Sorveglianza e controlli: sull'hantavirus l'Italia alza la guardia
Quarantena obbligatoria per un 24enne a Torre del Greco. In arrivo dal ministero della Salute indicazioni a Regioni e uffici di frontiera, mentre oggi si conclude l’evacuazione della nave da crociera nelle Canarie. Nuovi casi in Francia e Usa, ma Roma rassicura: “Rischio basso"

Un virus raro, tre morti, una nave isolata nell’Atlantico e decine di passeggeri monitorati in mezzo mondo. A sei anni dalla pandemia da Covid, il focolaio di hantavirus scoppiato a bordo della nave da crociera MV Hondius riporta l’Europa dentro un lessico che sembrava archiviato: quarantene, sorveglianza attiva, contatti stretti, voli speciali per i rimpatri. Ma il quadro sanitario, insistono Oms e governi europei, è profondamente diverso. Il rischio per la popolazione resta basso e non esiste alcun segnale di diffusione incontrollata. È dentro questo equilibrio delicato tra prudenza e allarme che si inserisce la nuova circolare in arrivo dal ministero della Salute italiano, destinata a Regioni e uffici sanitari di frontiera mentre si conclude l’evacuazione internazionale della Hondius dalle Canarie.
La linea scelta dall’Italia è quella della cautela senza drammatizzazioni: rafforzare sorveglianza e tracciamenti, mantenendo però fermo un messaggio rassicurante. “Il rischio resta basso”, ripetono dal ministero. La circolare ministeriale, attesa nelle prossime ore, dovrebbe riepilogare il quadro epidemiologico internazionale e indicare le procedure operative da attivare nel caso di soggetti sintomatici riconducibili all’hantavirus: sorveglianza attiva, tracciamento dei contatti, eventuali isolamenti fiduciari e monitoraggio sanitario prolungato, in linea con le raccomandazioni dell’Ecdc e dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il ministero sottolinea che, allo stato attuale, non esistono casi confermati in Italia.
Nelle ultime ore, il sindaco di Torre del Greco, Luigi Mennella, ha disposto la quarantena obbligatoria per un marittimo 24enne, uno dei quattro passeggeri italiani del volo Klm coinvolto nella vicenda. Il giovane aveva viaggiato sul volo sul quale era salita per pochi minuti una donna sudafricana poi morta e risultata positiva all’hantavirus. L’ordinanza prevede un isolamento di 45 giorni, permanenza in stanza singola con bagno dedicato, monitoraggio quotidiano della temperatura e obbligo di mascherina Ffp2 in presenza di altre persone.
Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento prevenzione del ministero della Salute, ha invitato gli italiani a “non allarmarsi”, spiegando che i quattro passeggeri monitorati nel nostro Paese dopo il contatto indiretto con il focolaio “stanno tutti bene e non hanno sviluppato sintomi”. Si tratta di due italiani e due cittadini stranieri, uno residente in Italia e uno turista, transitati sul volo KLM di Johannesburg. Campitiello ha inoltre chiarito che “non ci troviamo di fronte a una nuova pandemia” e che la trasmissione del virus richiede “contatti ravvicinati e prolungati”. Il ministero ha già attivato la sorveglianza sanitaria in Calabria, Campania, Toscana e Veneto, acquisendo i contatti dei passeggeri coinvolti. Le autorità italiane, viene spiegato, lavorano in coordinamento continuo con Oms, Ecdc e Regioni. La valutazione del rischio per la popolazione europea resta “molto bassa”.
Nel frattempo, a Tenerife si conclude oggi la complessa evacuazione internazionale della MV Hondius, la nave da spedizione battente bandiera olandese che nelle ultime settimane è diventata il centro del più vasto focolaio di hantavirus Andes mai registrato fuori dal continente americano. Dopo i 94 passeggeri evacuati ieri con voli speciali verso Europa, Stati Uniti e Australia, altre 24 persone lasceranno oggi l’imbarcazione, completando il trasferimento dei viaggiatori. Una trentina di membri dell’equipaggio resterà invece a bordo per riportare la nave nei Paesi Bassi, dove sarà sottoposta a sanificazione completa. L’operazione è stata coordinata dalla Spagna insieme all’Oms, all’Unione Europea e ai governi dei Paesi coinvolti. I passeggeri sono stati trasferiti dal porto di Granadilla de Abona direttamente verso l’aeroporto, con percorsi separati e controlli sanitari rigorosi. La ministra della Salute spagnola Monica Garcia ha parlato di operazioni svolte “con totale normalità e sicurezza”. L’Oms considera tutti i presenti sulla nave “contatti ad alto rischio” e raccomanda una sorveglianza medica per 42 giorni, cioè per l’intero periodo massimo di incubazione stimato del virus.
Il quadro si è complicato con nuovi casi sospetti e confermati emersi dopo i rimpatri. In Francia una donna evacuata ieri dalla Hondius è risultata positiva all’hantavirus dopo aver manifestato sintomi durante il volo verso Parigi. La ministra della Salute Stéphanie Rist ha riferito che le sue condizioni sono peggiorate nella notte e che la paziente è stata ricoverata in un ospedale specializzato in malattie infettive. È il primo caso confermato in territorio francese. Negli Stati Uniti, invece, il Dipartimento della Salute ha comunicato che uno dei diciassette cittadini americani rimpatriati è risultato lievemente positivo al virus Andes tramite test Pcr, mentre un secondo passeggero presenta sintomi lievi. Washington ha scelto un approccio meno restrittivo rispetto a quello raccomandato dall’Oms: quarantena non obbligatoria ma isolamento domiciliare o in strutture dedicate su base volontaria. Una decisione che il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha definito “potenzialmente rischiosa”.
Il focolaio della Hondius è emerso ufficialmente il 2 maggio, ma la sequenza degli eventi è iniziata settimane prima durante la navigazione nell’Atlantico meridionale dopo la partenza da Ushuaia, in Argentina. Finora il bilancio parla di tre morti: una coppia olandese e una cittadina tedesca. Secondo l’Oms, i casi confermati o sospetti sono almeno otto, distribuiti in più Paesi. L’ipotesi principale è che il “paziente zero” abbia contratto il virus durante un viaggio in Sudamerica prima dell’imbarco. La MV Hondius, operata dalla compagnia Oceanwide Expeditions, trasportava 151 persone di 23 nazionalità diverse. Il focolaio sarebbe stato individuato dopo il ricovero in terapia intensiva a Johannesburg di un passeggero britannico sbarcato dalla nave. Da quel momento è scattata una complessa operazione diplomatica e sanitaria che ha coinvolto Spagna, Oms, Unione europea e governi nazionali.
Gli esperti insistono però su un elemento cruciale: l’hantavirus Andes non è il Covid. La trasmissione interumana è rara e richiede contatti ravvicinati e prolungati con secrezioni respiratorie. Non risultano evidenze di diffusione casuale negli spazi aperti o tramite contatti fugaci. L’Ecdc considera il rischio per la popolazione generale europea “molto basso”, mentre il ministero italiano ricorda che non esiste alcuna circolazione del virus sul territorio nazionale. La prudenza, tuttavia, resta alta anche perché il ceppo Andes presenta una letalità significativa e tempi di incubazione lunghi. Per questo le autorità sanitarie internazionali stanno privilegiando una strategia di contenimento precoce, puntando su monitoraggio e isolamento fiduciario dei contatti stretti. Anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha invitato ad “attenzione senza drammatizzazione”, ricordando come l’esperienza del coronavirus abbia insegnato a non sottovalutare i segnali iniziali.
Sul fronte industriale e scientifico arriva anche una lettura di prospettiva. Il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, ha sottolineato che la ricerca di un vaccino contro l’hantavirus è tecnicamente possibile, ma ha al tempo stesso ridimensionato l’ipotesi di una reale necessità nell’immediato. “La strada è percorribile, ma siamo confidenti che non ve ne sarà esigenza”, ha dichiarato, ricordando come il quadro attuale sia lontano da scenari pandemici. “Non è una situazione minimamente paragonabile al Covid”. Sul caso è intervenuto anche Papa Leone XIV, che ieri al termine del Regina Caeli ha ringraziato pubblicamente gli abitanti delle Canarie per “la calorosa accoglienza” riservata alla nave con i passeggeri contagiati. Il pontefice ha espresso gratitudine per la gestione umanitaria dell’emergenza e ha confermato la visita prevista nelle isole il mese prossimo. Un gesto simbolico che accompagna il tentativo delle autorità europee di tenere insieme due esigenze: vigilanza sanitaria e responsabilità pubblica, senza trasformare un focolaio circoscritto nell’ennesima stagione della paura.
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