Opportunità nell'Ict, nella sanità e nell'innovazione

In Italia mancano 236mila professionisti nell'informatica. Bandi della Regione Basilicata per 500 infermieri e della Regione Emilia Romagna per le start up
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May 30, 2026
Opportunità nell'Ict, nella sanità e nell'innovazione
In Italia mancano 236mila professionisti dell'Ict
Secondo l’Osservatorio sulle Competenze Digitali 2025, il sistema produttivo italiano registra un fabbisogno non coperto di circa 236mila professionisti Ict. A preoccupare gli imprenditori non è solo la carenza di figure, ma anche la velocità del cambiamento: entro il 2027 circa il 40% delle competenze oggi centrali sarà profondamente trasformato. In questo scenario si inserisce l’iniziativa dell’Its Angelo Rizzoli Academy, che lancia a Pavia il corso Its AI & Full Stack Developer Specialist. Un percorso didattico rinnovato, progettato insieme alle imprese del territorio pavese, con l’obiettivo di formare sviluppatori software con competenze integrate di Intelligenza Artificiale e favorire un ingresso rapido e concreto nel mondo del lavoro. «Nel nostro settore le tecnologie cambiano nel giro di pochi mesi; una formazione slegata dalle reali esigenze delle imprese rischierebbe di diventare rapidamente obsoleta. Il grande vantaggio degli Its è un time to market breve, che permette di formare professionisti con competenze verticali immediatamente spendibili», spiega Mauro De Martini, responsabile della progettazione formativa dell’Its Rizzoli.
L’Its AI Full Stack Developer Specialist è un percorso biennale post-diploma che prevede oltre 2mila ore di formazione, di cui 840 di stage in azienda. Il programma coinvolge direttamente professionisti e imprese partner sia nella progettazione sia nella didattica, con un focus sull’integrazione tra sviluppo software e tecnologie di Ia-Intelligenza artificiale, in ambiti come machine learning, gestione dei dati e sviluppo di applicazioni scalabili.
Oggi non è infatti più sufficiente limitarsi alla sola scrittura di codice, il ruolo dello sviluppatore richiede la capacità di utilizzare in modo critico e consapevole gli strumenti di Ia. Alle competenze tecniche si affiancano inoltre soft skill sempre più rilevanti come curiosità, spirito critico e capacità di adattamento ai contesti di lavoro e ai cambiamenti del mercato.
Un’ulteriore sfida riguarda l’ingresso dei giovani nei ritmi aziendali. Uscendo dalla scuola superiore, molti studenti vivono la percezione di un tempo ampio e indefinito, mentre l’ingresso in azienda comporta scadenze, priorità e strumenti come il timesheet, che rendono il tempo una risorsa concreta e misurabile. Per questo la didattica Its si basa su project work legati a commesse aziendali reali, che consentono agli studenti di confrontarsi con tempi e obiettivi definiti, sviluppando la capacità di consegnare soluzioni anche in finestre temporali molto ridotte.
«E perché Pavia? Il territorio pavese si distingue per un tessuto industriale eterogeneo e solido, dalla manifattura al farmaceutico, fino alle software house e all’agricoltura. Queste realtà stanno accelerando sull’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei loro processi, come dimostra la crescente domanda di profili specializzati - prosegue De Martini -. Supportare le aziende del pavese in questa transizione digitale è fondamentale per il sistema produttivo locale e per garantire concrete opportunità occupazionali per i giovani del territorio».
Ha preso ufficialmente il via la fase operativa per la formazione di 500 Infermieri di Famiglia e Comunità e il reclutamento di 263 professionisti, che rafforzeranno la sanità territoriale in Basilicata. «Come annunciato nei giorni scorsi - dichiara l'assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Cosimo Latronico -. Il corso-concorso per la formazione di 500 Infermieri di Famiglia e Comunità e la successiva l'assunzione di 263 professionisti, è oggi una realtà. Con la pubblicazione di questo bando diamo concretezza agli impegni presi con le nostre comunità. La Basilicata si conferma all'avanguardia in Italia con un modello che mette al centro i territori fragili e le aree interne, offrendo ai professionisti un percorso di livello post-laurea e stabilità occupazionale». La procedura selettiva prevede due fasi integrate ed è strutturata per generare competenze diffuse su tutta la rete regionale. La prima fase prevede la formazione specialistica di 500 infermieri che saranno ammessi al corso di formazione regionale per conseguire l'attestato specifico IFoC. Il corso di formazione regionale avrà una durata di 220 ore teorico/pratiche e per l'intera durata delle attività, ai partecipanti sarà garantita un'indennità di frequenza di 1.800 euro totali. Chi otterrà l'attestato finale, previo superamento della prova di fine corso, sarà ammesso al concorso unico regionale per titoli ed esami. La seconda fase, infatti, prevede 263 assunzioni a tempo indeterminato al termine del percorso. Gli infermieri assunti saranno suddivisi nella misura di 160 unità all'Azienda Sanitaria di Potenza e 103 unità all'Azienda Sanitaria di Matera, azienda capofila. I candidati esprimeranno la propria preferenza per l'azienda in sede di domanda. I candidati devono possedere la laurea in infermieristica o titolo equipollente, l'iscrizione all'albo professionale e i requisiti generali previsti per l'accesso al pubblico impiego. «L'inserimento di questi professionisti - prosegue l'assessore - risponde prioritariamente al fabbisogno del personale programmato per l'implementazione delle nuove strutture del Pnrr, tra cui le Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità e le Centrali Operative Territoriali. La parte formativa di questo importante progetto è finanziata nell'ambito del Programma Regionale Basilicata FESR FSE+ 2021/2027, avvalendoci inoltre della stretta collaborazione scientifica e organizzativa di partner di rilievo quali Formez PA e l'Università degli Studi di Foggia. L'utilizzo della formula del corso-concorso è una scelta amministrativa che garantisce la massima trasparenza, il merito e, soprattutto, l'omogeneità della preparazione del personale su tutto il territorio lucano».
Il bando Startup Innovative 2025 della Regione Emilia-Romagna, finanziato con cinque milioni di euro nell'ambito del Programma regionale Fesr 2021-2027, ha registrato 389 candidature da parte di imprese ad alto contenuto tecnologico. Lo fa sapere la Regione definendo il risultato un "record". Il tasso di ammissibilità si è attestato al 42% dei progetti presentati, con quasi il 50% delle domande complessive pervenuto da realtà con sede fuori dal territorio regionale. I dati del primo bilancio della misura evidenziano che oltre l'85% dei progetti ammessi integra tecnologie avanzate come l'Ia e i Big Data, mentre più del 70% delle proposte è orientato alla trasformazione digitale. Sul fronte occupazionale, circa il 90% dei piani di investimento prevede nuove assunzioni di personale qualificato. «L'obiettivo - ha commentato il vicepresidente dell'Emilia-Romagna con delega allo Sviluppo economico - è di rafforzare anche i sistemi produttivi regionali attraverso il sostegno a piani di investimento lungo tutta la catena del valore: dall'idea alla fase di accelerazione, fino alla loro espansione. Col fine di allargare la base di imprese innovative nella nostra regione». In Emilia-Romagna le startup registrate sono 889 (il 7,21% del totale nazionale), dato che colloca la regione al quarto posto in Italia dopo Lombardia, Lazio e Campania, con la concentrazione maggiore nella provincia di Bologna (282), seguita da Modena (142) e Reggio Emilia (98). 

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