanica non basta; serve una formazione ibrida e trasversale per governare il cambiamento. Se da un lato le nuove tecnologie integrate sono un “salva vita” – con i sistemi Adas che hanno ridotto la gravità degli incidenti del 13% – dall’altro emerge un preoccupante divario professionale: una posizione su quattro nel campo It e Data Management rimane scoperta, spingendo le aziende ad adottare la strategia “Make”, ovvero la formazione interna dei talenti per sopperire alla carenza di specialisti esterni.
«La trasformazione che sta attraversando il settore automotive è fortemente tecnologica, come ci dimostra un marchio come Geely Auto, ma anche profondamente culturale e professionale - spiega Marco Santucci, managing director di Jameel Motors Italia per Geely e Zeekr -. La vera sfida oggi non è più immaginare la mobilità del futuro, ma costruire le competenze necessarie per renderla concreta. Come Geely Auto crediamo che sia fondamentale creare un ponte solido tra mondo industriale, Università e istituzioni. La presenza del Mur suggella una collaborazione fondamentale per mappare le nuove opportunità lavorative, investendo nella formazione e nello sviluppo di nuovi talenti. Un impegno che poggia su basi scientifiche solide, grazie ai dati del Politecnico di Milano. Solo attraverso un ecosistema collaborativo possiamo colmare il gap di competenze e accompagnare l’Italia in questo Rinascimento tecnologico, rendendola protagonista nella mobilità globale sostenibile e connessa».
Il settore automotive sta attraversando una profonda crisi sistemica, ma anche anche una profonda trasformazione digitale: stiamo passando da una sicurezza “passiva”, legata ai dispositivi del veicolo, a una sicurezza sempre più predittiva, personalizzata e basata sui dati. Oggi i veicoli e gli smartphone sono in grado di raccogliere informazioni continue sul comportamento di guida, sul contesto e sulle condizioni della strada. Questo consente, grazie all’analisi dei dati e all’intelligenza artificiale, di anticipare il rischio e intervenire prima che l’incidente avvenga, non solo dopo. «In Octo lavoriamo proprio su questo: trasformare i dati in strumenti concreti di prevenzione. Un esempio è il digital driver, una soluzione mobile che consente di valutare il rischio individuale di guida e accompagnare l’utente lungo tutto il suo percorso assicurativo ma anche insegna a guidare. Attraverso l’app è possibile, già prima della sottoscrizione di una polizza - con formule “try before you buy” – raccogliere dati sul comportamento di guida e costruire un profilo di rischio. Durante la vita della polizza, invece, la soluzione continua a monitorare, fornire feedback e incentivare comportamenti più sicuri, contribuendo direttamente alla riduzione della sinistrosità. Questo approccio è particolarmente efficace per le fasce più giovani, dove la prevenzione è cruciale: non si tratta solo di intervenire in caso di incidente, ma di incoraggiare ed educare a una guida più consapevole attraverso strumenti digitali che parlino il loro linguaggio. In prospettiva, la sicurezza sarà sempre più un ecosistema integrato – tra veicolo, assicurazione e infrastrutture – in cui il dato diventa il vero abilitatore di una mobilità più sicura, sostenibile e inclusiva», sottolinea Corrado Sciolla, ad di Octo.
La trasformazione dell’automotive è anche una trasformazione in competenze digitali e Ia: questa è una grandissima sfida. Oggi il comparto richiede in misura crescente profili legati al mondo digitale e ai dati: data scientist, ingegneri del software, esperti di intelligenza artificiale, di cloud e di cybersecurity sono diventati centrali. Tuttavia, le competenze tecniche non bastano. Cresce la domanda di figure ibride capaci di integrare tecnologia e business – product manager, esperti di mobilità intelligente, specialisti di customer experience – che sappiano tradurre i dati in valore concreto per clienti e partner. «In Octo lavoriamo quotidianamente su piattaforme che analizzano grandi moli di dati provenienti da dispositivi IoT e veicoli connessi, quindi abbiamo competenze molto specializzate che spaziano dall’ingegneria alla statistica, fino alla capacità di interpretare fenomeni complessi legati alla mobilità e ai comportamenti umani con l’uso dell’Ia - precisa l'ingegnere Sciolla -. Il sistema formativo sta evolvendo, ma persiste un gap significativo, soprattutto nelle competenze più innovative. Le aziende oggi cercano profili pronti a lavorare con tecnologie avanzate e in contesti internazionali, mentre spesso i percorsi tradizionali non riescono a tenere il passo con la velocità dell’innovazione. Per questo è fondamentale rafforzare la collaborazione tra imprese, Università e istituzioni, sviluppando percorsi più orientati alle competenze applicative e ai nuovi bisogni del mercato. Come con il Consorzio Elis».
In Octo, per esempio, sono costantemente alla ricerca di talenti. In particolare: sviluppatori software, data scientist, attuari ed esperti digitali. Tra il 2025 e il 2026 sono state realizzate oltre 20 assunzioni strategiche soprattutto in ambiti come Ia & Analytic e sviluppo software. In parallelo, sono state inserite anche alcune figure specifiche a supporto del business e dell’infrastruttura tecnologica, tra cui specialisti It, profili commerciali e risorse dedicate alle operation. Gli interessati possono inviare il cv a: https://www.octotelematics.com/it/home-it/.
«Questi investimenti riflettono una direzione chiara: stiamo accelerando sull’adozione di soluzioni basate su intelligenza artificiale, automazione e data-driven decision making, con l’obiettivo di rendere sempre più efficienti i nostri processi interni e migliorare la qualità dei servizi offerti. Per alcune figure, in particolare sviluppatori e data scientist, abbiamo anche attivato percorsi dedicati che combinano formazione e inserimento graduale in azienda. Questi programmi prevedono una fase iniziale di formazione mirata, seguita da un periodo di training on the job, con l’obiettivo di accompagnare i candidati in un percorso concreto di crescita professionale e ridurre il mismatch tra competenze richieste e disponibili sul mercato», conclude l'ad.
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