Le B Corp crescono ancora, anche con le nuove regole

Salgono a 390 le imprese italiane che hanno ottenuto la certificazione internazionale su performance ambientali e sociali. Fervier: "Aiutiamo le aziende a passare all'azione sulla sostenibilità"
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May 21, 2026
Le B Corp crescono ancora, anche con le nuove regole
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Nuovi standard ma lo stesso obiettivo di sempre: rafforzare la sostenibilità. È l’obiettivo dell’ecosistema B Corp, le imprese che si impegnano a misurare e considerare le proprie performance ambientali e sociali e che credono nel business come forza positiva, con certificazione dell'ente non profit internazionale B Lab. Spiega Veronica Fervier, country manager di B Lab Italia: «Tante volte si parla di sostenibilità in termini di idee e di ispirazione, ma il movimento B Corp va oltre perché mette a disposizione una vera e propria infrastruttura che permette alle aziende di passare all’azione. Il concetto di sostenibilità negli ultimi vent’anni è evoluto: all’inizio veniva considerato come qualcosa di addizionale, fatto per limitare i danni. Oggi, invece, sostenibilità significa rigenerazione, quindi avere un impatto positivo sull’ambiente, sulle comunità, sui lavoratori come parte del Dna aziendale. Nel 2025 abbiamo lanciato l’ultima versione degli standard. Adesso le B Corp devono rispettare dei requisiti minimi in tutte le aree, dal lavoro equo all’azione collettiva, all’azione per il clima».
Le aziende italiane certificate B Corp sono, a oggi, 390, un dato in crescita e in linea con i numeri europei. Le B Corp italiane generano un fatturato complessivo superiore ai 24,5 miliardi di euro, un valore medio di oltre 6,4 milioni di euro e occupano oggi circa 37mila lavoratori, a fronte di un contesto europeo che conta complessivamente 2.592 B Corp, con un fatturato aggregato di 125 miliardi di euro e 446.737 occupati. L’Italia precede per numero di B Corp Spagna (278 aziende certificate), Svizzera (145), Germania (132), Paesi Nordici (160). Solo la Francia con 623 e il Benelux con 608 registrano più aziende B Corp.
«La certificazione B Corp – continua Fervier – permette alle aziende di diventare parte di una community di aziende che operano insieme, che si ispirano e che si sostengono a vicenda. Come movimento siamo consapevoli che tutti dipendiamo dagli altri, perché un’azienda nel lungo termine non può avere successo in un Paese dove c’è povertà, in un ambiente degradato, dove le comunità sono costantemente sacrificate».
La Lombardia si conferma il cuore pulsante del movimento delle B Corp con 118 aziende, seguita dall’Emilia Romagna con 61 e dal Veneto con 42. Il Lazio (32), la Toscana (29) e il Piemonte (28) completano la mappa dell’impatto. Sotto il profilo settoriale, le B Corp italiane mostrano una grande versatilità: i servizi guidano la classifica con 165 aziende, seguono la manifattura con 77 realtà, il comparto food, beverage and hospitality (51), il mondo fashion, wellness and healthcare (46) e le aziende ad alto tasso tecnologico nel settore tech (35). La struttura della community riflette perfettamente il tessuto produttivo italiano: la grande maggioranza è composta da piccole e micro imprese (251 aziende), ma cresce la presenza di realtà di medie (84) e grandi dimensioni, con 39 aziende che superano i 250 dipendenti.
Un punto di forza di queste imprese risiede nella loro capacità di investire nel capitale umano e nell’innovazione. Il 72,4% delle B Corp ha incrementato il numero di addetti negli ultimi anni, a fronte del 46,4% delle imprese tradizionali. La competitività delle B Corp è alimentata anche da una forte propensione all’innovazione: il 31% delle manifatturiere possiede brevetti, una quota significativamente superiore alla media italiana del 12%.
Essere una B Corp significa anche abbracciare modelli di governance più inclusivi e giovani. Il 59% delle B Corp vanta almeno una donna nel board, contro il 37% delle altre imprese. Allo stesso modo, sono aziende che scommettono sul futuro: il 31% dei loro consigli di amministrazione include almeno un componente under 40, a fronte del 19,8% del mercato di riferimento.
Sostenibilità e standard innovativi sono stati al centro anche di “Nuovi Scenari | The B Corp Summit”, il nuovo appuntamento promosso da B Lab Italia che nei giorni scorsi ha riunito a Firenze la community italiana delle B Corp. «Nel passato ci chiedevamo se fosse possibile fare impresa in maniera differente, tenendo in considerazione anche il benessere dei lavoratori, delle comunità e dell’ambiente. In questi vent’anni ci siamo risposti di sì, ma ora la domanda che guida il nostro futuro è: come facciamo ad amplificare la nostra voce? Vogliamo cambiare la cultura di cosa significa essere un’impresa di successo, far capire come una singola azienda da sola non può cambiare il mondo, ma tutte insieme possono davvero fare la differenza, dando lavoro dignitoso alle persone, rispettando le comunità e rigenerando l’ambiente. Ora dobbiamo capire come possiamo amplificare la nostra voce per attirare sempre più imprese a questo cambiamento e rendere l’intero ecosistema economico più inclusivo, equo e rigenerativo per tutte le persone e il pianeta» conclude Veronica Fervier.

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