Colori, sogni e sostenibilità: dentro il modello Legami

L’attenzione all’ambiente è da sempre una priorità per la società fondata da Alberto Fassi Tra i progetti innovativi le buste per l’e-commerce riciclabili e la raccolta di penne nelle scuole Zaini in regalo e borse di studio per i ragazzi in condizioni svantaggiate
March 26, 2026
Colori, sogni e sostenibilità: dentro il modello Legami
Il parco Dreamland realizzato da Legami in provincia di Bergamo
La storia di Legami, il brand italiano di cartoleria e oggettistica, sembra un romanzo. Con un lieto fine che è già andato oltre le più rosee aspettative. Natascia Ghilardi, responsabile Sostenibilità del gruppo, racconta la straordinaria evoluzione dell’azienda nata in un garage di Bergamo nel 2003. Protagonista Alberto Fassi, professionista nel settore finanziario che decide di fare un master in creatività e di cambiare vita. Il primo prodotto che progetta è una cinghia per tenere i libri che viene proposta in sette colori differenti. La filosofia che sta alla base del suo progetto è quello di proporre oggetti che suscitino emozioni positive, puntando su forme e colori. Il successo arriva in modo inaspettato e anno dopo anno corre sempre più veloce. «Nel 2026 ci ritroviamo alla fine di un percorso molto importante, abbiamo 5mila prodotti a catalogo in 17 settori tematici. Siamo partiti dalla cartoleria su cui abbiamo investito molto rivoluzionando la grafica e i colori di quella “tradizionale”. Tutti i prodotti che vendiamo sono progettati da noi. Nel 2018 c’è stato un passaggio importante, vale a dire il lancio delle penne cancellabili che sono diventate un oggetto cult per grandi e piccini: oggi sono proprio articoli da collezione», racconta Ghilardi. L’ambizione principale è quella di fare prodotti per tutti. «Il nostro target sono i ragazzini, non tanto gli adolescenti, e i giovani, ma anche gli adulti ci apprezzano. È bello vedere interessati allo stesso prodotto persone di età diverse». I canali di vendita sono diversi: 160 negozi monomarca, 10mila rivenditori e 600 corner diffusi oltre al canale on line. Oggi Legami è presente in oltre 70 Paesi.
I collaboratori sono circa mille, in gergo sono chiamati dreamers e hanno un’età media di 33 anni. L’80% è donna. Il team stile che si occupa del processo creativo è composto da due dipartimenti: quello strategia che identifica le tendenze e studia i nuovi prodotti e il dipartimento grafico che si occupa della realizzazione vera e propria.
Una delle priorità di Legami, cha da novembre ha come socio il gruppo De Agostini che ha acquisito il 42% delle azioni, è il rispetto dell’ambiente. La sostenibilità è stata sempre nel dna di Fassi con un’attenzione ai materiali utilizzati e alle emissioni. «Abbiamo iniziato a misurare il nostro impatto durante la pandemia nel 2023 ci siamo detti “non abbiamo nessun obbligo ma facciamo il nostro primo bilancio di sostenibilità”, da qui alla scelta di diventare una società benefit il passo è stato breve. Ogni anno Legami destina il 5% dei suoi ricavi a progetti di sostenibilità ambientale e sociale», aggiunge la responsabile Sostenibilità di Legami.
Tra i progetti innovativi realizzati spicca quello in collaborazione con l’ormai ex startup Movopack con l’obiettivo di limitare l’impatto degli imballaggi per le spedizioni on-line. Invece di ingombranti cartoni, riempiti di carta e plastica e chiusi con nastro isolante, vengono utilizzate buste fatte di materiali riciclati, facilmente richiudibili che possono essere riutilizzate sino a 50 volte. «La curiosità è che chi le riceve può rispedirle vuote all’azienda senza nessun costo aggiuntivo, le buste a quel punto vengono sanificate e rimesse in circolazione. Mediamente abbiamo visto che una busta fa 20 viaggi – dice Ghilardi –. I primi dati di restituzione dicono che gli stranieri sono il 55% e gli italiani il 45% di coloro che scelgono di dare una seconda vita alla busta, sono soddisfatti del servizio e restituiscono per motivazioni ambientali».
Dedicato agli adolescenti il progetto “Esauriti for the Planet” che è partito nel 2024 in 12 scuole di Bergamo. L’idea anche in questo caso è semplice ma efficace: avviare una raccolta differenziata di penne, di tutti i brand, per recuperare la plastica, visto che i piccoli oggetti spesso finiscono nell’indifferenziata. In collaborazione con un‘azienda specializza diventeranno un nuovo tipo di plastica. «Oggi siamo a 30 scuole e 17mila studenti attivi, si tratta di un’iniziativa sociale che punta ad incentivare i piccoli gesti e favorire una corretta gestione del fine vita di questi oggetti. Non sappiamo ancora come potrà essere utilizzato questo materiale, speriamo di poterlo impiegare per i play ground dei parchi giochi ad esempio», conclude Ghilardi.
Rivolto ai bambini in condizioni di povertà il progetto “Wonderschool” che prevede la donazione di zaini corredati di tutti gli oggetti indispensabili per la scuola che sono stati donati ai bambini ospiti della Casa del sorriso di Napoli, Bari, Siracusa e Bergamo e anche a Milano come sostegno per contrastare l’abbandono scolastico. Nella stessa direzione si muove “Tap the dream” che offre corsi di formazione e borse di studio per l’università ai ragazzi in condizioni svantaggiate. Obiettivo contrastare la logica dell’“io non posso”, in molti contesti la scuola è l’unico ascensore sociale e aiutare i ragazzi che hanno talento a credere in loro stessi, sognando anche una laurea in atenei prestigiosi. Completa il quadro delle iniziative ambientali “Dreamland” un grande parco di 30mila ettari aperto nel 2023 in provincia di Bergamo che prevede un’area riforestata chiusa al pubblico e altre zone destinate alla didattica come una scuola dell’albero per allenarsi nell’arrampicata e aree per studiare lo stato di salute e le varie potature degli alberi.
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