La filantropia fa rete per favorire la coesione sociale
di Cinzia Arena
Al via a Catania la due giorni di dibattito sul ruolo di enti e fondazioni che sostengono il Terzo Settore e l’imprenditorialità e fungono da facilitatori tra pubblico e privato

La filantropia italiana è in costante crescita non solo numerica ma anche identitaria e strategica. Un sistema sempre più articolato composto da fondazioni di famiglia, d’impresa e di comunità, enti storici e nuove realtà. Una “biodiversità” come la definisce Antonio Danieli, presidente di Assifero, che copre tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud, dalle aree interne alle metropoli e ha come obiettivo la sussidiarietà declinata in mille forme. Come ogni anno l’associazione, fondata nel 2003, si è data appuntamento per la sua assemblea nazionale per riflettere sulle sfide che l’attendono. Una due giorni di dibattiti e dialoghi oggi e domani a Catania, città nella quale si intrecciano migrazioni, diseguaglianze, fragilità vecchie e nuove. “La filantropia italiana alla prova del nostro tempo. Ruolo e contributo distintivo per una società giusta, equa e plurale, oggi e per le generazioni future” il titolo dell’assemblea che vedrà la partecipazione tra gli altri di Delphine Moralis, ceo di Philea (Philantropy Europe Association), che interverrà sul ruolo della filantropia europea, di Stefano Consiglio, presidente della Fondazione con il Sud, del sindaco di Catania Enrico Trantino e al rettore Enrico Foti.
Rigenerazione territoriale, aree interne, cambiamento climatico, flussi migratori ma anche diritto all’abitare, contrasto alla violenza di genere e sport come spazio di partecipazione saranno i temi affrontati dall’assemblea.
«Apriamo questo momento di confronto e di progettualità con numeri incoraggianti: oggi abbiamo 202 soci e puntiamo a chiudere l’anno superando quota 210, con un aumento significativo rispetto all’anno scorso e oltre 400 milioni di euro di capacità erogativa annuale» sottolinea Danieli. Dato sottostimato secondo il presidente che evidenzia come l’attività della filantropia istituzionale si sviluppi a 360 gradi lungo gli ambiti di interesse generale – sanità, assistenza, educazione e ricerca, coesione sociale, recupero aree interne e imprenditoria giovanile – ma anche in azioni più specifiche come la gestione di musei e luoghi pubblici, per recuperare spazi di aggregazione. «L’azione in questi anni si è evoluta lungo tre macro-trend – spiega – da una parte il sostegno al Terzo settore mediante attività di bando ed erogazioni, dall’altra l’azione diretta di alcune attività programmate in proprio, infine il sostegno all’imprenditoria sociale con nuove forme di finanza ad impatto». In un mondo abituato solo a parlare di Neet (ragazzi che non lavorano e non studiano), Assifero sottolinea come anche grazie alla filantropia istituzionale ci siano ben 144mila giovani Eet (employed, educated ed trained) desiderosi di innescare il cambiamento e pronti a fare la loro parte come imprenditori innovativi, ad esempio nell’ambito dell’Ia, e attenti alla sostenibilità. «Giovani che rimangono a casa e non vanno all’estero, ma anche cervelli di ritorno» sottolinea Danieli. In questa direzione si muove la Fondazione Marea Ets di Catania, tra gli enti organizzatori dell’assemblea, che si propone di contrastare lo spopolamento dell’isola generando occupazione e sviluppo. Secondo una recente indagine Svimez nei prossimi 25 anni lasceranno la regione più di 850mila persone e già oggi un terzo dei laureati è costretto a fare le valigie.
Uno dei temi centrali dell’assemblea sarà il ruolo della filantropia nel piano nazionale per l’economia sociale che sarà approvato in Consiglio dei ministri nelle prossime settimane. Assifero ha chiesto al ministero dell’Economia il riconoscimento dell’importanza della filantropia come agente del cambiamento con un doppio ruolo: da protagonista nell’ideazione di progetti sul territorio e da “facilitatore” dei rapporti tra pubblico e privato. Ad esempio collaborando con i Comuni nei progetti di amministrazione condivisa.
«Penso che dall’economica sociale passerà il rinascimento dell’Italia – è il messaggio che oggi lancerà il presidente di Assifero –. Tutti i dati fondamentali lo fanno sperare in questo momento storico. In seno a questa crescita, le fondazioni e gli entri filantropici potranno assolvere sempre di più al ruolo di catalizzatori e di enzimi per l’evoluzione di sistemi di welfare evoluti e sostenibili per il sistema Paese». Nel corso della due giorni di Catania sarà presentato un manifesto di coesione nazionale per mettere in rete buone pratiche, competenze e proposte per il futuro. L’obiettivo di lungo periodo è guardare al contesto internazionale, con una visione di sviluppo euromediterranea perché la sussidiarietà si costruisce solo unendo le forze.
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